Alitalia 130704164220
TRATTATIVE 29 Luglio Lug 2014 2054 29 luglio 2014

Alitalia, lettera di Etihad: «Mancano 100 milioni»

«Serve un aumento di capitale di 350 mln».

  • ...

Un aereo Alitalia.

Non basta lo sforzo di Poste Italiane, disposta a versare una somma (65 milioni di euro) superiore alla sua quota di spettanza. Non bastano i 250 milioni di ricapitalizzazione complessivi.
All'appello ne mancano ancora 100: l'aumento varato il 18 luglio, avverte Etihad, deve salire fino a 350 milioni.
Questo il messaggio recapitato dagli emiri ad Alitalia nell'ambito della trattativa per l'ingresso di Abu Dhabi nell'ex compagnia di bandiera nostrana.
HOGAN: DUBBI SU MID-COMPANY. In uno scambio di e-mail con l'amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio, il Ceo di Etihad James Hogan si è detto alquanto preoccupato per la mancanza di chiarezza sulla Mid-company, sulla posizione di Poste e sulla situazione sindacale.
Il protrarsi del tempo, secondo Hogan può creare problemi anche sulla situazione patrimoniale di Alitalia, e Etihad vuole avere rapidamente risposte alle sue preoccupazioni.
Etihad non molla, e l'ha fatto sapere con un comunicato («Etihad Airways continua a lavorare con Alitalia al fine di risolvere le questioni aperte relative a un possibile investimento in Alitalia»), ma l'avviso del 29 luglio rappresenta un ulteriore ostacolo che si erge sulla strada verso il salvataggio a meno due giorni dalla scadenza del 31 luglio, data ultima per la chiusura dell'operazione.
«TANTI NODI DA SCIOGLIERE». Sullo sfondo si moltiplicano gli appelli a tutti gli attori in campo a fare presto e sciogliere i nodi ancora aperti. «Il tempo è scaduto, siamo arrivati alle ore decisive. Oggi, o al massimo domani ognuno dovrà dare le proprie risposte, dire sì o no a Etihad», ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi.
E un vertice con Graziano Delrio a Palazzo Chigi è stato convocato per il 30 luglio.
L'accordo per la mid-company con gli altri azionisti e in particolare le banche, sarebbe a un passo: la struttura dell'operazione, ha precisato Poste, «è stata definita» e restano ora da mettere «a punto i dettagli tecnici per renderla esecutiva». Resta inoltre da capire quanti dei vecchi soci possano partecipare all'aumento di capitale da 250 milioni varato venerdì 25 luglio dall'assemblea (assise contestata da uno dei soci, Cosimo Carbonelli D'Angelo che detiene l'1,24%, e che si dice pronto ad impugnarla), con un possibile ripensamento di Air France, che aveva già annunciato il proprio 'no'.
In pressing anche uno dei maggiori soci della compagnia, Giovanni Castellucci, numero uno di Atlantia (7,44%), che non ha usato mezzi termini per far capire la delicatezza della situazione: «Si sta giocando con il tempo e con il fuoco. I problemi sono a vario livello ancora, e devono essere risolti ad horas. È indispensabile, in questa ultima settimana, un'accelerazione che non è più evitabile».
PRESSING SULLA UILT. Resta intanto alta la tensione sul fronte sindacale. Lupi non intende al momento convocare le parti, lasciando all'azienda il compito di concludere la mediazione. Ma la Uilt resta sulla propria posizione e definisce «pretestuoso strumentalizzarla (è l'unico sindacato a non aver firmato contratto e intesa sui tagli, ndr) addossando a noi eventuali possibilità di fuga di Etihad».
Contro la Uilt si è scagliato il segretario della Fit Cisl Giovanni Luciano: «Eravamo tutti d'accordo sui 31 milioni e sui testi contrattuali. E se dovesse naufragare il matrimonio con Etihad, il colpevole è inutile che cerchi di arrampicarsi sugli specchi».

Correlati

Potresti esserti perso