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VERTENZA 17 Luglio Lug 2014 1501 17 luglio 2014

Alitalia, sindacati divisi su contratto nazionale e risparmi

Contratto nazionale: Cgil e Cisl dicono sì, la Uil sui sfila.

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Susanna Camusso della Cgil.

Svolta a metà per la vertenza Alitalia. Come precedentemente annunciato, Cigl e Cisl hanno posto la firma sull'intesa trovata al tavolo del ministero dei Trasporti tra azienda e sindacati sul contratto nazionale di settore e i risparmi sul costo del lavoro.
Dall'accordo si è, però, sfilata immediatamente la Uil, per bocca del suo leader Luigi Angeletti. «Allo stato attuale non è stata trovata un'intesa», ha detto uscendo dal ministero.
«VIOLATI MOLTI DIRITTI». «Secondo noi», ha aggiunto, «il testo del contratto nazionale di settore così com'è al momento viola molti diritti delle persone che lavorano in Alitalia e non c'entra nulla con l'operazione Etihad, che non ha mai chiesto di fare un contratto nazionale». E ancora: «Con questo testo non ci sono le condizioni perché il rush finale abbia un esito positivo: tutto ciò che c'era da fare affinché il matrimonio con Etihad avesse successo noi lo abbiamo fatto, noi abbiamo fatto l'accordo sugli esuberi, il resto attiene tra i rapporti tra aziende e lavoratori».
I dubbi della Uil sono anche sul tema dei risparmi sul costo del lavoro per circa 31 milioni perché, come ha detto Angeletti, le cose sono legate.
CAMUSSO: «GRAVI RESPONSABILITÀ SU ESUBERI». SusannaCamusso, da parte sua, è tornata ad attaccare Alitalia sul fronte esuberi. «Trovo grave che l'azienda si sia presa la responsabilità di decidere che ci sono dei licenziamenti, anziché lavorare per la Cig e i ricollocamenti», ha detto. «Faremo la nostra parte perché i lavoratori vengano ricollocati e ci sia la gestione migliore possibile».
L'amministratore delegato Gabriele Del Torchio aveva preannunciato, comunque, un raggiungimento dell'accordo in serata.«Alitalia sta morendo», aveva detto, «credo che stasera troveremo un accordo». Le richieste di Etihad, oltre a contemplare la necessità di 2.251 esuberi, prevederebbero inderogabilmente anche la certezza delle regole contrattuali per i prossimi tre anni e importanti risparmi sul costo del lavoro.

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