Economia 25 Luglio Lug 2014 1547 25 luglio 2014

Alitalia: decolla l'aumento da 250 milioni

  • ...

Francesco Caio, a.d. di Poste Italiane ha avanzato dubbi sull'opportinità di Poste italiane di partecipare all'aumento di capitale di Alitalia.
Cinque ore di assemblea e alla fine è arrivato il via libera all'aumento di capitale da 250 milioni di euro per Alitalia. Lo ha deciso l'assemblea degli azionisti della compagnia che ha anche approvato il bilancio 2013 che si è chiuso con una perdita netta di 569 milioni di euro, mentre non si è discusso della proposta di Etihad, come anticipato alla vigilia. L'aumento di capitale prevede che le azioni siano offerte in opzione ai soci in proporzione alla quota di capitale posseduta. Sulla strada dell'aumento sono stati avanzati dubbi da Francesco Caio, amministratore delegato di Poste italiane e azionista di Alitalia, e c'è stato l'intoppo del mancato quorum al referendum sul costo del lavoro, che però l'azienda ritiene approvato. L'approvazione dell'aumento di capitale era necessaria per portare avanti la tratattiva con Etihad e cedere agli arabi il 49% di Alitalia. Adesso il vero grande scoglio da superare è quello dell'Unione europea che più volte ha avanzato dubbi sugli aiuti di Stato concessi al vettore italiano. NEL 2013 IL PEGGIOR BILANCIO DI SEMPRE: PERDITA A 569 MILIONI DI EURO Se si guardano i numero, il bilancio della nuova Alitalia è disastroso: l'assemblea ha approvato il peggior conto economico della sua breve storia, bruciando nel 2013 oltre un milione e mezzo di euro al giorno: il rosso all'ultima riga del bilancio, una perdita record intorno ai 569 milioni - che non è ancora ufficiale ma emerge solo da indiscrezioni: il dato non è stato comunicato dopo l'approvazione dei conti in Cda, nè oggi dopo l'assemblea degli azionisti. BRUCIATI 1.4 MILIARDI IN 5 ANNI Se il dato della perdita 2013 venisse confermato segna il peggior risultato per l'avventura tutta in perdita dei capitani coraggiosi: 1,412 miliardi bruciati in 5 anni. I bilanci tracciano la caduta libera della compagnia risorta con il Piano Fenice dalle ceneri della vecchia Alitalia, nata libera dai macigni del passato che soffocavano l'ex compagnia di bandiera: esuberi, debiti, aerei e attività da dismettere, tutto cancellato, lasciato in una bad company in liquidazione.

Accordo Alitalia Etihad alle battute finali. Resta aperto il nodo esuberi. LA STORIA DI ALITALIA ATTRAVERSO GLI ULTIMI BILANCI BILANCIO 2009 - È la sintesi del primo anno di vita: la perdita è di 326 milioni, circa 800mila euro al giorno. Al 31 dicembre il debito e' di 799 milioni. Ricavi a quota 2.921 milioni, 21,8 milioni i passeggeri trasportati. BILANCIO 2010 - Dopo il primo esercizio da start up, nel secondo anno di vita la nuova compagnia sembrava aver invertito rotta verso l'ottimismo: ancora perdite, ma il rosso si riduce a 168 milioni, circa 460mila euro al giorno; A fine anno il debito resta in linea a 839 milioni. Ricavi a 3.225 milioni di euro (+14,1%), 23,4 milioni di passeggeri (+7,4%). BILANCIO 2011 - I conti restano in rosso ma migliorano ancora. La perdita è di solo 69 milioni, scende a circa 190mila euro al giorno. Il debito è a 854 milioni. Ricavi a 3.478 milioni (+7,9%), 25 milioni i passeggeri (+5,5%). BILANCIO 2012 - Il rosso esplode: rispetto all'anno precedente la perdita e' quadruplicata, sale a 280 milioni: circa 765mila euro bruciati ogni giorno. Al 31 dicembre il debito sfonda quota un miliardo (1.028 milioni). Ancora in crescita i ricavi a 3.594 milioni, in calo a 24,275 milioni i passeggeri. BILANCIO 2013 - È il tracollo. I conti semestrali - ultimo dato ufficiale - registrano una perdita già superiore a quella dell'intero anno prima: 294 milioni. Se sarà confermata, una perdita annuale di 569 milioni sarà poco oltre il doppio del rosso dell'anno prima.

Correlati

Potresti esserti perso