Economia 18 Luglio Lug 2014 0934 18 luglio 2014

Alitalia non decolla con Etihad senza Uil-Ugl

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Gabriele Del Torchio, numero uno di Alitalia Arriva un altro tassello per l'operazione Alitalia-Etihad. Ma senza l'accordo unitario. Dopo l'intesa sugli esuberi firmata senza la Cgil, i sindacati si sono nuovamente spaccati su contratto di settore e risparmi con il no di Uil e Ugl che parlano di dubbi sulla legittimità. Ma l'ad di Alitalia Gabriele Del Torchio è fiducioso: «sono convinto che nei prossimi giorni questa situazione con senso di responsabilità verrà risolta perché sui due temi c'è unità di visione». La decisione dei sindacati è arrivata in serata di giovedì 17 luglio dopo una notte di trattative al termine della quale i testi dei due accordi erano pronti per la firma. Restava però da sciogliere il nodo della rappresentatività: tanto che in mattinata è partita la convocazione del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per un ultimo tentativo di mediazione che però si è risolto in un nulla di fatto, dal momento che la Uil è rimasta sulla propria posizione così sintetizzata dal numero uno del sindacato: «allo stato attuale non è stata trovata un'intesa, secondo noi il testo del contratto viola molti diritti e con questo testo non firmiamo». ACCORDO NULLO PER LA UILT: NON C'È LA RAPPRESENTANZA DEL 50% +1 Ma l'accordo sul contratto di lavoro Alitalia firmato da Cgil e Cisl è nullo". Lo afferma il segretario nazionale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, sottolineando che «in Alitalia, Cgil e Cisl non raggiungonola soglia del 50%+1 previsto dal Testo unico sulla rappresentanza. Sempre secondo quelle regole condivise, proprio perché non ha alcuna rilevanza giuridica, non ha neanche senso sottoporre a referendum un semplice pezzo di carta», ha detto Tarlazzi, precisando che «tuttavia, la Uiltrasporti intende confrontarsi con i lavoratori e promuoverà comunque una forma di consultazione». Il Testo unico sulla rappresentanza, firmato da tutte le Confederazioni sindacali, stabilisce che, per essere valido, un contratto deve essere siglato da Organizzazioni che, nel settore, abbiano un livello di rappresentatività superiore al 50%+1. L'INTESA PREVEDE 31 MILIONI DI RISPARMI IN 5 ANNI Promessa poi mantenuta all'appuntamento del 17, quando i segretari generali di categoria si sono recati al ministero per firmare: contratto di settore e accordo sui 31 milioni di risparmi per i prossimi 5 mesi sono stati sottoscritti solo da Filt-Cgil e Fit-Cisl, mentre Uil-Trasporti e Ugl-Trasporti hanno lasciato il tavolo senza firmare. «Ci sono seri problemi di legittimità su quello che stanno firmando - ha detto in serata il numero uno dei trasporti Uil, Claudio Tarlazzi - non mi pare ci sia il 50% più uno. Noi proporremo il referendum». PERCHÉ UIL E UGL NON CI STANNO Per la Uil questo accordo non era tra le condizioni di Etihad, condizione che è invece stata confermata da alcune fonti vicine al dossier. A sorpresa, però, al no della Uil si è aggiunto anche quello dell'Ugl, anche se con una motivazione diversa. Più che il contratto, quel che non va e' la mancanza di unità sindacale, hanno lamentato i rappresentati del sindacato autonomo. «Noi siamo stati pronti ad una mediazione sul punto che divide i sindacati, ma qualcuno non ha voluto la mediazione e ha spaccato il tavolo", dice Gildo Rossi che su un tema così oneroso si attendeva la condivisione di tutti. I sindacati che hanno firmato hanno difeso la loro scelta di coerenza, ma hanno anche lamentato le ''beghe'' tra sindacati. Nessuno può avere potere di veto, ha detto il segretario Cisl, Raffaele Bonanni: «Ha deciso la maggioranza, perché ci possono essere pareri discordanti ma è importante avere una base di maggioranza che garantisce l'accordo ed il contratto nazionale". La Cgil, che ha firmato, ha comunque ricordato il suo dissenso sull'accordo degli esuberi, che l'ha vista all'opposizione. «Trovo grave - ha detto il leader Susanna Camusso - che l'azienda si sia presa la responsabilità di decidere che ci sono dei licenziamenti, anziché lavorare per la Cig e i ricollocamenti». IL REFERENDUM DEI LAVORATORI. Adesso gli accordi saranno comunque sottoposti al referendum dei lavoratori. Il tempo però stringe perchè il 25 è fissata l'assemblea di Alitalia. Tra i nodi rimane anche quello del nuovo impegno finanziario che vede le Poste in posizione di frenata. «Su questo stiamo aspettando notizie», ha detto l'ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio che in mattinata non aveva usato toni allegri. «Alitalia sta morendo - aveva detto uscendo dal ministero dei Trasporti - Mentre a Roma si discute, Sagunto veniva espugnata».

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