Economia 24 Luglio Lug 2014 0935 24 luglio 2014

Padoan: le privatizzazioni saranno rispettate

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Pier Carlo Padoan Gli obiettivi per le privatizzazioni fissati dal Def verranno rispettati. Lo ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlando con un gruppo di giornalisti a Pechino. «L'impegno rimane assolutamente confermato, ci stiamo lavorando con diversi capitoli», ha sottolineato il ministro. Padoan è al secondo giorno della sua missione in Cina. Oltre al suo omologo cinese Lou Jiwei, il ministro ha incontrato i vertici di tre grandi banche commerciali cinesi. In seguito, incontrerà il governatore della banca centrale Zhou Xiaochuan. Hong Kong è l'ultima tappa del viaggio del ministro in Cina. 2 MILIARDI DI EURO DALLA CESSIONE DEL 35% CDP. La cessione del 35% della Cdp è un'operazione che «vale circa due miliardi di euro», come ha detto Padoan alla stampa italiana a Pechino. Si tratta, secondo il ministro, di «un risultato molto importante che testimonia il progresso che si sta facendo». Nel dettaglio, Cdp Reti è una società interamente di proprietà di Cdp che detiene una quota del 30% in Snam, il gruppo italiano integrato che presidia le attività regolate del settore del gas ed è proprietario dei gasdotti. Prima del potenziale closing della trattativa, Cdp trasferirà a Cdp Reti anche la quota detenuta direttamente in Terna, la società della rete elettrica in alta tensione, pari al 29,85% del capitale. DALLE PRIVATIZZAZIONI 12 MILIARDI. Dopo aver annunciato l'operazione, Padoan ha detto che gli obiettivi per le privatizzazioni fissati dal Def verranno rispettati: «L'impegno rimane assolutamente confermato, ci stiamo lavorando con diversi capitoli», ha sottolineato il ministro. Si tratta di un target ambizioso che vale 12 miliardi nel solo 2014, per poi mantenersi costante (lo 0,7% del Pil, una cifra non troppo dissimile) nel periodo 2015-2017. I CAPITOLI ENAV E E POSTE In agenda ci sono ovviamente i capitoli Enav e Poste, anche se è sempre più improbabile che vi si arrivi entro l'anno. Ma come accennato si guarda anche ai veri e propri gioielli di famiglia, cioè l'Eni e l'Enel. Come emerso negli ultimi tempi al Tesoro, prende sempre più corpo l'idea di privarsi di un pacchetto del 5% del capitale di entrambe le società, pur restando in controllo, per recuperare circa 6 miliardi di risorse e poter programmare con maggiore tranquillità le altre privatizzazioni.

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