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TEMPO SCADUTO 31 Luglio Lug 2014 0625 31 luglio 2014

Argentina, è default: mediazione fallita

Nessun accordo con gli hedge fund.

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La presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner.

L'Argentina va in default, per la seconda volta in13 anni. La scadenza per il pagamento dei titolari di bond che hanno accettato il concambio è stata superata e nessun accordo con i fondi speculativi è stato raggiunto.
L'hedge fund Elliott Management, che assieme ad altri fondi ha innescato la causa e l'ha vinta, commentando la mancata intesa con Buenos Aires sul debito, ha dichiarato: «L'Argentina ha scelto il default». Daniel Pollack, il mediatore incaricato di facilitare l'intesa con i fondi speculativi, ha proposto «numerose soluzioni creative, ma l'Argentina ha rifiutato di considerarle».
S&P TAGLIA IL RATING. Lo stesso Pollack era stato il primo a sancire il fallimento del lungo a faccia faccia andato in scena a New York, nella notte tra il 30 e il 31 luglio, per tentare di scongiurare l'uncubo già vissuto nel 2001. «Nessun accordo è stato raggiunto fra gli hedge fund e l'Argetina sul debito», aveva anticipato, preannunciando un deafult imminente per il Paese sudamericano. Posizione subito condivisa da Standard & Poor's, che non ha esitato a tagliare il rating di Buenos Aires a 'selective default' da 'CCC'.
BUENOS AIRES NEGA. Il ministro degli Esteri Axel Kicillof ha, però, negato il default, che si ha quando non si paga: l'Argentina «ha pagato», ha detto, «ma i fondi sono stati bloccati». E la «responsbailità» è del giudice Thomas Griesa, che «non ha capito la complessità del caso ed è andato al di là della sua giurisdizione».
VANO IL TENTATIVO DELLE BANCHE. Accantonata per il momento anche la speranza di un accordo fra le banche argentine e gli hedge fund: la proposta degli istituti di credito di acquistare i bond e rimborsare interamente i fondi non è andata a buon fine. Le trattative delle banche si sono svolte in modo parallelo a quelle fra Buenos Aires e i fondi e si sarebbero interrotte poco dopo con Sebastian Palla, il responsabile dell'investment banking di Banco Macro, al rientro in Argentina senza altri appuntamenti in programma.
RIPERCUSSIONI SULL'ECONOMIA. A detta degli analisti, in ogni caso, il nuovo fallimento non dovrebbe essere pesante come il primo, anche se contribuirà a peggiorare un quadro economico già difficile: l'economia già in recessione è destinata a contrarsi ancora di più e l'Argentina rischia di essere tagliata fuori dai mercati del debito. L'inflazione, che secondo alcuni analisti è vicina al 40%, potrebbe salire ulteriormente, aumentando la pressione sul peso e rendendo le importazioni più costose.

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