Economia 29 Luglio Lug 2014 1224 29 luglio 2014

Time Warner, Fox prepara la zampata

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Rupert Murdoch Rupert Murdoch è abituato a creare imperi. Uno, il più grande, è News Corporation, che include televisioni, carta stampata, case editrici e cinematografiche. Un altro è 21st Century Fox, che include il network televisivo americano Fox e sulla cui espansione il magnate australiano sta lavorando in modo certosino. E ora che Murdoch ha le mani libere dalle vicende europee (è stata conclusa nei giorni scorsi la vendita del 100% di Sky Italia e del 57,4% di Sky Deutschland alla britannica BSkyB (qui l'articolo)), ha tutto il tempo per tornare all’attacco di Time Warner, che ha già rispedito al mittente l’offerta d’acquisto da poco meno di 80 miliardi di dollari in contante e azioni. La motivazione è stata chiara: la società vede «rischi e incertezza significativi» nella proposta di Fox, la cui capacità «di gestire e mandare avanti» la società che nascerebbe dalla fusione è messa in discussione. In attesa di notizie fresche, che potranno arrivare il 6 agosto quando Fox e Time Warner pubblicheranno le rispettive trimestrali, ecco quattro punti su cui riflettere. 1. RIVOLUZIONE IN VISTA NEL MONDO DEI MEDIA L’interesse del magnate australiano potrà innescare una rivoluzione nel mondo dei media, incoraggiando anche altri gruppi a una serie di operazioni di consolidamento. Tanto più che se andasse in porto l’acquisto, Fox dovrebbe vendere per esempio l'emittente televisiva Cnn, attualmente controllata da Time Warner, per evitare contestazioni delle autorità antitrust, visto che Fox News compete direttamente con Cnn. Da tempo Cbs e Abc, divisione di Walt Disney Company mostrano interesse per l'emittente. Fox e Time  Warner insieme sarebbero una superpotenza con un fatturato complessivo di 65 miliardi di dollari e che avrebbe sotto il suo ombrello, tra le altre cose, canali televisivi come Fox News e Hbo e case cinematografiche come Warner Brothers.

Murdoch sta lavorando in modo certosino all'espansione di 21st Century Fox, che include il network televisivo americano Fox. 2. MURDOCH METTE SUL PIATTO UNO SPAZIO IN CDA Per il momento Time Warner non sembra intenzionata a cedere, ma Murdoch, poco abituato a sentirsi dire di no quando ha in mente un affare, ha al suo arco numerose frecce. Secondo i bene informati è per esempio pronto ad alzare la posta, aggiungendo all’offerta almeno un seggio nel consiglio di amministrazione di Fox. In questo modo placherebbe una delle principali preoccupazioni di Time Warner, che teme di avere poca voce in capitolo nella società che andrebbe a formarsi, tanto più che le azioni finora offerte da 21st Century Fox non godono di diritto di voto. Qualcuno però già parla di un’offerta “di bellezza” e sostiene che avere uno o più seggi in Cda non farebbe grande   differenza per Time Warner: il Board ha un ruolo tutto sommato limitato nelle attività   di Fox e in ogni caso la famiglia Murdoch ha in mano azioni con diritto di voto per una   quota pari al 39%. 3. OFFERTA PIÙ ALTA ESPONE FOX A FORTI RISCHI Se questo non dovesse bastare, Fox potrebbe anche alzare la proposta monetaria. Attualmente ci sono sul piatto 85 dollari per azione, il 40% in contante e il 60% in azioni,   ma secondo indiscrezioni la posta potrebbe salire fono a una forchetta tra 90 e 95 dollari per azione. Una certa flessibilità finanziaria arriverà dalla vendita delle attività europee, che dovrebbe fare entrare in cassa 7,2 miliardi netti. inoltre 6-10 miliardi potrebbero   arrivare dalla vendita di Cnn e altri 25 dalla concessione di linee di credito. Va detto che la società di Murdoch non potrà alzare all’infinito la propria offerta, perché una cifra troppo alta farebbe lievitare anche l’indebitamento, esponendo la società al rischio di downgrade da parte delle agenzie di rating. Fox invece ci tiene a conservare la propria   alta valutazione.

Time Warner Center 4. TIME WARNER SI PREPARA A UN’OFFERTA OSTILE Se il magnate australiano va all’attacco, Time Warner alza le proprie difese nell’eventualità che si arrivi a una scalata ostile. La società ha cambiato le regole interne, togliendo agli investitori più piccoli la possibilità di convocare una riunione straordinaria degli azionisti, cosa che aumenterà la capacità di Time Warner di resistere a eventuali attacchi di Fox. Ora solo chi ha una quota pari almeno al 15% potrà chiedere una riunione straordinaria del Cda, presieduto da Jeff Bewkes, e azionisti con una partecipazione inferiore non potranno più mettersi insieme per arrivare alla soglia stabilita.

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