Economia 23 Luglio Lug 2014 1514 23 luglio 2014

Alitalia, i lavoratori votano i tagli

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Si chiude alle 8:00 di venerdi 25 luglio il referendum dei lavoratori Alitalia. Oggetto della votazione, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Ugl Trasporti, l'integrativo aziendale al contratto nazionale di lavoro per il trasporto aereo. La Uil Trasporti, nei giorni scorsi, aveva deciso di non firmare nè il contratto nazionale nè l'integrativo. Nell'integrativo, riferiscono fonti sindacali, è prevista anche la riduzione del costo del lavoro da 31 milioni concordata con l'azienda. «A questo punto è indispensabile fare chiarezza e l'unico modo per farlo, prima dell'assemblea dei soci del 25 luglio, è fare esprimere attraverso un referendum tutti i lavoratori del gruppo Alitalia», a sostenerlo sono Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl ricordando che «nonostante la validità degli accordi su integrativo aziendale e contratto collettivo del trasporto aereo sezione vettori, in quanto sottoscritti da un insieme di sindacati che rappresentano molto più del 50% dei lavoratori di Alitalia, la Uiltrasporti che non ha firmato gli accordi ha chiesto il referendum in azienda sulla base del testo unico del 10 gennaio del 2014. Inoltre - proseguono le tre sigle sindacali - l'amministratore delegato Del Torchio, in risposta alla richiesta Uil, ha confermato la drammaticità della situazione dell'azienda che il 25 deve affrontare l'ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l'accordo con Etihad e nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell'accordo sindacale». POSTE VUOLE INVESTIRE NELLA NEWCO E NON NELLA VECCHIA SOCIETA'. Intanto si cerca di limare le frizioni tra i soci del vettore tricolore, con la posizione di Poste Italiane da risolvere: sono le modalità indicate da Poste per partecipare all'investimento per coprire eventuali perdite e contenziosi ad aver irritato le banche e gli altri soci. In particolare, l'azienda guidata da Francesco Caio vuole investire i circa 40 milioni non nella old company, ma nella newco. Su questo nodo è da giorni che sono in corso contatti continui, anche con il governo, per trovare un rimedio: ma arrivati a questo punto, vista la linea confermata anche dal cda di Poste, e considerato che Etihad è difficile che ammorbidisca le proprie condizioni, si starebbe studiando una diversa interpretazione delle norme per rispondere ai requisiti posti dalla compagnia degli Emirati (la garanzia dei vecchi soci) pur senza i fondi di Poste.  Intanto, le banche fanno sapere che per Alitalia «è assolutamente escluso un ulteriore impegno», la precisazione arriva dal presidente del consiglio di gestione di Intesa SanPaolo, Gian Maria Gros-Pietro. GROSS PIETRO: CON ETIHAD FUTURO ATTRAENTE. A margine dell'inaugurazione della Brebemi a Fara Olivana, in provincia di Bergamo, Gros-Pietro ha tenuto a sottolineare che «la nostra parte l'abbiamo fatta. Ora è importante che gli altri facciano quella che spetta a loro fare», riferendosi alle Poste. Secondo Gros-Pietro, per Alitalia si prospetta «un avvenire attraente con Etihad e Alitalia con questa alleanza diventa un vettore importante per il turismo e i viaggi d'affari. Speriamo ora che tutti gli elementi che servono a questo accordo industriale vadano al loro posto e che il piano industriale possa così funzionare come è stato concepito».

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