Economia 28 Luglio Lug 2014 1511 28 luglio 2014

Argentina, bye bye negoziazione

A tre giorni dal default la Kirchner a Caracas per chiedere l'appoggio del Mercosur.

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A tre giorni dalla scadenza, che potrebbe segnare un nuovo default sul suo debito estero, l'Argentina ha deciso di non inviare rappresentanti a negoziare con il mediatore nominato dal tribunale di New York per risolvere il suo scontro con i "hedge fund" ai quali deve pagare circa 1,5 miliardi di dollari. La presidente Cristina Fernandez de Kirchner parte il 28 luglio per Caracas, dove intende chiedere l'appoggio politico degli altri paesi del Mercosur (Brasile, Uruguay, Paraguay e Venezuela) nella sua battaglia contro gli hold out. LA TELEFONATA TRA KICILLOF E POLLACK Secondo la stampa di Buenos Aires, il ministro dell'Economia, Axel Kicillof, ha parlato al telefono con Daniel Pollack, lo  special master nominato dal giudice Thomas Griesa per arrivare a un accordo sull'applicazione della sentenza -che obbliga l'Argentina a pagare il 100% del valore dei titoli detenuti dagli "hedge fund" che non hanno accettato lo swap- e ha ribadito la posizione del suo governo. SENTENZA GRIESA INAPPLICABILE L'argomento argentino è duplice: da una parte l'impossibilità del default, perché «va in default chi non paga, e noi abbiamo pagato» e dall'altra l'impossibilità di ubbidire alla sentenza di Griesa, definita «insolita e inapplicabile» da Kicillof, perché un pagamento al 100% del valore dei titoli ai hold out potrebbe innescare richieste analoghe da parte di chi ha accettato gli swap, in virtù della clausola Rufo (Rights on future offers), che scade il prossimo 31 dicembre.

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