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ECONOMIA 27 Luglio Lug 2014 1330 27 luglio 2014

Banche, risiko dopo gli aumenti di capitale

Grandi manovre sulle Popolari. Le incognite Marche ed Etruria.

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La sede della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio.

Riparte il risiko bancario dopo la stagione degli aumenti di capitale, giunta ormai al termine.
Una stagione che complessivamente è destinata a fruttare agli istituti italiani oltre 11 miliardi di euro.
A ottobre infatti, terminati gli stress-test europei dell'Eba sulle 15 banche italiane, potrebbe partire una nuova fase di consolidamenti, soprattutto tra gli istituti popolari.
BANCA MARCHE VERSO CONSOLIDAMENTO. È il caso di Banca Marche, commissariata poco più di un anno fa a causa di 3,4 miliardi di sofferenze, su cui ultimamente si è ipotizzato un intervento del Fondo Interbancario di tutela dei depositi, il cui comitato di gestione potrebbe prendere una decisione già giovedì 31 luglio in assenza di un cavaliere bianco. Sul piatto c'è un intervento da 600 milioni di euro per un istituto 'troppo grosso per fallire'. La banca è controllata dalle Fondazioni Cassa di risparmio di Pesaro e e di Macerata (22,51% ciascuna), dalla Fondazione Cassa di risparmio di Jesi (10,78%), da Intesa Sanpaolo (5,84%), dalla Fondazione Cassa di risparmio di Fano (3,35%) e da altri azionisti (32,12%). Finora si sono tirati indietro diversi soggetti, tra cui l'azionista Intesa e Popolare Vicenza, ma non si esclude l'intervento di una 'popolare' del Nord.
VICENZA INTERESSATA A FERRARA. Vicenza infatti è orientata su altre prede nel Nordest (Popolare Marostica), su cui ha depositato un'offerta, e sulla Cassa di Risparmio di Ferrara, su cui ha in corso una due-diligence. L'altro grande dossier è quello della Popolare Etruria Lazio, e i nomi che si fanno sono quelli di Banca Sella e Cariparma. La seconda ipotesi risulterebbe gradita ai vertici aretini, ma non mancano altri potenziali pretendenti.
ANCHE BARI TRA I PRETENDENTI. Tra questi la Popolare di Bari, già impegnata però sul fronte abruzzese con la Cassa di risparmio di Teramo (Tercas), con un investimento di 230 milioni di euro, congiuntamente con il Fondo Interbancario, che metterà sul piatto 265 milioni ma potrebbe chiedere una contropartita ai pugliesi. In alternativa ci sarebbe la Bper, fresca di aumento di capitale e oggetto di alcuni saliscendi in Piazza Affari. Modena sembra avere il fisico adatto dopo aver incassato 750 milioni di euro di nuove risorse dai soci al termine di un aumento che si è concluso lo scorso 18 luglio, con la totale sottoscrizione dell'inoptato 5 giorni più tardi. Non mancano poi i ragionamenti tra i 'grandi', come Banco Popolare, Ubi, la stessa Bper e Bpm, che hanno in corso manovre di avvicinamento a vari livelli. Ai piedi delle Alpi invece intende proseguire in solitaria la Popolare Sondrio, a differenza del Credito Valtellinese, alla ricerca di un partner per convolare a nozze.

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