Economia 30 Luglio Lug 2014 1859 30 luglio 2014

Paese spaccato: il Sud sprofonda

  • ...

La crisi economica ha impoverito il Peaese: negli ultimi 5 anni le famiglie povere sono salite a 1 milione. Pesa la disoccupazione nelle fabbriche. Gli effetti della crisi sono pesantissimi, molto più che al Centro-Nord: il Sud è così oggi «una terra a rischio desertificazione industriale», ma anche di una «desertificazione umana». Perchè si continua a emigrare, le nascite ed il lavoro sono al minimo storico, e c'è sempre più povertà.  Negli ultimi cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo, da 443mila ad oltre un milione. È quanto merge dal rapporto 2014 dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (Svimez). TUTTI I NUMERI DELLA CRISI Con il rapporto 2014, è ancora più netto l'allarme dello Svimez sul Mezzogiorno che arretra, l'istantanea di un Paese sempre più spaccato, diviso, disegual tra Centro-Nord e Sud: tra disoccupazione, emigrazione, povertà, nascite in caduta libera (180mila nel 2013, indietro al minimo storico di oltre 150 anni fa) si sfalda anche il tessuto sociale, il Sud, secondo quanto si legge nel rapporto, sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili, è destinato a perdere 4,2 milioni di abitanti nei prossimi 50 anni. Nella crisi 2008-2013 il Pil del Sud ha perso il 13,3% contro il 7% del Centro-Nord Il divario di Pil pro capite è tornato ai livelli di 10 anni fa, e se nel rapporto Svimez si guardano le previsioni per il Centro-Nord è attesa una ripresa e per il Mezzogiorno no: per il 2014 è attesa una crescita in Italia dello 0,6%, sintesi del +1,1% al Centro-Nord e del -0,8% al Sud. Così anche i posti di lavoro: +0,2% la stima 2014 per il Centro-Nord, al Sud un -1,2% che se confermato porterà rispetto al 2007 a quasi 800mila posti di lavoro in meno, -12%. Con le tendenze di fine 2013 e inizio anno "al Sud si concentra oltre l'80% delle perdite dei posti di lavoro italiani". Mentre con i dati 2013 il numero degli occupati del Sud è sceso per la prima volta nella storia a 5,8 milioni. Per Pil pro capite 2013 la regione più ricca è stata la Valle d'Aosta, con 34.442 euro. Nel Mezzogiorno prima l'Abruzzo (21.845), poi Molise (19.374), Sardegna (18.620), Basilicata (17.006), Puglia (16.512), Campania (16.291), Sicilia (16.152). La regione più povera è la Calabria, con 15.989 euro.

Graziano Delirio, sottosegretario del governo Renzi, ha assicurato che l'Esecutivo ha un piano per il Sud. LE MANOVRE PESANO DI PIÙ SUL MEZZOGIORNO Dallo Svimez anche un indice puntato contro le politiche economiche: «Le manovre pesano di più al Sud», l'impatto dei 109 miliardi delle manovre dei vari governi dal 2010 ad oggi sarà pari nel 2015 al 9,5% del Pil al Sud contro il 6% del Centro-Nord, colpa soprattutto dei tagli alla spesa, il doppio. Quanto ai fondi per la coesione, «se si riuscissero a spendere tutte le risorse tecnicamente disponibili l'impatto potenziale sul Pil nell'area sarebbe nel 2014 dell'1,3%; con 34.400 posti di lavoro in più nel 2014 e 82.400 nel 2015» si legge nel rapporto. Il Governo ha una strategia precisa per il Sud, secondo quanto ha garantito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: «Non esiste un problema di disponibilità ma di capacità di utilizzo delle risorse. Bisogna concentrarsi su pochi progetti di qualità per trasformare alcune disgrazie, e penso ai casi di Gioia Tauro, Bagnoli, Taranto, Termini Imerese, in nostre grandi opportunita. C'è solo un modo di superare i problemi: cominciare e avere coraggio» ha detto De Rio.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso