Economia 17 Luglio Lug 2014 1647 17 luglio 2014

Thyssen, De Vincenti: piano non va bene

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Thyssen Krupp Il piano della Thyssen per le acciaierie di Terni «non va bene, non è chiaro sulle prospettive», lo ha detto alla conclusione dell'incontro tra azienda , sindacati e gli enti locali, il viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti. «Abbiamo invitato la Thyssen a ripensare al piano in modo significativo per chiarire il futuro: Terni deve recuperare competitività. Abbiamo invitato azienda e sindacati ad aprire un confronto che comincerà lunedì». De Vincenti ha spiegato che c'è stato un «incontro impegnativo, abbiamo chiarito a Thyssen che le acciaierie di Terni sono di interesse nazionale». Per De Vincenti bisogna arrivare ad un piano industriale che dia «prospettive chiare, tutta l'azienda è in discussione ma si deve rafforzare, è questo l'obiettivo del Governo, delle istituzioni locali e dei sindacati». UN PIANO IRRICEVIBILE. Il piano industriale proposto da Thyssen per Ast «è irricevibile, ha bisogno di sostanziali modifiche, il costo sociale che si chiede ai lavoratori è irricevibile». Lo ha detto il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a margine dell'incontro tra sindacato e azienda al ministero dello Sviluppo economico. La Fiom è fortemente contraria al piano Thyssen per Ast di Terni. «Il piano è irricevibile ed inaccettabile, manca qualsiasi prospettiva strategica e la ricerca dell'equilibrio tra produzione e redditività è sostanzialmente scaricato esclusivamente sui lavoratori», ha detto Gianni Venturi, coordinatore nazionale della siderurgia Fiom, a margine dell'incontro tra azienda, parti sociali e enti locali al ministero dello Sviluppo economico. Venturi ha ricordato che la stima dell'impatto occupazionale è di 550 dipendenti in meno e c'èla richiesta di ridurre del 10% il costo del lavoro medio, tanto che dei 61 milioni di riduzione dei costi generali 28 verrebbero dal costo del lavoro. I NUMERI DI AST: 3OOO DIPENDENTI. Ast, Acciai speciali Terni, azienda siderurgica fondata nel 1884, è uno dei principali produttori mondiali di laminati piani di acciaio inossidabile, destinati principalmente al settore alimentare, agli elettrodomestici, all'edilizia, ai casalinghi, ai trasporti, all'industria di base. Tutto il gruppo, di cui fanno parte anche Aspasiel, Tubificio, Società delle fucine e Terninox, conta attualmente circa 2.800 dipendenti. Lo stabilimento, che occupa una superficie di 1,5 milioni di metri quadri alle porte della città, ha una capacità produttiva potenziale di 1,5 milioni di tonnellate annue e dispone dell'intero ciclo di fabbricazione dei laminati piani di inox. Il cui cuore è rappresentato dai due forni elettrici di fusione. Passata sotto il totale controllo della ThyssenKrupp alla fine degli anni '90, dopo la privatizzazione avvenuta nel 1994, nel 2012 l'Ast era stata venduta ai finlandesi di Outokumpu, per poi tornare nei mesi scorsi nelle mani dei tedeschi per rispettare le condizioni poste dall'Antitrust della Commissione europea. Nel 2004 la fabbrica ha già attraversato una vertenza difficile con la chiusura, decisa sempre dalla ThyssenKrupp, del reparto di produzione di acciaio magnetico.

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