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DATI 19 Luglio Lug 2014 1257 19 luglio 2014

Cisl: a rischio 10 mila posti di lavoro al mese

Rapporto Industria: 136.616 mila dipendenti in bilico nel 2014.

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I ministri del Lavoro e dei Trasporti Giuliano Poletti e Maurizio Lupi.

Vita dura per i lavoratori dipendenti. Almeno secondo il Rapporto Industria fatto da Cisl secondo cui sono 136.616 mila i lavoratori a rischio di perdita di lavoro nel corso del 2014, nei settori della manifattura e delle costruzioni. Sarebbero così più di 10 mila le posizioni in bilico ogni mese che passa. E il dato peggiora rispetto alle stime 2013, con 13.486 posizioni in più in pericolo.
«La crisi ha colpito soprattutto l'industria manifatturiera e le costruzioni, che hanno subito complessivamente, tra il 2008 e il 2013, quindi in cinque anni, circa l'89% della diminuzione totale degli occupati.
RIDUZIONE DEL PERSONALE IN AZIENDA. Il documento ha evidenziato anche come «la gran parte delle imprese abbia affrontato il tunnel della crisi a denti stretti, facendo ordine innanzitutto in casa propria». E fra le modifiche interne alle aziende, «rilevante, quanto prevedibile, è stata la riduzione permanente del numero di occupati, per il 27,8% delle imprese». Un ridimensionamento forte «che ha accompagnato, e probabilmente limitato, altre strategie possibili, come la delocalizzazione all'estero ed il decentramento produttivo in Italia».
DELOCALIZZAZIONE SOLO PER L'8,7% DELLE IMPRESE. Proprio in merito alla delocalizzazione all'estero, lo studio ha ribadito che il fenomeno «ha riguardato solo l'8,7% delle imprese, bilanciata dal 7,6% di flussi inversi, dall'estero in Italia». Inoltre, ha sottolineato il dossier, «il rientro in azienda di attività decentrate a livello nazionale, pari al 20,4% delle imprese, è stata superiore alle attività decentrate a livello nazionale (16,4%), presumibilmente per l'esigenza di affrontare in casa i problemi di un migliore controllo di qualità dei prodotti».
METALLURGIA E PRODOTTI TESSILI IN RIPRESA. Guardando ai diversi settori industriali, la Cisl ha notato «un mix di ripresa e recessione». Dal lato della produzione, sette settori sono tendenzialmente in ripresa (metallurgia, mezzi di trasporto, gomma e materie plastiche, prodotti chimici e farmaceutici, prodotti tessili e abbigliamento, alimentari) mentre cinque sono in difficoltà (apparecchiature elettriche e non elettriche, prodotti petroliferi raffinati, macchinari e attrezzature, computer e prodotti elettronica e ottica, energia elettrica, gas e acqua).

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