Economia 31 Luglio Lug 2014 0933 31 luglio 2014

Rottapharm passa a Meda per 2,27 mld

  • ...

Da sinistra, Luca Rovati, Lugi Rovati e Lucio Rovati che controllano la Rottapharm. La famiglia Rovati cede Rottapharm agli svedesi di Meda per 21,2 miliardi di corone, pari a 2,27 miliardi di euro. Lo si legge in una nota in cui viene spiegato che al termine dell'operazione alla famiglia resterà una quota pari al 9% della società svedese. Unico advisor nell'operazione di Meda è stato Rothschild. L'azienda svedese verserà alla famiglia Rovati 1,64 miliardi di euro in contanti, 357 milioni di euro attraverso il conferimento di 30 milioni di azioni proprie, pari al 9% del capitale e completerà il pagamento a gennaio 2017 con altri 257 milioni in contanti. La nuova entità - spiega la nota diffusa dal gruppo svedese - crea un aggregato con ricavi pro forma 2013 di 1,9 miliardi di euro ed un margine operativo lordo di 0,5 miliardi e conta di espandersi nei Paesi emergenti con un incremento delle vendite pari a circa il 50% a 3 miliardi di corone e sinergie sui costi per circa 900 milioni di corone all'anno a partire dal 2016. BLOCCATA LA QUOTAZIONE IN BORSA FISSATA IL 10 LUGLIO. Rottapharm ha preferito la vendita al mercato e ritira l’offerta che avrebbe dovuto portarla in Borsa. Il 10 luglio avrebbe dovuto chiudere l’Ipo che avrebbe dovuto portare a Piazza Affari la nuova matricola con un flottante tra il 25% e il 34,5% del capitale, con una valorizzazione della società tra gli 1,45 e gli 1,8 miliardi. Ma l’operazione si è chiusa con un nulla di fatto. «Non si sono verificate le condizioni per un’operazione che rispecchi oggi il valore intrinseco della società anche alla luce della sfavorevole situazione del mercato mobiliare domestico ed internazionale» ha scritto in una nota al mercato la società. SFUMATO ANCHE L'ACCORDO CON AVISTA. La famiglia Rovati ha deciso di interrompere i negoziati per una partnership con gli operatori di private equity Avista e Clessidra a causa di divergenze sulla governance. «Abbiamo deciso di interrompere le trattative, alla luce di differenze non conciliabili sui temi di governance», furono le parole di Luca Rovati, amministratore delegato del gruppo farmaceutico.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso