Economia 31 Luglio Lug 2014 0955 31 luglio 2014

Enel: utile su a +0,3%,ricavi giù: -8,1%

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La sede di Enel Enel chiude il primo semestre con un risultato netto in crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 a 1,685 miliardi di euro. Lo annuncia il gruppo in una nota, aggiungendo che l'utile netto ordinario è in calo del 4,8% a 1,572 miliardi. In flessione anche i ricavi, a 36,1 miliardi (-8,1%). Il debito sale a 43 miliardi. Il decremento dei ricavi, si legge nella nota, è sostanzialmente riferibile ai minori ricavi da vendita e trasporto di energia elettrica, da attribuire essenzialmente alle minori quantità generate e vendute (-2,5%), nonché all'andamento sfavorevole dei tassi di cambio di alcune valute dei paesi in cui il gruppo opera rispetto all'euro. «In un contesto economico ancora generalmente sfavorevole, Enel ha continuato a beneficiare di un portafoglio ben bilanciato in termini geografici, tecnologici e di attività regolate e non regolate». ha detto l'ammnistratore delegato Francesco Starace, aggiungendo che «l'ulteriore capacità rinnovabile messa in esercizio e il proseguimento delle azioni manageriali già avviate in termini di ottimizzazione dei costi e degli investimenti hanno consentito di compensare parzialmente gli effetti negativi sui risultati economici derivanti da nuove misure regolatorie in Spagna nonché da un effetto cambio sfavorevole, principalmente in America Latina». NUOVA STRUTTURA PER IL FUTURO. Starace ha spiegato come la struttura sarà suddivisa in 5 divisioni e in 4 regioni e Paesi. Gli obiettivi, dice una nota, sono «perseguire e mantenere la leadership tecnologica nei settori in cui il Gruppo opera, assicurandone l'eccellenza operativa e massimizzare il livello di servizio verso i clienti nei mercati locali». In questo modo "il Gruppo potrà beneficiare di una minore complessità nell'esecuzione delle azioni manageriali intraprese e nell'analisi dei fattori chiave di generazione del valore". LE AREE CHE PERDONO DI PIU'. In particolare, i ricavi dell'area Mercato si attestano a 7.848 milioni (-9,9%), quelli dell'area Generazione ed Energy Management a 10.278 milioni (-15,1%), quelli della divisione Infrastrutture e Reti a 3.720 milioni (-1,7%), quelli della divisione Iberia e America Latina a 14.373 milioni (-7,4%), quelli della divisione Internazionale a 2.622 milioni di euro (-15,5%) e quelli della divisione Energie Rinnovabili a 1.365 milioni di euro (-7,2%).

Francesco Starace CONTESTO SFAVOREVOLE: PESANO SPAGNA E SUDAMERICA. L'Ebitda (margine operativo lordo) del primo semestre 2014 è pari a 7.878 milioni (-3,3%). A pesare sono in particolare il decremento dei risultati delle divisioni Iberia e America Latina ed energie rinnovabili (Enel Green Power), che hanno risentito degli effetti negativi derivanti da alcuni mutamenti regolatori in Spagna particolarmente penalizzanti per le società di generazione sia da fonte convenzionale che rinnovabile, e dall'effetto negativo dell'apprezzamento dell'euro nei confronti di alcune valute dei paesi in cui il gruppo opera. L'Ebit (risultato operativo) del primo semestre 2014 ammonta a 5.011 milioni di euro (-1,6%). Sull'indebitamento finanziario netto, che sale a 43.073 milioni contro i 39.706 milioni al 31 dicembre 2013, incide il fabbisogno connesso agli investimenti del periodo e al pagamento dei dividendi e delle imposte. Gli Investimenti effettuati nel primo semestre 2014 ammontano a 2.485 milioni di euro, con un incremento di 142 milioni di euro rispetto all'analogo periodo del 2013, particolarmente concentrato all'estero e nelle tecnologie rinnovabili. Per quanto riguarda infine la produzione, il gruppo Enel registra un calo dello 0,3%. VIA AL RIASSETTO IBERIA E AMERICA LATINA. Enel vara il riassetto delle attività in Iberia e America Latina che prevede una semplificazione della catena di controllo e una rifocalizzazione di Endesa, dalla quale è prevista la distribuzione di un dividendo straordinario. Sempre su Endesa, inoltre, Enel "intende anche valutare la possibilità di procedere, compatibilmente con le condizioni di mercato, ad altre eventuali operazioni sul mercato dei capitali al fine di valorizzare la sua partecipazione in Endesa e superare l'attuale situazione di limitata liquidità del titolo". Enel Energy Europe S.L., società di diritto spagnolo il cui capitale è interamente posseduto da Enel e che possiede a sua volta il 92,06% del capitale di Endesa, formulerà una proposta per l'acquisto della partecipazione del 60,62% posseduta direttamente e indirettamente da parte della stessa Endesa nel capitale della cilena Enersis, capofila delle attività in America Latina. In particolare, le partecipazioni oggetto di compravendita sono rappresentate da un 20,30% del capitale di Enersis posseduto direttamente da Endesa e dal 100% del capitale di Endesa Latinoamérica S.A., società che a sua volta possiede il 40,32% del capitale di Enersis.

IN VISTA DIVIDENDO STRAORDINARIO PER ENDESA. Si prevede che, unitamente a questa operazione di compravendita azionaria, sia sottoposta all'approvazione dell'Assemblea degli azionisti di Endesa la proposta di distribuzione di un dividendo straordinario in contanti, il cui pagamento sarà subordinato alla intervenuta esecuzione della compravendita stessa. L'ammontare di tale dividendo verrà determinato in misura almeno uguale al corrispettivo ricevuto da Endesa. Il Cda di Endesa ha quindi provveduto a nominare al proprio interno un comitato composto esclusivamente da amministratori indipendenti, con il compito di verificare che il progetto risponda all'interesse sociale di Endesa sotto il profilo economico-finanziario, giuridico e strategico, nonché di formulare al Consiglio di Amministrazione le proposte ritenute più opportune in merito al progetto medesimo. Il progetto dovrebbe concludersi nel corso dell'ultimo trimestre del 2014. LA 5 DIVISIONI, ECCO I NOMI DEI MANAGER. La ristrutturazione e la riorganizzazione del gruppo consentiranno di accelerare il processo di efficientamento e di rifocalizzazione delle scelte di investimento. In particolare, le cinque divisioni sono Infrastrutture e reti globale, affidata a Livio Gallo; generazione globale, affidata a Enrico Viale; global trading, affidata a Claudio Machetti; energie rinnovabili, affidata a Francesco Venturini; upstream gas, affidata a Marco Arcelli. LE 4 MACRO REGIONI. Le quattro regioni sono Italia, affidata a Carlo Tamburi; Iberia, ad Andrea Brentan; America Latina, a Ignacio Antonanzas Alvear; Europa dell'Est, a Luca D'Agnese. La riorganizzazione prevede anche l'istituzione di due funzioni globali di servizio (acquisti, affidata a Francesco Buresti, e Ict a Carlo Bozzoli) e di sette funzioni di holding (amministrazione, finanza e controllo, a Luigi Ferraris; risorse umane e organizzazione, Francesca Di Carlo; comunicazione, ad interim a Francesco Starace; affari legali e societari, a Francesco de Borja Acha Besga; audit, a Silvia Fiori; rapporti con l'Ue, a Simone Mori; innovazione e sostenibilità, a interim a Francesco Starace.

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