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APPELLO 16 Luglio Lug 2014 1915 16 luglio 2014

Usa, Lew: «Aziende non scappino dal fisco»

Il segretario del Tesoro: «Mostrino di avere patriottismo».

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Il segretario del Tesoro Usa, Jack Lew.

La fuga delle aziende americane verso Paesi con regimi fiscali più favorevoli è un vero e proprio incubo per il governo americano. A ribadirlo, il 16 luglio, è stato il segretario al Tesoro Jack Lew, che ha annunciato la sua strategia per fermare la fuga delle multinazionali americane verso Paesi con regimi più favorevoli.
«IL CONGRESSO AGISCA». Lew ha chiesto al Congresso un'azione ampia e retroattiva. E alle big americane di mostrare «patriottismo economico» restando a casa invece di spostare le loro sedi in Stati con tasse più basse.
Un trend che negli ultimi mesi si è rafforzato e sul quale da diverso tempo le autorità a livello globale si interrogano. «Serve attuare regole immediatamente per fermare questo abuso del nostro fisco», ha affermato Lew in una lettera al Congresso, sottolineando la necessità che qualsiasi norma sia retroattiva almeno fino al maggio 2014, quando Pfizer ha tentato di acquistare l'inglese AstraZeneca per 106 miliardi di dollari, cercando così di ricollocarsi in Gran Bretagna.
IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETÀ AL 35%. Negli ultimi giorni AbbVie e Mylan hanno presentato offerte per acquistare società oltreoceano che consentirebbero loro di trasferirsi e ridurre le loro aliquote più basse. A spingere le aziende americane a uscire dal Paese è l'imposta sul reddito delle società che è al 35%, una delle più alte al mondo, e il trattamento dei profitti realizzati all'estero, che sono soggetti all'imposizione fiscale americana quando vengono rimpatriati.
Da qui la tendenza anche a lasciare oltreoceano la liquidità, con 500 miliardi di dollari parcheggiati offshore - secondo alcuni studi - dalla 14 maggiori aziende tecnologiche e farmaceutiche, che sono riuscite così a ridurre le loro aliquote fiscale di circa un terzo negli ultimi otto anni.
APPLE NEL MIRINO. Apple è una delle società nel mirino, con l'amministratore delegato Tim Cook che è stato chiamato in Congresso per spiegare il comportamento fiscale dell'azienda.
L'amministrazione Obama ha proposto un inasprimento della regole per limitare il fenomeno. Il Congresso intende rivedere il sistema delle aliquote fiscali americano rendendolo più competitivo a livello globale ma non è ancora stato raggiunto un accordo. I democratici premono per fermare la fuga con una moratoria di due anni, idea che non piace ai repubblicani. Le elezioni di medio termine di novembre rendono poco probabile un accordo per una riforma entro l'anno.

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