Economia 31 Luglio Lug 2014 1034 31 luglio 2014

Eni, l'utile sale del +7,9% a 1,96 miliardi

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La sede dell'Eni Eni chiude il primo semestre con un utile netto pari a 1,96 miliardi di euro (+7,9%), mentre quello adjusted è pari a 2,06 miliardi (+4,8%). Lo annuncia il gruppo petrolifero, che chiude il secondo trimestre con un utile in volo a 0,66 miliardi (+139%), mentre quello adjusted cresce del 50,7% a 0,87 miliardi. Nel secondo trimestre l'utile operativo adjusted è stato pari a 2,73 miliardi con un incremento del 39,3% rispetto al secondo trimestre 2013, peraltro penalizzato dalle perdite straordinarie di Saipem per 680 milioni (al netto di tale impatto, l'incremento si ridimensiona al 3,4%) ACCORDO TROVATO A GELA I risultati sono stati annunciati nel giorno in cui è stato trovato l'accordo su Gela. Il trimestre è caratterizzato dal notevole recupero nella performance di Gas & Power il cui utile operativo adjusted di 70 milioni si confronta con una perdita operativa di 424 milioni nel secondo trimestre 2013. Il miglioramento è determinato dai benefici economici delle rinegoziazioni di una parte sostanziale del portafoglio di approvvigionamento a lungo termine, «in un contesto tuttavia caratterizzato dal continuo deterioramento dei prezzi di vendita in Italia, debolezza della domanda e perdurante pressione competitiva». SAIPEM HA REGISTRATO UN UTILE A 165 MILIONI. Il settore Ingegneria & Costruzioni con la Saipem ha registrato l'utile operativo di 165 milioni rispetto alla perdita straordinaria di 680 milioni del secondo trimestre 2013. Tali variazioni positive sono state parzialmente compensate dalla contrazione del risultato in Exploration & Production (-428 milioni, pari a -12,6%) a causa della minore performance produttiva a seguito essenzialmente dei fattori geopolitici in Libia, dei maggiori ammortamenti determinati dagli avvii e messa a regime di giacimenti in produzione nel secondo semestre 2013 e dello sfavorevole scenario prezzi/cambi nel gas. DEBOLE IL REFINING & MARKETING Ancora molto debole il settore Refining & Marketing, che riporta maggiori perdite operative di 43 milioni (-24,4%) a causa dell'accentuata debolezza dello scenario di raffinazione e della domanda di carburanti. L'indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2014 è pari a 14,60 miliardi con una riduzione di 0,36 miliardi rispetto a fine 2013 che riflette il flusso di cassa netto da attività operativa di 5,74 miliardi.

Claudio Descalzi amministratore delegato Eni PROPOSTA DI DIVIDENDO A 0,56 EURO PER AZIONE. L'amministratore delegato dell'Eni Claudio Descalzi proporrà al cda del 17 settembre un acconto del dividendo pari a 0,56 euro per azione. Lo si legge nella nota sui conti. «Nel 2014 lo scenario di mercato è complessivamente peggiorato rispetto al 2013. In particolare, nel settore della raffinazione abbiamo vissuto a livello europeo un drastico calo dei margini, frutto dell'eccesso di capacità, che ci ha portato ad accelerare il piano di ristrutturazione dei nostri impianti. Malgrado il contesto negativo Eni ha conseguito un flusso di cassa in netta crescita grazie alle rinegoziazioni dei contratti gas di lungo termine i cui effetti consentono di anticipare il breakeven del settore G&P al 2014», lo ha affermato Descalzi nella nota sui conti. «Nell'upstream», prosegue Descalzi nella nota, «continuiamo a conseguire successi esplorativi di rilievo e, nonostante la complessità del contesto geopolitico, la nostra produzione di idrocarburi rimane stabile. Abbiamo poi varato una nuova struttura organizzativa compatta che ci consente, tra gli altri benefici, un funzionamento rapido e sinergico. Alla luce delle azioni messe in campo, proporrò al CdA del 17 settembre un acconto dividendo di 0,56 euro per azione». PESA L'INCERTEZZA EUROPEA E LE ECONOMIE EMERGENTI. Quanto all'evoluzione prevedibile della gestione, secondo l'Eni l'outlook 2014 è caratterizzato da un moderato rafforzamento della ripresa economica globale sulla quale tuttavia pesano le incertezze dovute alla debole crescita in Europa e ai rischi delle economie emergenti. Il prezzo del petrolio è previsto rimanere su valori sostenuti per effetto dell'accresciuto rischio geopolitico e dei conseguenti problemi produttivi in alcuni importanti Paesi, in un quadro di bilanciamento della domanda e dell'offerta di greggio. Lo scenario competitivo rimarrà sfidante a causa del perdurare dei deboli fondamentali nelle industrie europee del gas, della raffinazione e della chimica. In questi settori il management non prevede alcun apprezzabile recupero della domanda, mentre la concorrenza e l'eccesso di offerta/capacità eserciteranno una forte pressione sui margini. Il management conferma quindi le strategie mirate al progressivo riequilibrio economico e finanziario nei settori G&P, R&M e nella chimica grazie al contenimento dei costi, la rinegoziazione dei contratti gas di lungo termine, le ristrutturazioni/riconversioni di capacità e l'innovazione commerciale e di prodotto. PRODUZIONE IDROCARBURI INVARIATA A 1,58 MILIONI DI BARILI. La produzione di idrocarburi da parte dell'Eni nel secondo trimestre è rimasta sostanzialmente invariata, a 1,58 milioni di barili al giorno. Lo si legge nella nota sui conti. Le vendite di gas risultano stabili nel trimestre, ma in calo del 6,9% nel semestre, a causa della debolezza dei consumi. La rinegoziazione dei contratti ha però portato nel secondo trimestre il settore Gas and power a un utile operativo adjusted di 70 milioni di euro, contro la perdita di 424 milioni dello stesso periodo del 2013. SCOPERTA GAS CONDENSATI NELL'OFFSHORE DEL GABON. Eni ha effettuato un'importante scoperta di gas e condensati nel prospetto esplorativo Nyonie Deep, situato nell'offshore del Gabon nel blocco esplorativo D4, a circa 13 chilometri dalla costa e 50 chilometri dalla capitale Libreville. Lo annuncia il gruppo petrolifero. La scoperta «secondo le stime preliminari risulta significativa, con un potenziale iniziale in posto stimato in circa 500 milioni di barili di olio equivalente».

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