Economia 29 Luglio Lug 2014 1525 29 luglio 2014

Alitalia, da Poste 65 milioni

Trovato l'accordo con le banche sull'impegno del gruppo guidato da Caio. Lupi: ore decisive.

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È  stato trovato l'accordo con le banche sull'impegno di Poste in Alitalia: il gruppo guidato da Francesco Caio parteciperà con 65 milioni a  una  midcompany. Una somma superiore alla quota di spettanza di Poste, nell'ambito della ricapitalizzazione da 250 milioni di euro che vedrà l'ingresso i Alitalia di Etihad. L'ultimo round della partita, dopo il caos scoppiato tra i sindacati per il referendum sui tagli alle buste paga (che non ha raggiunto il quorum, ma ha così dato il via libera all'accordo con l'azienda), si è quindi  risolto. Le Poste non volevano investire nella «vecchia» compagnia, che si sarebbe portata dietro perdite e contenziosi, ma nella newco che avrebbe accolto il socio emiratino. SOLUZIONE INTERMEDIA Nel corso degli incontri è emersa l'ipotesi di una soluzione di mezzo, con la società guidata da Caio disposta anche a investire più della loro quota (poco meno di 40 milioni), ma in una compagnia di «mezzo», un veicolo intermedio tra l'attuale Cai e la nuova compagnia. LUPI ORE DECISIVE  A dare un colpo di acceleratore è stato anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che nella mattinata del 29 luglio ha detto: «Siamo arrivati alle ore decisive: Etihad ha posto questioni molto chiare cui è stata data una risposta chiara dal Cda di Alitalia. Adesso bisogna tradurre quelle risposte in fatti molto concreti». Per capire l'evolversi della situazione, è  dunque una questione di ore.  «Non ci saranno altri giorni, anche perché i tempi erano chiari a tutti, sindacati, soci e banche», ha detto il ministro sottolineando la necessità di arrivare a conclusione. «L'alternativa è molto chiara e lo devono sapere tutti  non ci sono altre possibilità. Il tira e molla non è ammesso, ognuno si assuma le proprie responsabilità» ha ribadito con fermezza Lupi. CASTELLUCCI: SI STA GIOCANDO CON IL FUOCO Un concetto che è stato poi sottolineato anche da  Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia, società controllata dai Benetton che possiede il 7,44% di Alitalia: «Che il tempo sia ormai scaduto è noto a tutti: è indispensabile, in questa ultima settimana, che ci sia un'accelerazione che non è più evitabile». Poi ha aggiunto: «I problemi sono a vario livello ancora, e devono essere risolti ad horas.  Il tema non è quanto ci si avvicina ad una soluzione ma è un altro: si sta giocando con il tempo e con il fuoco».

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