Economia 16 Luglio Lug 2014 0958 16 luglio 2014

Perché Gtech fa shopping in America

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Marco Sala, amministratore delegato di Gtech. Mentre pezzi di made in Italy volano all'estero, l'ultimo è il gruppo Indesit venduto agli amricani di Whirpool, la ex Lottomatica che proprio un anno fa ha abbandonato il suo nome per assumere quello della controllata americana Gtech, continua a fare shopping in America. L'ultima mossa della società italiana leader mondiale nel settore del gioco regolamentato, è un accordo da 4,7 miliardi di dollari per l'acquisizione di International Game Technology (Igt), leader globale nel settore dei casinò e del social gaming con sede a Las Vegas, in Nevada. LA NUOVA HOLDING È DI DIRITTO INGLESE, 200 MLN DI SINERGIE ENTRO IL 2017 L'operazione che sta facendo volare Piazza Affari in apertura, prevede che Igt e Gtech confluiranno in una holding di nuova costituzione di diritto inglese, una cosiddetta NewCo. Per ogni azione ordinaria di Igt, gli azionisti riceveranno 13,69 dollari in contanti e 0,1819 azioni di NewCo - il cambio, secondo quanto annunciato dall'azienda è soggetto ad aggiustamento - per un importo complessivo di 18,25 dollari per azione. Agli azionisti di Gtech, incece, è previsto che venga assegnata una nuova azione ordinaria di NewCo per ogni azione Gtech posseduta. Il valore complessivo dell'operazione è di circa 6,4 miliardi di dollari (4,7 miliardi di euro, al cambio di 1,36 euro), che comprendono anche la stima di circa 1,75 miliardi di dollari (1,29 miliardi di euro) di debito netto esistente in Igt. L'obiettivo finale, secondo i piani del management di Gtech, è di arrivare a fare oltre 280 milioni di dollari (oltre 200 milioni di euro) di sinergie annue entro il 2017.

La scadenza della concessione del Lotto per Gtech è prevista nel 2016. LE FAMIGLIE BOROLI E DRAGO IN AMERICA PER DIRE ADDIO ALL'ITALIA L'America per le famiglie Boroli e Drago che controllano Gtech guidata da Marco Sala - la maggioranza assoluta del capitale della società di gaming è detenuta da De Agostini spa, il cui capitale è a propria volta interamente detenuto da B&D Holding di Marco Drago e C. S.A.p.A. La Società è pertanto inclusa nel bilancio consolidato di B&D Holding di Marco Drago e C. S.A.p.A. ed è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di De Agostini spa- è dal 2006 un approdo sicuro per la cresciuta con l'obiettivo di rendere il gruppo sempre meno italiano - anche a causa del costo del rinnovo delle concessioni e in vista della scadenza dell'appoalto sul Lotto che è fissata al 2016 - e sempre più internazionale.  A fine 2013, infatti, la ex Lottomatica era ancora troppo sbilanciata sull'Italia: il 57% dei ricavi era fatto in Italia, pari all’89% dei suoi utili operativi. IL DEBITO PUÒ ESSERE RIFINANZIATO DIMEZZANDO I COSTI Con questa ultima operazione, secondo i calcoli degli analisti, per Gtech è diventato più facile poter rifinanziare il suo indebitamento a tassi più convenienti, sfruttando anche ela forza dell'euro rispetto al dollaro. Gtech ha un indebitamento di 2,5 miliardi di euro e queste passività sono finanziate a un costo medio del 6% anche se, con l’ultima emissione obbligazionaria a sette anni datata novembre 2012, il gruppo pagava un tasso fisso del 3,5%. Secondo i calcoli degli analisti, rifinanziare il debito oggi permetterebbe al gruppo di abbassare di circa la metà il costo complessivo. Dal punto di vista strategico, invece, l'acquisizione è stata pensata per spingere sulla diversificazione nel segmento delle slot machine che è più redditizio e acquisire la leadership nel mercato americano dei giochi, un Paese che a differenza dell’Italia ha ancora grandi potenzialità di crescita.  E per gli analisti, che avevano già fatto i conti prima dell'annuncio, l'operazione è buona per gli investitori. Secondo Citigroup, Gtech è da comprare con prezzo obiettivo di 25,5 euro e valuta interessanti quelle dell’americana Igt fino al prezzo di 17,5 dollari. Stesso giudizio per Kepler Equities che invece suggerisce di comprare Gtech fino a 26,5 euro per azione.

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