NOVITÀ 31 Luglio Lug 2014 0800 31 luglio 2014

Olbia, autolavaggio sexy contro la crisi

Ira delle associazioni: messaggio pericoloso.

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Belle, sorridenti e soprattutto con la spugna, il sapone, la cera e il lucido sempre in mano. Sexy esperimento a Olbia.
Per attirare nuovi clienti al suo autolavaggio, Maurizio Gianni, titolare di un car wash, sabato 28 luglio si è servito di due modelle (una bionda e una mora).
«Non è il loro mestiere», ha confidato il titolare a La Stampa il 29 luglio. «Le ho pagate soltanto per far conoscere il mio nuovo autolavaggio».
LUNGA FILA DI CURIOSI. All'ingresso dell'impianto, a due passi dall'aeroporto Costa Smeralda, si è formata la fila appena in città si è sparsa la voce.
Decine di uomini corsi da Olbia e anche dai paesi vicini solo per assistere allo show delle due modelle alla prese con le spazzole e l'idropulitrice.
Con i lavori manuali loro hanno dimostrato poca dimestichezza. «Era soltanto uno show. E infatti chi ha prestato la sua auto non ha dovuto pagare. Non pensavo che questa mia idea suscitasse tutto questo scalpore. Non ho inventato nulla».

Il sexy car wash, in effetti, non è il primo. Nel Texas è una moda e in Italia c'è stato qualche caso che ha innescato subito roventi polemiche.
Mentre su Facebook si cercano già altre modelle disposte a fare una specie di lap dance sul cofano, si è creato il caso.
A gridare allo scandalo è stata 'Prospettiva Donna': «Un'associazione impegnata a contrastare la violenza di genere e che si batte per un società anche a misura di donna non può che condannare queste iniziative», ha tuonato il presiente, Patrizia Desole.
CONTRO LA MERCIFICAZIONE DEL CORPO. «Questo tipo di pubblicità è lesivo della dignità delle donne e produce stereotipi che incoraggiano la mercificazione del loro corpo, proprio questi stereotipi sono alla base della diffusione della cultura della violenza e della disparità tra i generi». Secca la risposta delle modelle: «Questo è soltanto il nostro lavoro».

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