Economia 24 Luglio Lug 2014 1034 24 luglio 2014

La pubblicità? Tutta su Facebook

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La raccolta pubblicitaria sui dispositivi mobili è la vera sfida per aumentare gli utili di Facebook. Partiamo dai dati di fatto: la trimestrale di Facebook è andata bene, anzi meglio delle aspettative. Il fatturato è salito del 61% a 2,91 miliardi di dollari, l’utile è più che raddoppiato passando da 333 a 791 milioni, gli utenti mensili attivi sono aumentati a 1,32 miliardi, il titolo sulla scia dei conti è balzato a oltre 75 dollari, il massimo storico e quasi il doppio rispetto ai 38 dollari dell’Ipo del 2012. Dal punto di vista di Mark Zuckerberg e degli investitori il dato migliore è quello che riguarda il giro d’affari generato dalla pubblicità, il cui rialzo costante è garanzia di redditività del gruppo: nel trimestre il fatturato da advertising è cresciuto del 67% a 2,67 miliardi di dollari, con il 62% dei quali generati dalle inserzioni su dispositivi mobili (l’anno scorso era il 41%, nel primo trimestre il 59%). E il titolo è volato in Borsa il 24 luglio, grazie anche ai conti della trimestrale. «Abbiamo avuto un buon secondo trimestre, la nostra comunità continua a crescere e vediamo molte possibilità per connetterci in futuro al resto del mondo», ha detto il numero uno del social network. La sua soddisfazione è più che lecita, ma guardando avanti non può permettersi di mollare il colpo neppure per un attimo, perché le sfide all’orizzonte non mancano. Ecco quali sono le tre dietro l'angolo. 1. MANTENERE IL RITMO DI CRESCITA: IL MOBILE È IL BANCO DI PROVA I problemi avuti dopo la quotazione a Wall Street e i rallentamenti subiti in passato devono essere un monito per il futuro: bisogna lavorare senza sosta per mantenere lo slancio raggiunto. E con i ritmi di crescita attuali non è cosa semplice. Il banco di prova sarà il mercato della pubblicità mobile, che secondo le stime quest’anno crescerà quasi dell’85% a 32,7 miliardi di dollari a livello globale. Negli Stati Uniti vale 17,7 miliardi di dollari, il 9% in più rispetto a due anni fa, e Facebook ne controlla il 18% circa: nei prossimi trimestri il social network dovrà rosicchiare sempre più spazio a Google, ancora leader incontrastata con una fetta del 39,8% (in calo dal 49,8% di due anni fa). “Quello che Facebook ha fatto sul versante mobile è una delle cose più impressionanti che ho visto fare da una società del settore internet negli ultimi anni”, ma Google resta davanti, ha detto Mark Mahaney, analista di Rbc Capital Markets. Per corteggiare gli inserzionisti più grandi Facebook sta puntando molto sui video premium e ad aprile ha lanciato un network pubblicitario ad hoc per il mobile tramite cui Facebook vende pubblicità su app che non controlla direttamente: su questo fronte, così come sulla ricerca di mercato, dovrà continuare a lavorare per mantenere il favore dei grandi marchi.

Innovare l'offerta per attirare il pubblico giovane è la seconda sfida per Mark Zuckerberg per contonuare a crescere. 2. NON PERDERE PRESA SUGLI UTENTI, SPECIE I PIÙ GIOVANI La preoccupazione maggiore di Mark Zuckerberg è perdere presa sugli utenti più giovani: nei mesi scorsi c’erano state forti critiche perché Facebook sembrava avere perso il suo “cool factor”, ovvero la capacità di restare sulla breccia dell’onda e attirare e mantenere nuovi utenti, soprattutto tra i giovani, convincendoli di usare un servizio di moda e accattivante. Per ora questo timore è stato accantonato, visto che il social network nel secondo trimestre ha aggiunto altri 40 milioni di utenti attivi mensili, il 3,5% rispetto al mese precedente, e gli utenti attivi giornalieri sono passati da 802 a 829 milioni. Ma la guardia non deve essere abbassata: i problemi sulla tutela della privacy degli utenti e le polemiche sull’esperimento fatto nel 2012, quando il social network aveva monitorato le reazioni degli utenti nel tentativo di capire se potesse influenzare il loro stato emotivo, non sono piaciuti. Se uno scivolone, come dimostrano i dati, non altera i risultati del gruppo, l’importante è evitare di averne altri in futuro perché su internet le simpatie cambiano in fretta. 3. INNOVARE ANCHE CON ACQUISIZIONI Il mondo di internet è abituato a cambiare rapidamente e le mode cambiano velocemente, segnando nascita e declino di siti e applicazioni. Se finora Facebook, fondato nel 2004, è riuscito a restare sulla cresta dell’onda e ha tenuto bene agli attacchi di altri social network, Twitter in testa, non è detto che non spunti all’improvviso un’idea in grado di intaccare la sua leadership. La cosa che preoccupa di più è che Facebook non sembra in grado di rinnovarsi in modo deciso: il social network ha lanciato vari servizi interni, come Graph Search, e varie app indipendenti, come Poke (doveva essere un’alternativa alla chat Snapchat, ma si è rivelato un flop ed è stata chiusa a maggio), Messenger, Paper e Slingshot, ma tutte hanno ricevuto un’accoglienza tiepida da parte degli utenti. Il social network ha potenza di fuoco sufficiente per cercare l’innovazione altrove, come dimostrano le acquisizioni di WhatsApp, pagata 19 miliardi di dollari, e di Oculus, la società specializzata in tecnologie per la realtà virtuale per cui ha sborsato 2 miliardi. Proprio questa sembra la via che Zuckerberg intende battere: «Non dobbiamo necessariamente cambiare le priorità strategiche, dobbiamo completare e portare a termine quelle che abbiamo fissato», ha detto il fondatore di Facebook.

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