Economia 24 Luglio Lug 2014 1750 24 luglio 2014

Fiat? Si fonde con Peugeot

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Sergio Marchionne, a.d. Fiat, ha smentito una trattativa con Volkswagen. Adesso c'è l'ipotesi di fusione con Peugeot. Sergio Marchionne lo ha detto chiaramente: «Non c'è nessuna trattativa con Volkswagen». E lo ha fatto nel giorno dell'inaugurazione del nuovo centro direzionale di Mirafiori, Officina 82. Non sono passate nemmeno 24 ore dal taglio del nastro, che le voci su Fiat e nuove fusioni sono riprese. Questa volta a lanciarle è il Financial Times che ha avanzato l'ipotesi di un gioco a 4 marchi: Peugeot-Citroen e Fiat-Chrysler starebbero valutando una ipotesi di fusione che porterebbe alla creazione del quinto produttore mondiale di auto con una potenza produttiva di otto milioni di veicoli all'anno. OBIETTIVO: TAGLIO DEI COSTI E MERCATI EMERGENTI Secondo la ricostruzione del Financial Times, che arriva a poche settimane da quella del mensile tedesco Manager Magazin che ventilava una fusione con Volkswagen, Psa Peugeot e Fiat avrebbero avviato discussioni informali nei mesi scorsi per valutare diverse opzioni strategiche anche allo scopo di ridurre la struttura costi e migliorare l'esposizione ai mercati emergenti. Poi tutto si sarebbe fermato. La ragione? L'investimento del gruppo cinese Dongfeng in Psa, il gruppo cui fanno riferimento i due storici marchi francesi, non è ancora completato. AI FRANCESI FA GOLA CRYSLER, TRATTATIVA DAL 2015 Sempre secondo il quotidiano inglese, la fusione permetterebbe di unire la forza produttiva in Europa di Fiat e Peugeot insieme alla presenza sul mercato americano assicurata da Chrysler, mentre la presenza nel gruppo francese della cinese Dngfeng Motor consentirebbe una maggiore forza sui mercati emergenti. Puntuale è arrivata la smentita da un portavoce di Fiat-Chrysler: «Al momento il gruppo non è in trattative con Psa». E a ruota, dopo un iniziale no comment, è arrivata anche la smentita di Peugeot. Il mercato però ha dato credito a questa ipotesi e titoli di entrambe le società hanno aviuto rialzi di oltre il 2% nella seduta del 24 luglio. E allora dove sta la verità? Il quotidiano della City non ha mollato e ha citato un banchiere parigino a conoscenza del dossier secondo cui «le trattative vere e proprie non sono ancora iniziate, ma se ne è parlato e credo che il 2015 sarà un anno critico». Insomma, se son rose fioriranno l'anno prossimo.

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