Economia 18 Luglio Lug 2014 1147 18 luglio 2014

Banche Usa: 3 ragioni per patteggiare

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Citigroup è stata la prima a raggiungere un accordo con la giustizia americana pagando una multa da 7 miliardi. Morgan Stanley ha chiuso il cerchio delle trimestrali delle “big six”, le maggiori sei banche americane. I risultati del secondo trimestre hanno messo in luce alcuni temi noti, come la debolezza delle attività di trading nel reddito fisso, valute e materie prime (-15% a 3,5 miliardi di dollari per JPMorgan Chase e -10% a 2,22 miliardi per Goldman Sachs), e qualche incertezza nel settore dei mutui, come nel caso di Wells Fargo. Un’altra cosa è emersa abbastanza chiaramente: gli istituti che hanno questioni in sospeso con la Giustizia americana, legate alle pratiche portate avanti prima e durante la crisi finanziaria del 2008, hanno fretta di mettersi in regola. Lo dimostrano gli accordi, già trovati o in dirittura d’arrivo, con cui le banche stanno facendo archiviare le accuse. In particolare, Citigroup ha raggiunto un accordo pagando 7 miliardi per archiviare l’accusa di avere venduto mutui in cattive condizioni prima della crisi finanziaria del 2008, mentre Bank of America, che ha trovato l’intesa sulla vicenda American International Group, è in attesa di siglare l’accordo da almeno 13 miliardi di dollari sui mutui. Per quale motivo? Sono tre le ragioni di questa accelerata. 1. PER LIMITARE GLI ONERI A UN SOLO TRIMESTRE Citigroup per il patteggiamento pagherà in totale 7 miliardi di dollari, di cui 4,5 miliardi di dollari in contante (4 miliardi al dipartimento di Giustizia e 500 milioni alle altre autorità coinvolte) e 2,5 miliardi di dollari in rimborsi ai clienti. L’accordo ha provocato oneri straordinari per 3,8 miliardi di dollari al lordo delle tasse nel secondo trimestre, ma inciderà poco sui conti dell’intero anno e per l’istituto sono quelli che contano. Stesso discorso anche per Bank of America, che pagherà 650 milioni di dollari al colosso assicurativo Aig per archiviare le accuse su violazioni con i titoli legati a mutui di scarsa qualità venduti durante la crisi finanziaria (il problema era legato a Countrywide Financial e Merrill Lynch, che Bank of America aveva rilevato nel 2008 e nel 2009). I costi legali per complessivi 4 miliardi di dollari hanno fatto calare del 43% i profitti del secondo trimestre, ma peseranno poco o nulla sull’intero anno. 2. PER EVITARE DI TRASCINARE LE CAUSE PER ANNI Per le banche l’alternativa a un accordo sarebbe il tribunale: le autorità di regolamentazione americane hanno dimostrato di recente di non volere più fare sconti (come si è visto di recente anche nel patteggiamento su altro genere di violazioni con la francese Bnp Paribas) e un procedimento legale non sarebbe una passeggiata. Nel caso di Citigroup, a giugno il dipartimento di Giustizia aveva minacciato di procedere con la causa se non si fosse arrivati a un’intesa in tempi brevi: la banca ha preferito evitare questa via perché un procedimento legale sarebbe stato lungo, costoso e dannoso per l’immagine, anche se alla fine fosse arrivata una vittoria.Anche per Bank of America la questione temporale è importante: l’accordo con la compagnia di assicurazioni potrà spianare la strada al patteggiamento da 8,5 miliardi di dollari già trovato con la Giustizia sui mutui e a cui mancava appunto il via libera di investitori privati come Aig e soprattutto a quello ancora sospeso con cui l’istituto di Charlotte offre 13 miliardi di dollari (ma il dipartimento alla Giustizia ne vorrebbe di più). 3. PER RASSICURARE GLI INVESTITORI Uno dei problemi cruciali di una banca è evitare di seminare il panico tra gli investitori: dare la sensazione di non sapere gestire un problema o lasciare intendere che una questione resterà sospesa come una spada di Damocle per vari trimestri o anni fa più danni di un’irregolarità o di una sanzione, per quando salata. La dimostrazione sta nell’andamento dei titoli delle banche a Wall Street: Citigroup nel secondo trimestre ha visto calare i profitti del 96%, ma nel giorno in cui la trimestrale è stata pubblicata le azioni hanno guadagnato più del 3% proprio sul sollievo degli investitori per il capitolo chiuso. Viceversa, il fatto che non ci sia ancora l’accordo con il dipartimento di Giustizia pesa sui conti di Bank of America, che dopo la trimestrale di mercoledì ha ceduto quasi il 4% in due giorni.

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