Economia 23 Luglio Lug 2014 1117 23 luglio 2014

Parmalat, Tanzi e i bond scomparsi

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Calisto Tanzi nel corso del processo di Parma per il crac di Parmalat. Deve scontare una pena di 17 anni e 5 mesi. «Gli illeciti che hanno portato al crac della Parmalat, alla voragine da 14 miliardi di euro e alla truffa a danno di 38 mila risparmiatori, sono stati attuati con coscienza e volontà da Calisto Tanzi, sia pure con il concorso di quanti si sono prestati a tradurre in fatti concreti le sue direttive». Così la Cassazione ha chiuso la vicenda giudiziaria sul tracollo, nel dicembre 2003, del gruppo di Collecchio, inchiodando l'imprenditore alle sue responsabilità. Nelle motivazioni del verdetto - 168 pagine, redatte dai consiglieri relatori davanti alla quinta sezione penale Paolo Oldi e Giuseppe De Marzo - la Corte ha rimarcato come sia certo he «il dissesto del gruppo fosse non già soltanto prevedibile, ma certamente previsto, per lo squilibrio economico progressivamente accentuato dalle illecite iniziative assunte di volta in volta». ERANO 44 MILA GLI OBBLIGAZIONISTI, RECUPERATI 150 MILIONI INVESTITI Secondo i calcoli fatti da IlSole24Ore, a 11 anni dal crac dell'azienda guidata da Tanzi e dopo i processi celebrati a Milano e Parma sono stati recuperati solo 15o milioni di euro dei 650 milioni investiti (circa il 30%) dai risparmiatori italiani in obbligazioni Parmalat. Ma il dato si riferisce ai soli investitori italiani perché al momento del fallimento della società sul mercato c'erano 6,5 miliardi di euro di bond dell'azienda di Collecchio. SCONTI DI PENA PER TANZI E TONNA, ECCO COME È FINITA A Calisto Tanzi la Suprema Corte ha comunque concesso un piccolo sconto di pena, di cinque mesi, che ha portato il totale a 17 anni e 5 mesi, per la prescrizione nel 2012 del reato di associazione a delinquere. Stesso sconto per Fausto Tonna braccio destro di Tanzi, per il quale un processo bis dovrà rideterminare la pena. Anche per l'ex commercialista della famiglia, Luciano Silingardi, condannato dalla Corte d'Appello a 6 anni, c'è uno sconto di tre mesi, che riguarda la prescrizione dell'accusa di associazione a delinquere. Per tutti gli altri, Domenico Barili (7 anni e 8 mesi), Fabio Branchi (4 anni e 10 mesi), Sergio Erede (un anno), Giovanni Bonici (4 anni e 10 mesi), Enrico Barachini (4 anni), Rosario Lucio Calogero (4 anni e sette mesi), Paolo Sciumè (5 anni e tre mesi), Camillo Florini (4 anni e un mese), Mario Mutti (3 anni e sei mesi), pene confermate, e condanna a risarcire i risparmiatori truffati, insieme ai prescritti in appello Davide Fratta e Giuliano Panizzi.

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