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TRATTATIVA 22 Luglio Lug 2014 1510 22 luglio 2014

Alitalia-Etihad, via libera di Poste all'operazione

Condivisa la logica industriale. Contratto con Abu Dhabi il 25/7.

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Un aereo di Alitalia.

Il Cda di Poste Italiane ha esaminato l'impostazione data dalla società alla partecipazione all'operazione Alitalia-Etihad condividendone la logica industriale e di mercato. Lo si legge in una nota del gruppo.
Resta da decidere con quali modalità Poste debba intervenire nell'aumento di capitale di Alitalia.
Nei giorni scorsi era stata annunciata un'adesione pari al 20% con un equity committment (impegno finanziario) da 200 milioni di euro.
LE CONDIZIONI DI POSTE. Il sì condizionato della società ha però fatto irritare le banche e gli altri azionisti. Francesco Caio ha confermato che, se è un'operazione congruente con lo sviluppo del business logistico, è fattibile.
Sono proprio le modalità indicate da Poste per partecipare all'equity commitment per coprire eventuali perdite e contenziosi ad aver irritato le banche e gli altri soci: in particolare l'ok ad investire circa 40 milioni non nella old company ma nella newco. Su questo nodo è da giorni che sono in corso contatti continui, anche con il governo, per trovare un rimedio: ma arrivati a questo punto, vista la linea confermata dal cda di Poste, e considerato che Etihad è difficile che ammorbidisca le proprie condizioni, si starebbe studiando una diversa interpretazione delle norme per rispondere ai requisiti posti dalla compagnia degli Emirati (la garanzia dei vecchi soci) pur senza i fondi di Poste.
LETTERA DELLA UILT ALLE ALTRE SIGLE. Intanto sul fronte sindacale è partita la lettera della Uiltrasporti alle altre sigle per chiedere un referendum sull'intesa sui 31 milioni di tagli al costo del lavoro che proprio la Uilt non ha firmato. E dal palco del congresso nazionale il segretario generale della sigla dei trasporti della Uilt Claudio Tarlazzi accusa i vertici della compagnia: «Il caso Alitalia è il risultato drammatico dovuto ad una gestione condizionata da un management non all'altezza a cui si aggiunge la difficoltà di concorrere nel mercato domestico con regole che avvantaggiano ancora le compagnie straniere low-cost».
DEL TORCHIO: PUNTO DI SVOLTA. «Dopo settimane, mesi di duro lavoro stiamo ormai a un passo dal punto di svolta per Alitalia». Così l'ad Del Torchio in una comunicazione ai dipendenti, spiegando che «è un punto di svolta perché ci apre le porte sul futuro, ma è anche un punto di ritorno: non ci sono dilazioni possibili, non ci sono altre strade, non c'è più tempo. Gli accordi sono dolorosi, ma non abbiamo alternative».
L'assemblea dei soci di venerdì 25 luglio è chiamata a dare l'approvazione del contratto con Etihad.

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