Economia 22 Luglio Lug 2014 1008 22 luglio 2014

Industria al palo. Fatturato in calo

  • ...

Fatturato e ordinativi confermano la battuta d'arresto dell'industria nel mese di maggio. D'altra parte la caduta della produzione non lasciava presagire nulla di buono anche per ricavi e commesse. Stavolta quindi i ribassi non sono inaspettati, anzi sul fronte delle vendite poteva anche andare peggio. L'Istat ha registrato un calo su base mensile (-1,0%), ma rispetto allo scorso anno il fatturato tiene (+0,1%). DALL'ESTERO LA PERFORMANCE PEGGIORE. La zavorra stavolta però non coincide con il mercato interno, minato da una domanda debole: la performance peggiore spetta all'estero, segno di un export che fatica. Gli ordinativi invece non solo risentono del calo dell'attività, ma, facendo anche da indice anticipatore, raffreddano un po' le prospettive, con una contrazione del 2,1% su aprile e del 2,5% su base annua, interrompendo una striscia positiva che proseguiva da otto mesi. La discesa dei ricavi non si è trasformata in un tonfo, sfiammando i timori suscitati dal dato sulla produzione, probabilmente per due ragioni, spiegano gli esperti dell'Istat: da una parte i pagamenti arrivano dopo, c'è quindi uno scostamento temporale tra output e incassi; dall'altra, verrebbe avvalorata la tesi per cui l'attività a maggio è andata così male a causa del ponte innescato dal primo maggio, per cui tante fabbriche sarebbero rimaste chiuse il venerdì successivo alla festività. Un blocco che si riflette più sulla produzione che sul fatturato. RALLENTA LA DOMANDA TEDESCA. É invece in controtendenza rispetto alla 'tradizione' la discesa delle vendite fuori confine (-1,9% congiunturale e -0,1% tendenziale). Oltre alle tensioni a livello internazionale sulle esportazioni potrebbe anche pesare il rallentamento di alcune economie fondamentali per l'Italia, in primis la Germania, visto che la banca centrale tedesca prevede una fase di stagnazione. Gli ordini danno gli stessi segnali, almeno nel confronto mese su mese, dove a trascinare in basso i valori è proprio il mercato estero (-4,5%). L'Istituto di statistica fa notare come la flessione delle commesse sia anche dovuta a un effetto di correzione rispetto ai mesi precedenti in cui, grazie ad alcuni mega-appalti, si era registrato un 'boom'. BENE TRASPORTI, ELETTRONICA E TESSILE. Analizzando i diversi settori, fanno bene i trasporti (+6% il fatturato, +10,6% gli ordini), in positivo anche l'industria dell'elettronica e del tessile, mentre perdono punti la chimica (-5,4% le vendite, -8,8% le commesse) e soprattutto il comparto delle macchine utensili, vero fiore all'occhiello del Made in Italy (-2,8% per i ricavi, -13,6% per gli ordinativi). I dati non piacciono: la Borsa di Milano dopo l'uscita ha fatto un ulteriore passo indietro, mentre i sindacati continuano a lanciare allarmi. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, non usa mezzi termini: "Abbiamo un livello di processi annunciati di ridimensionamento dell'attività produttiva in settori strategici che ci fanno temere per la tenuta del nostro sistema industriale". Sulla stessa linea la Uil, che si mostra preoccupata per la debolezza del mercato nazionale.

Correlati

Potresti esserti perso