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INTERVISTA 30 Luglio Lug 2014 0550 30 luglio 2014

Turismo, Renzo Iorio: «In Italia le tasse più alte»

Parla il presidente di Federturismo Iorio.

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La pazza estate italiana mette in ginocchio il turismo. Dal Nord alle Isole, gli albergatori lamentano crolli importanti nelle prenotazioni: secondo il sindacato balneari il calo delle presenze in spiaggia, in questo luglio di piogge e tempeste, va dal 30% nelle località più rinomate fino al 70 % in quelle storicamente meno turistiche.
MENO VIAGGI NEL WEEKEND. I dati Coldiretti confermano che l'inizio dell'estate è stato segnato dal 34% di pioggia in più caduta nel mese di giugno, con punte di oltre il 200% in più in alcune zone anche turistiche del Centro Sud. «A essere particolarmente sfavorito è il mercato domestico locale, quello del wekend», ha spiegato a Lettera43.it Renzo Iorio, presidente di Federturismo e amministratore delegato e direttore generale di Accor Italia, «mentre il turismo culturale è per ora in positivo».
«RISPARMIO DI 1 MLD DALLA RIFORMA DEL TITOLO V». Ma i problemi del settore, che potrebbe essere la prima risorsa italiana, sono sempre gli stessi: scelte «poco lungimiranti» come quella di aumentare la tassa di soggiorno a Roma, e la mancanza di una politica nazionale per il turismo. «La più grande riforma per il settore è quella del titolo V che può migliorare il settore consentendo contemporaneamente risparmi da 500 milioni a 1 miliardo di spesa pubblica all’anno».

Renzo Iorio, presidente di Federturismo. © ImagoEconomica

DOMANDA. Da Nord a Sud, gli operatori del turismo si disperano per il maltempo che ha caratterizzato quest’inizio d’estate. Qual è la situazione?
RISPOSTA.
È difficile dare un’indicazione che vale per tutte le tipologie di turismo. Sicuramente il tempo sfavorevole ha penalizzato fino a metà luglio le destinazioni marine. In particolare ha sfavorito il mercato domestico locale, quello che si sposta nel breve raggio per il weekend e che è più sensibile alle previsioni meteo.
D. E ora?
R. La situazione sta migliorando, nel mio gruppo abbiamo avuto fino a metà luglio una flessione del 10-15% che di fatto confido di recuperare entro questa settimana (dal 28 luglio al 3 agosto, ndr). E poi magari ci sarà un settembre splendido dal punto di vista climatico.
D. In molti nel settore se la sono presa con le previsioni meteo dai titoli allarmistici.
R.
Mi sembra un approccio sbagliato. È vero che l’effetto meteo influenza la decisione di trascorrere il weekend al mare o no, ma è normale che un cliente tenga conto delle previsioni. Da qui a dire di “gestire” le informazioni mi sembra esagerato. È come prendersela con i giornalisti perché pubblicano le notizie negative.
D. Come va invece il turismo culturale?
R. Bene, il tradizionale “viaggio in italia” non è così sensibile al tema del meteo. E infatti il bilancio del Paese in assoluto vede un saldo positivo: c’è crescita rispetto all’anno precedente, dovuta essenzialmente a turisti stranieri. Almeno un 4-5% in più.
D. Spesso gli italiani preferiscono andare all’estero perché si spende meno.
R. C’è un problema di tassazione rispetto ai Paesi frontalieri. Noi abbiamo le tasse, dirette e indirette, più alte in assoluto in Europa. In Francia siamo tra il 5 e il 10% in meno, in Paesi come Slovenia, Croazia, dove tra l’altro anche il costo del lavoro è notevolmente inferiore, il divario arriva anche al 30-35%. È un tema di cui si dovrebbe interessare la normativa europea quello di cercare di evitare squilibri troppo forti nella tassazione.
D. Come sta reagendo il turismo d’affari alla situazione economica?
R.
C’è una forte componente di preoccupazione: in funzione di un quadro economico tutt’altro che in espansione, non c’è da stare sereni per ottobre e novembre, quando il turismo tradizionale scende un po’.
D. Ma quanto vale?
R. Almeno il 30% della torta totale, con una quota estremamente rilevante in città come Milano, Bologna, Torino. La grande flessione degli ultimi quattro-cinque anni ha falcidiato questo segmento.
D. Cioè?
R. Qualche segnale di ripresa c’è stato alla fine anno scorso, e primi tre mesi di quest’anno, poi c’è stato un significativo rallentamento che coincide anche con indagini congiunturali sull’andamento economico degli ultimi tre mesi. E riguarda sia la clientela d’affari domestica sia quella internazionale che viene in Italia se c’è dinamismo.
D. Federturismo si è scagliata contro il Comune di Roma per la decisione di aumentare la tassa di soggiorno.
R.
Una coppia in un quattro stelle a Roma paga 12 euro, a Parigi tre. Anche su queste cose si dimostra capacità di un’amministrazione di vedere nel turismo un settore industriale
D. Perché aumentare la tassa?
R. Al Comune di Roma si comportano come i peggiori ristoratori che cercano di spremere il più possibile il turista. Del resto, chi viene a visitare la città non vota, per cui un aumento dei costi non ha ricaduta elettorale. Ma questi comportamenti fanno male al turismo, la politica dovrebbe capirlo.
D. Sono anni che si ripete che serve più attenzione al settore.
R.
La più grande riforma del turismo è la riforma del titolo V, riportando al governo centrale il potere di intervenire in modo esclusivo sul turismo. Speriamo che il suo percorso sia il più rapido possibile.
D. Quali sarebbero gli effetti?
R. Innanzitutto tagliare in modo significativo una spesa pubblica molto elevata e molto inefficiente per tutte le strutture locali: si possono recuperare tra 500 milioni e 1 miliardo all’anno, dimezzando la voce nel bilancio statale.
D. E poi?
R. Avremmo la possibilità, come già accade in tutto il mondo, di avere una politica del Paese. Badi bene, servirebbe una politica europea del turismo. Ma vista la situazione, una nazionale sarebbe un bel passo in avanti.

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