Economia 26 Luglio Lug 2014 1000 26 luglio 2014

Treni, come tutelarsi dai ritardi in 4 mosse

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È tempo di vacanze e alcune dei viaggiatori che hanno scelto il treno potrebbero imbattersi nei soliti inconvenienti cui le compagnie ferroviarie ci hanno abituato. Ma da quest'anno ritardi, cancellazioni e imprevisti (e non solo) potrebbero essere un po' meno amari. Dal 21 maggio, dopo sette anni di attesa e un’Autorità creata ad hoc, quella dei trasporti, è entrato finalmente in vigore in Italia il «Regolamento e il Modulo di reclamo per l’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni previste dal Decreto legislativo 17 aprile 2014 n. 70, in attuazione della disciplina sui diritti ed obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario contenuta nel Regolamento comunitario (CE) n. 1371/2007». Con questo regolamento ogni disservizio, se accertato come tale, comporterà una sanzione per la compagnia ferroviaria e l'obbligo a porvi rimedio per evitare che possa riaccadere. Vediamo come i cittadini possono far valere i loro diritti. ATTENDERE LA RISPOSTA DELLA SOCIETA'. Prima di tutto, serve presentare un reclamo ufficiale alla società ferroviaria (o al gestore dell’infrastruttura, al gestore di stazione o al tour operator) e attendere 30 giorni o 3 mesi a seconda del tipo di segnalazione. RECARSI SUL SITO DELL'AUTORITA'. Nel caso in cui la risposta ottenuta non sia quella sperata, potete andare sul sito dell'Autorità dei trasporti  e scaricare il modulo in pdf (questo l'indirizzo). Una volta compilato in tutte le sue parti, il modulo di reclamo potrà essere inviato via posta elettronica certificata, dunque non da un indirizzo di posta qualunque (qui i moduli per la pec) al sito dell'Autorità o via raccomandata. Il regolamento prevede anche un sistema telematico dedicato (al momento non c'è ancora) con un form da compilare direttamente online. Esiste anche un modo collettivo di fare reclamo: se più utenti si rivolgono a un’associazione dei consumatori, questa potrà inviare una segnalazione “di gruppo”, decisamente più significativa agli occhi dell’Autorità. LE PROBLEMATICHE PER CUI SI PUO' ESPORRE RECLAMO. Dal 21 maggio chi si occupa di trasporto ferroviario potrà prendersi una multa da 5,00 fino a 150 mila euro per moltissime problematiche: dal classico ritardo del treno, alla sua cancellazione senza una corretta informazione, al trasporto della bicicletta, passando per una giusta attenzione ai disabili (banchine e stazioni accessibili senza problemi), al pagamento dei rimborsi o degli indennizzi previsti. IL PAGAMENTO. Una volta accertata l'infrazione c'è tempo un mese per porre rimedio al problema riscontrato e procedere al pagamento. In più il regolamento stabilisce che l’Autorità possa monitorare in ogni momento e anche a cadenza periodica l’adempimento da parte delle imprese della disciplina sui diritti e gli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario per controllare che i disservizi non continuino.

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