Economia 17 Luglio Lug 2014 1109 17 luglio 2014

Bancomat, carta o prepagata? Cosa conviene

Quanto costano e cosa è meglio utilizzare per fare acquisti dopo l'avvio delle nuove regole sul denaro elettrico.

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Il 30 giugno 2014 sono entrate in vigore nuove regole europee per il denaro elettronico. Bancomat, carta prepagata o credit card tradizionale? Sono probabilmente molti i consumatori italiani che si pongono questa domanda, soprattutto dal 30 giugno scorso, quando in Italia sono entrate in vigore le nuove norme sulla tracciabilità dei pagamenti. Per gli acquisti nei negozi o per versare le parcelle agli artigiani e ai liberi professionisti, dagli inizi di luglio ci sono infatti due alternative: se il valore della transazione supera i 30 euro, si possono usare i contanti ma anche mezzi tracciabili come i bonifici, gli assegni o il cosiddetto il “denaro di plastica”, cioè le carte elettroniche. Il venditore non può mai imporre al cliente di utilizzare soltanto la moneta liquida e deve accettare sempre il pagamento tracciabile. IN ITALIA DIFFERENZE MINIME, ALL'ESTERO DIPENDE DA COSA SI COMPRA Visto che l'uso dei bonifici e degli assegni non è molto agevole  per le piccole e medie transazioni,  i consumatori si trovano a scegliere tra le tre principali categorie di carte elettroniche in circolazione, che sono appunto  il bancomat, le prepagate e le credit card tradizionali. Quali convengono di più? Economiaweb.it ha fatto una prova sul campo e ha scoperto che per gli acquisti in Italia, in linea di massima uno strumento vale l'altro poiché non ci sono commissioni a carico del consumatore. Discorso diverso, invece, se le carte devono essere utilizzate all'estero o servono per prelevare contante allo sportello Atm  (cioè al bancomat), dove vengono applicati spesso balzelli molto salati. Ecco, nel dettaglio, una panoramica dei costi per tutte le occasioni di acquisto. 1) NON SI PAGA NIENTE AL SUPERMARKET O AL NEGOZIO La spesa settimanale al supermercato, un vestito comprato alla boutique ma anche un elettrodomestico nuovo di zecca. Sono tutti oggetti di consumo che in Italia possono essere acquistati ormai con i principali strumenti di pagamento elettronici, dal bancomat alla carta prepagata fino alla carta di credito tradizionale. Per questo tipo di operazioni, l'acquirente non è soggetto a commissioni. A pagare sono invece gli esercenti che devono versare alle banche una commissione sugli incassi che varia in base allo strumento utilizzato dal cliente. Con il Pagobancomat si parte dallo 0,5-0,7% circa, mentre con le carte di credito e con le prepagate la tariffa varia tra l'1 e il 4%%. Tenendo conto anche delle spese di affitto e di gestione dei terminali pos (che servono per registrare il pagamento con la carta) le associazioni di categoria calcolano che l'uso della moneta di plastica costi in media ai commercianti e agli artigiani circa il 2-3% del fatturato. 2) PER LO SHOPPING ONLINE, LA DIFFERENZA LA FA LA SICUREZZA Per fare acquisti su internet, come tutti sanno, non è possibile utilizzare la carta bancomat. La scelta per il consumatore si restringe così a due opzioni possibili: la carta prepagata o la credit card tradizionale. Chi teme le frodi online, è portato  a utilizzare più di frequente la prepagata che impedisce a eventuali truffatori informatici di appropriarsi una somma di denaro superiore a quella caricata sulla carta (che di solito ammonta a poche centinaia di euro). Sotto il profilo dei costi, invece, nelle transazioni online le carte di credito e le prepagate più o meno si equivalgono. In genere, chi fa acquisti  via internet non deve pagare commissioni perché gli operatori dell'e-commerce non possono decidere di applicare costi aggiuntivi ai clienti che scelgono di usare una carta di credito piuttosto che un'altra. A stabilirlo sono le nuove regole europee sul commercio elettronico, entrate in vigore in Italia dal mese scorso.

Chi usa la carta Bancomat fuori dall'area euro paga fino a 3 euro a transazione. 3) LO SHOPPING IN VACANZA COSTA DI PIÙ A SECONDA DELLA META Per chi usa all'estero il “denaro di plastica”, la convenienza di una carta piuttosto che un'altra dipende principalmente dalla meta di destinazione. All'interno dell'area euro, il bancomat, la prepagata e la credit card più o meno si equivalgono poiché non ci sono commissioni e  voci di spesa aggiuntive sui pagamenti tramite i terminali pos. Discorso diverso, invece, quando il titolare della carta si reca al di fuori di Eurolandia ed è soggetto alle commissioni sul cambio. In tal caso, chi usa un bancomat (abilitato all'operatività internazionale) paga di solito  2-3 euro per ogni transazione mentre con la carta di credito (ma anche con la prepagata) deve sborsare un balzello dell'1,75-2% sulla somma spesa. Dunque, se il valore della transazione supera l'importo di 200 euro, chi usa la credit card è soggetto a una commissione di almeno 3,5-4 euro, più alta di quella prevista per il bancomat internazionale. 4) PER RELEVARE CONTANTE USARE SOLO IL BANCOMAT Per i prelievi di denaro negli sportelli atm, la carta bancomat è la più conveniente in assoluto mentre la carta di credito è da evitare il più possibile perché molto costosa. Secondo le stime del sito Sostariffe.it, per esempio, chi ritira i soldi con la credit card paga di solito una commissione pari al 3-4% della somma prelevata, cioè un balzello di ben 3-4 euro per ogni bigliettone da 100 euro che esce dallo sportello bancomat. Inoltre, sui prelievi con la carta di credito all'estero e fuori dell'area Euro,  si paga anche una commissione di cambio dell'1,75-2% che fa salire il costo totale dell'operazione oltre il 5%. Chi ritira appena 200 euro con la credit card fuori da Eurolandia, per esempio,  deve sborsare in media un balzello di ben 10 euro. Un po' più contenuti sono invece i costi dei prelievi col bancomat, che hanno delle commissioni variabili tra zero e 5 euro, con le tariffe massime che scattano quando la carta viene utilizzata per prelevare all'estero, al di fuori dell'area euro. Più costose del bancomat, ma meno delle credit card tradizionali, sono invece le prepagate. Chi ritira i soldi all'estero con le ricaricabili, per esempio, paga di solito una commissione tra 3 e 5 euro su ogni operazione, indipendentemente dalla somma prelevata.

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