Carlo Messina 140801153232
FINANZA 1 Agosto Ago 2014 1301 01 agosto 2014

Banca Intesa, i ricavi aumentano del 4,7%

L'istituto ha chiuso il semestre con 720 mln di euro di utile netto.

  • ...

Il Ceo di Banca Intesa, Carlo Messina.

Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre 2014 con un utile netto di 720 milioni di euro, di cui 217 milioni nel secondo trimestre. I ricavi sono saliti del 4,7%, a quota 8,565 miliardi. La banca ha inoltre «accantonato 500 milioni di euro da distribuire in dividendi». Lo ha dichiarato il Ceo della banca, Carlo Messina, commentando i conti dell'istituto.
CRESCITA DEI RICAVI. Intesa Sanpaolo, secondo Messina, «ha chiuso il primo semestre con risultati di qualità elevata, tra i migliori in Europa in termini di crescita dei ricavi. Siamo nelle migliori condizioni per uscire vincenti dall'impegnativo passaggio costituito dall'asset quality review e dagli stress test». La redditività della banca ha mostrato una «significativa crescita: nonostante il forte impatto fiscale non ricorrente, gli interessi netti sono in aumento e le commissioni nette hanno fatto registrare il miglior risultato dal 2007».
UTILE NETTO A 1,2 MILIARDI DI EURO. In particolare, ha spiegato Messina, «l'utile netto ammonta a quasi 1,2 miliardi di euro nel primo semestre 2014», se si esclude l'aumento retroattivo della tassazione (dal 12% al 26%) della plusvalenza registrata nel 2013 dopo la rivalutazione della quota detenuta in Banca d'Italia. In deciso miglioramento il risultato della gestione operativa, che nel semestre considerato ammonta a 4,434 miliardi, +8,1% rispetto al quello precedente.
ATTENZIONE AL CONTROLLO DEI COSTI . «La continua attenzione al controllo dei costi», ha proseguito Messina, «ha reso possibile un ulteriore miglioramento del cost-income, già collocato a livelli di eccellenza. Se il flusso dei nuovi crediti deteriorati è in calo, così come sono in riduzione gli accantonamenti, le coperture sono state ulteriormente rafforzate». A fine giugno, il complesso dei crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo (in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 32,18 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto ai 30,987 miliardi di fine 2013.
«LIQUIDITÀ ECCEDE BASILEA III». «La nostra solidità patrimoniale», ha concluso il manager, «è stata ulteriormente rafforzata e ci pone ai vertici nel confronto europeo, con un livello di leverage volutamente basso e una liquidità che eccede abbondantemente i requisiti di Basilea III al 2018».
BANCA IMI: 137 MILIARDI DI TOTALE ATTIVO. Banca Imi, che fa parte del gruppo Intesa Sanpaolo, ha chiuso il semestre con un risultato netto consolidato di 353 milioni, in crescita del 30,5% rispetto al 2013. La banca ha registrato un risultato della gestione operativa di 651,3 milioni (+26,4%), che ha portato il coefficiente cost-income al 22,2%, in calo dal 24,8% di un anno fa. Il totale attivo di bilancio si mostra in flessione, a 137 miliardi di euro dai 138 miliardi di fine dicembre, per la diminuzione, nel secondo trimestre, degli investimenti in titoli di debito e depositi interbancari. I requisiti patrimoniali di Banca Imi, calcolati con le nuove regole di Basilea 3, registrano un Total capital ratio al 12,37%, livello significativamente superiore al minimo richiesto.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso