Google 131216195404
PROVVEDIMENTO 21 Luglio Lug 2014 1235 21 luglio 2014

Google, il Garante: «Più privacy per gli utenti»

La decisione del Garante Ue.

  • ...

Il marchio Google.

Chi usa i servizi o il motore di ricerca di Google in Italia ha diritto a maggiori tutele. Il Garante della privacy ha stabilito che il colosso di Mountain View non può più usarne i dati a fini di profilazione senza il consenso e deve dichiarare esplicitamente di svolgere questa attività a fini commerciali. È il primo provvedimento del genere in Europa.
L'Autorità ha rilevato una serie di criticità (in materia di inadeguata informativa agli utenti, mancata richiesta di consenso per finalità di profilazione, incerti tempi di conservazione dei dati). La società di Mountain View ha 18 mesi di tempo per adeguarsi e intanto il Garante monitorerà che le misure vengano effettivamente adottate. Queste, in sintesi, le misure.
INFORMATIVA. Google dovrà adottare un sistema di informativa strutturato su più livelli, in modo da fornire in un primo livello generale l'indicazione dei trattamenti e dei dati oggetto di trattamento (come localizzazione terminali, indirizzi IP ecc), dell'indirizzo al quale rivolgersi in lingua italiana per esercitare i propri diritti ecc; in un secondo livello, più di dettaglio, le specifiche informative sui singoli servizi offerti. Ma soprattutto Google dovrà spiegare chiaramente, nell'informativa generale, che i dati personali degli utenti sono monitorati e utilizzati, tra l'altro, a fini di profilazione per pubblicità mirata e che vengono raccolti anche con tecniche più sofisticate che non i semplici cookie, come il 'fingerprinting' (sistema che archivia direttamente le informazioni nei server delle società).
CONSENSO. Per usare a fini di profilazione e pubblicità personalizzata i dati degli interessati, Google dovrà acquisire il previo consenso degli utenti e non potrà più limitarsi a considerare il semplice uso del servizio come accettazione incondizionata di regole che non lasciavano, finora, alcun potere decisionale agli interessati sul trattamento dei propri dati personali. L'Autorità ha anche indicato una modalità innovativa e di facile impiego che, senza gravare eccessivamente sulla navigazione dell'utente, gli consenta di scegliere in modo attivo e consapevole se dare o meno il consenso alla profilazione.
CONSERVAZIONE. Google dovrà definire tempi certi di conservazione dei dati sulla base delle norme del Codice privacy, sia per quelli mantenuti sui sistemi cosiddetti attivi, sia successivamente archiviati su sistemi di back up. In merito alla cancellazione di dati personali, il Garante ha imposto a Google che richieste degli utenti che hanno un account (e sono quindi facilmente identificabili) siano soddisfatte al massimo entro due mesi se i dati sono conservati sui sistemi attivi ed entro 6 mesi se sono archiviati sui sistemi di back up. Per quanto riguarda, invece, le richieste di cancellazione che riguardano l'uso del motore di ricerca, ha ritenuto opportuno attendere gli sviluppi applicativi della sentenza della Corte di giustizia Ue sul diritto all'oblio. Entro il 30 settembre Google dovrà sottoporre al Garante un protocollo di verifica, che una volta sottoscritto diventerà vincolante, in base al quale verranno stabiliti tempi e modalità per l'attività di controllo che l'Autorità svolgerà nei confronti di Mountain View.

Correlati

Potresti esserti perso