Economia 30 Luglio Lug 2014 1000 30 luglio 2014

Twitter: 4 ragioni per essere cauti

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Il social network in 140 caratteri ha raddoppiato il fatturato nel secontro trimestre 2014, ma anche le perdite sono il doppio rispetto a un anno fa. L’uccellino blu di Twitter torna a volare alto dopo la trimestrale migliore delle previsioni, che ha allontanato molti dei dubbi (ma non tutti) sul social network. Le note indubbiamente positive dei conti sono un fatturato più che raddoppiato nel secondo trimestre  e l’aumento della base di utenti, la cui crescita tutto sommato lenta negli ultimi mesi aveva fatto scattare il campanello di allarme tra gli investitori, tanto più che la marcia della rivale Facebook su questo fronte procede senza esitazioni. Resta però il problema che il sito di microblogging continua a essere in passivo, con un rosso più che doppio rispetto a un anno fa. Per il momento il titolo ha guadagnato più del 30% a Wall Street il 29 luglio, confermando un rialzo del 27% il 30 luglio. Durerà? Ecco le 4 cose da tenere presente prima di avvicinarsi al titolo Twitter. 1. FATTURATO RADDOPPIA, MA ANCHE LE PERDITE Nel trimestre Twitter, come Facebook, ha tratto vantaggio dalla migrazione degli utenti verso il mobile, da cui arrivano milioni di dollari di inserzioni pubblicitarie (circa l’81% del totale delle vendite pubblicitarie per 277 milioni di dollari, il 127% in più dall’anno scorso). Nel campo della pubblicità mobile Twitter ha ancora un ruolo di comprimario: nel 2014 catalizzerà il 2,8% (più del 2,4% dell’anno scorso) di un mercato che vale 32,7 miliardi di dollari a livello globale. Complessivamente, il fatturato del social network è cresciuto del 124% a 312,2 milioni dai 139,3 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, grazie anche all’enorme volume di contatti avuti durante le settimane dei Mondiali di calcio in Brasile. Detto questo il social network resta in passivo: nei tre mesi il rosso è stato di 144,6 milioni di dollari, contro i 42,2 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, quando Twitter non era ancora sbarcata a Wall Street. Va comunque detto che escludendo le voci straordinarie, la società ha avuto un utile operativo di 2 centesimi per azione, meglio dell’un centesimo atteso dagli analisti. 2. SALE IL NUMERO DI UTENTI, MA MENO DI FACEBOOK Il numero di utenti mensili attivi, ovvero le persone che si collegano al social network almeno una volta al mese, è salito di 16 milioni di persone, il 6,3%, facendo registrare il secondo aumento trimestrale consecutivo, mentre su base annuale il rialzo è stato del 24% a un totale di 271 milioni. Cifre superiori alle previsioni degli analisti, che avevano parlato di una crescita tra 8 e 15 milioni di nuovi utenti e migliori anche rispetto al primo trimestre, quando l’aumento era stato del 5,8%. Non stupisce dunque la soddisfazione dell’amministratore delegato Dick Costolo: «Abbiamo fatto progressi su vari fronti e la nostra performance finanziaria è stata veramente eccezionale» ha detto. Va comunque detto che i passi avanti di Twitter impallidiscono rispetto a quelli della rivale Facebook, che nel secondo trimestre ha visto salire di 40 milioni il numero di utenti attivi mensili a 1,32 miliardi.

La sfida in Borsa per Twitter è con Facebook che ha avviato una strategoa di acquisizioni per rafforzarsi sul mobile. 3. NUOVI PARAMETRI PER CALCOLARE I CONTATTI Twitter vuole convincere Wall Street di non essere solo una versione ridotta di Facebook. Per farlo ha introdotto nuovi parametri pensati per illustrare l’attività degli utenti che si collegano meno di frequente, ovvero quelli che si collegano meno di una volta al mese. I nuovi parametri tengono conto degli utenti che usano il sito senza avere un proprio account: l’obiettivo è fare percepire Twitter non più solo come un social network ma come una piattaforma broadcast come YouTube, il sito per la condivisione di video di Google. Un esempio si è avuto durante la Coppa del Mondo di calcio: durante la partita Brasile-Germania ci sono stati 4,4 miliardi di impression, come li ha chiamati Dick Costolo, ovvero contatti sul sito, e altri 2 miliardi di contatti fuori da Twitter, su altre piattaforme internet. 4. TITOLO VOLA, VALORE SALE DI UN TERZO, MA RESTANO DUBBI Twitter ha chiuso il trimestre in modo spettacolare con conti che hanno fatto balzare di almeno un terzo il valore della società: subito dopo i conti il titolo è arrivato a guadagnare il 34% a circa 50 dollari per azione, meno del picco di 74,73 dollari di dicembre 2013, ma quasi il doppio rispetto al collocamento di novembre a 26 dollari per azione e un netto recupero rispetto al -40% segnato nel 2014 prima della trimestrale. Alcuni dubbi però restano. Il primo e più grande è se Twitter riuscirà a tenere questo passo nei prossimi mesi: «È stato un trimestre eccezionale, con miglioramento di tutti i parametri. Il problema sarà conservare lo slancio ora che non ci sarà l’impatto positivo dei Mondiali»,  ha detto Debbie Williamson, analista della società di ricerca eMarketer. Qualcuno ritiene ingiustificato il balzo del titolo perché i conti non cambiano in modo drastico la direzione della società: «I conti hanno superato le previsioni, ma non sono andati molto in là. Praticamente hanno solo confermato le buone aspettative», ha detto Brian Wieser di Pivotal Research. Insomma, per chi vuole avvicinarsi al titolo meglio fare due conti, prima.

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