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BUSINESS 25 Luglio Lug 2014 0601 25 luglio 2014

Ucraina: Ue-Russia, il costo delle sanzioni

Rischio è effetto boomerang.

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La Francia non vuole rinunciare a vendere le porta elicotteri; la Gran Bretagna denuncia i vicini ma continua il business as usual; e l'Italia per tutto il 2013 ha puntato sulla Russia parte della sua scommessa di ripresa.
STRETTA SUGLI OLIGARCHI. Nessuno dei Paesi dell'Unione europea sembra disposto a rinunciare ai vantaggi di buon vicinato con Vladimir Putin. Ma il Consiglio degli Affari esteri sta lavorando sul congelamento dei beni di oligarchi vicini alla cerchia ristretta del presidente russo. L'obiettivo delle nuove sanzioni, decise dai rappresentanti permanenti dei 28 della Ue il 24 luglio (a quanto si apprende è previsto il congelamento dei beni a 15 individui e 18 «entità» russe o filo-russe) è limitare «l'accesso al mercato dei capitali, le armi, i beni dual-use (utilizzabili cioè tanto a scopo civile quanto militare) e le tecnologie sensibili incluse quelle del settore energetico» a «persone o entità che forniscono attivamente un sostegno materiale o finanziario ai dirigenti russi responsabili dell'annessione della Crimea o della destabilizzazione dell'Ucraina orientale».
RISCHIO BOOMERANG. L'imperativo però è evitare l'effetto boomerang e rendere l'operazione «sostenibile per tutti», anche se «dolorosa» per ognuno, come ha riassunto la presidente di turno Federica Mogherini.
L'interscambio commerciale tra l'Ue e Mosca è cresciuto nel 2013 del 10% l'anno, una quota a cui non si può rinunciare in tempi di crescita in panne. Le sanzioni americane hanno già contribuito a rallentare il Pil di Mosca, in stagnazione tra aprile e giugno 2014.
IL COSTO DI UNA RECESSIONE RUSSA. Una eventuale recessione russa, secondo il comitato dell'industria tedesca per le relazioni con l'Europa orientale, metterebbe a rischio 25 mila posti di lavoro solo in Germania. E una stretta ai settori della finanza, della difesa e dell'energia potrebbe danneggiare le imprese europee intente a firmare contratti strategici.
«È da pazzi per l’Occidente pensare di isolare la Russia», aveva avvertito a marzo l'economista Nouriel Roubini alla prima tornata di sanzioni americane. E la quantità di interessi in gioco sembra dargli ragione.

  • I Paesi da cui la Russia importa (Fonte: Osservatorio della Complessità economica del Mit di Boston).

1. La Russia è il terzo partner commerciale dell'Ue

La Russia è il terzo partner commerciale europeo, dopo gli Usa e la Cina. Dice la Commissione europea che i 28 Paesi Ue esportano in Russia beni per 123 miliardi di euro (il 7,3% dell'export Ue). Ma importano merci, servizi e materie prime per un totale di 213 miliardi di euro: l'11,9 % delle merci in entrata nell'Unione, una quota seconda solo all'import in arrivo dalla Cina

  • Cosa esporta la Russia (Fonte: Osservatorio della Complessità economica del Mit di Boston).

2. L'Europa importa l'84% del petrolio russo e il 76% del suo gas

Il mercato europeo assorbe il 45% dell'export russo. E la parte del leone la fanno le risorse energetiche: la Russia provvede al 29% del fabbisogno energetico europeo. E secondo i dati dell'Energy information administration, l'autorità per l'energia americana, i Paesi Ue importano a loro volta l'84% del petrolio russo e il 76% del suo gas. Mosca, invece, compra soprattutto macchinari, trasporti, prodotti chimici e farmaceutici.

  • Quali sono i maggiori mercati per l'export russo. (Fonte: Osservatorio della Complessità economica del Mit di Boston).

3. Il 75% degli investimenti stranieri in Russia è europeo

Poi c'è il fronte degli investimenti diretti: la Commissione Ue calcola che i flussi di capitale provenienti dai Paesi membri rappresentano il 75% dei capitali stranieri investiti in territorio russo. Nel 2011, lo stock di fondi europei investiti in Russia ammontava a 167 miliardi di euro, più che il totale dei capitali Ue in India e Cina messe insieme. D'altra parte negli ultimi 12 mesi, anche per effetto delle sanzioni americane, 75 miliardi di capitali hanno lasciato Mosca.

Il saldo commerciale tra Paesi Ue e Russia e i settori di import e export (Fonte: Ansa Centimetri).

4. L'Olanda è il maggiore importatore da Mosca

L'Olanda, il Paese che ha riportato più vittime nell'incidente del volo MH17 della Malaysia Airlines, è per terribile contrappasso la nazione più esposta nei confronti della Russia sul fronte commerciale. Il suo giro di affari con Mosca ammonta a 65 miliardi di euro, ma le importazioni dalla Russia superano le esportazioni di una quota pari a 21 miliardi di euro e rappresentano il 9,2% dell'intero export russo.

5. Nel 2013 le forniture di Gazprom alla Germania sono aumentate del 20%

La Germania è, invece, la nazione europea con il maggiore volume di interscambio con Mosca, pari a ben 76 miliardi di euro. E il maggiore importatore europeo di gas e petrolio. Nel 2013, si legge sul sito di Gazprom, le forniture al mercato tedesco sono aumentate addirittura del 20%.
Appena l'ipotesi di sanzioni ha iniziato a circolare sui media di Berlino, la Camera di commercio russo-tedesca, ha raccontato lo Spiegel, è stata presa d'assalto. Gli analisti calcolano che un quarto delle imprese tedesche che operano fuori confine possano essere coinvolte soprattutto nel settore della meccanica, delle auto e della chimica.

6. La Rosneft, società sanzionata, è posseduta al 20% dalla Bitrish Petroleum

Gran Bretagna e Francia registrano volumi di scambi commerciali con la Russia di molto inferiori, 20 miliardi per la prima e 18 per la seconda. Ma entrambe hanno affari in corso con le società pubbliche russe nel campo dell'energia, della finanza e, soprattutto, in quello della difesa.
Gli Stati Uniti finora hanno sanzionato i giganti Rosneft, il cui 20% è nelle mani della British Petroleum, Novatek, seconda società produttrice di gas che ha in programma la costruzione dell'impianto di liquefazione a Yamal Lng, nella penisola di Yamal in Siberia, assieme alla francese Total.

7. A Londra sono quotate 113 società russe

Secondo il Financial Times, la City attende con ansia di capire cosa comporteranno le nuove sanzioni contro la Russia. La multa da 8,83 miliardi di dollari, circa 6 miliardi di euro, comminata dagli Usa alla banca francese Bnp Paribas, colpevole di transazioni in dollari con Paesi sanzionati dagli Stati Uniti, fa paura. Soprattutto a Londra, diventata meta privilegiata di investimento degli oligarchi russi.
La piazza finanziaria londinese ospita attualmente 113 società quotate russe o delle ex Repubbliche sovietiche.

8. Parigi vende navi porta elicotteri, Londra tecnologia militare

Parigi è stata messa sulla graticola perché non vuole rinunciare alla consegna a Mosca di due navi porta elicotteri Mistral, sul cui uso sta addestrando reparti della marina russa nella regione della Bretagna. Il contratto è stato stipulato nel 2011, per un valore di circa 1,2 miliardi di euro e le navi devono essere consegnate entro il 2014.
Ma gli inglesi, grandi accusatori della Francia, a loro volta vendono a Mosca munizioni, droni e tecnologie militari per un valore di circa 130 milioni di euro. La Commissione sul controllo dell'export di armi ha inviato una lettera pubblica al ministero degli Esteri britannico per denunciare che Londra ha in vigore ancora circa 250 permessi per vendere armi in Russia: finora solo 34 sono stati sospesi. Downing Street replica che la compravendita non coinvolge l'esercito russo.

9. L'Italia meta di affari per le armi di Kalashnikov e Rosoboronexport

L'Italia è citata come meta di esportazione per due società produttrici di tecnologia militare finite nel mirino degli Stati Uniti: il gruppo Kalashnikov e il Rosoboronexport Jsc, intermediario dello Stato russo per la vendita di armamenti, sul cui sito si legge: «La società è impegnata a fornire pezzi di ricambio, manutenzione e aggiornamento di prodotti militari, dual e civili in Algeria, Bielorussia, Vietnam, Egitto, India, Indonesia, Italia, Cina, Kuwait, Malesia e Repubblica Ceca».
Il database sul commercio di armi dell'Istituto di ricerca per la pace di Stoccolma ha registrato negli ultimi tre anni importazioni di armi da tre Paesi Ue: dall'Italia per 9 milioni di dollari nel 2012, dalla Francia per 5 milioni nel 2013. E dalla Repubblica Ceca per 19 milioni di dollari nell'arco dei tre anni. Le esportazioni di armi russe invece si sono dirette verso Cipro, Slovenia, Polonia e Slovacchia con contratti rispettivamente di 72, 34, 6, 35 milioni di dollari.

  • Cosa esporta l'Italia in Russia. (Fonte: Osservatorio della Complessità economica del Mit di Boston).

10. Italia e Russia: un affare da 32 miliardi di euro

Lo scambio commerciale tra Russia e Italia vale 32 miliardi di euro, l'Italia è il terzo partner commerciale europeo per la Russia e secondo solo alla Germania per importazioni di gas e petrolio, che da sole rappresentano il 40% dell'import italiano. Nel 2013, secondo i dati della Sace, la società di Cassa depositi e prestiti che accompagna le imprese italiane sui mercati esteri, la penisola ha esportato verso Mosca merci per un valore di 10, 8 miliardi di euro ma ne ha importato quasi il doppio per un valore di 20, 6 miliardi di euro.
Le esportazioni italiane si concentrano nella meccanica strumentale (26,8%), moda (21,5%), arredamento (8,4%) e automotive (7,8%). Gli investimenti diretti italiani in Russia valgono 51 miliardi di euro. A maggio 2014, l'export italiano verso i Paesi extra Ue ha subito un calo del 4,8%: per gli analisti le sanzioni americane su Mosca hanno contribuito alla frenata.
Nel novembre del 2013 Roma e Mosca hanno firmato nuovi 28 accordi commerciali al forum italo russo di Trieste. Eni ha affiancato alla storica partnership con Gazprom anche nuovi accordi industriali con il gruppo petrolifero Rosneft. La controllata di Cassa depositi e prestiti Sace ha firmato un accordo di cooperazione con la banca di sviluppo russa Vnesheconombank (Veb) nella black list americana. E Fondo strategico italiano ha firmato una partnership da 1 miliardo con il fondo sovrano russo.

  • Cosa importa l'Italia dalla Russia (Fonte: Osservatorio della Complessità economica del Mit di Boston).

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