Economia 1 Agosto Ago 2014 1025 01 agosto 2014

Carte di credito: 4 modi per battere i ladri

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Secondo i dati diffusi dal colosso delle carte di credito, Visa, nel 2012 (si tratta dei dati più aggiornati disponibili fino ad ora) il 32,8% dei pagamenti mondiali è avvenuto attraverso carte di pagamento elettronico. Pochi contanti in tasca e una o più carte di credito nel portafoglio. È la dotazione tipo di molti italiani che si apprestano a trascorrere le vacanze d'agosto, in qualche località di villeggiatura italiana o straniera. Tuttavia,  anche l'uso del denaro elettronico, che è considerato la forma più sicura quando si viaggia, presenta qualche insidia che non va sottovalutata. Il rischio di perderle, di vederle clonate da qualche malvivente professionista o di subire un furto è sempre dietro l'angolo e può creare parecchi grattacapi, soprattutto quando si è lontani da casa. Economiaweb.it ha preparato una guida utile per proteggersi da questi inconvenienti, che possono rovinare le tanto agognate ferie estive. 1. NUMERI UTILI A PORTATA DI MANO: ALL'ESTERO SONO DIVERSI Innanzitutto, occorre seguire qualche semplice accorgimento di buon senso, che mette al riparo dagli imprevisti.  Primo: è bene  portare con sé più di una carta, compresa una prepagata ricaricabile di riserva, tenendole separate l'una dall'altra. Secondo: occorre avere sempre a portata di mano i numeri di emergenza per bloccare la credit card. In caso di furto o smarrimento, l'operazione di blocco è infatti la prima cosa da fare e deve precedere persino la denuncia alle autorità di polizia. A questo proposito, va ricordato che gli emittenti delle carte hanno di solito almeno due recapiti telefonici d'emergenza, uno per le chiamate dall'Italia e un altro per l'estero. Alcuni circuiti come Visa hanno invece diversi numeri da contattare, a seconda del paese in cui si trova il titolare della credit card. Terza e semplice avvertenza, consigliata dagli stessi emittenti: ricordarsi sempre di firmare con una penna a sfera il retro la carta (qualcuno si dimentica di farlo) affinché i negozianti che effettuano gli addebiti possano verificarne subito la corrispondenza con la firma apposta dal cliente sullo scontrino e scovare eventuali appropriazioni indebite. 2. ATTIVARE IL SERVIZIO DI ALERT VIA SMS: È GRATUITO Oltre alle raccomandazioni di base, ci sono poi altre precauzioni utili per evitare truffe o raggiri. Non va dimenticato infatti che ormai tutti gli emittenti di carte di credito offrono gratuitamente un servizio di alert via mail o sms. Ogni volta che sulla carta viene registrato un addebito superiore a un certo importo, in genere sopra i 50 euro, sul telefonino del titolare e nella sua casella di posta elettronica arriva  un messaggio di avviso, che notifica l'avvenuta operazione. Se arriva il segnale  una transazione non riconosciuta, dunque, si può bloccare  immediatamente la carta o chiamare il call center dell'emittente, per chiedere chiarimenti.

La ricevuta della carta di credito è da controllare da cima a fondo prima di mettere la firma. 3. NEI NEGOZI E AL RISTORANTE: CONTROLLARE TUTTI GLI SPAZI DELLA RICEVUTA Altre avvertenze importanti vanno seguite  quando si paga nei negozi o al ristorante. Gli emittenti delle carte di credito consigliano innanzitutto di verificare che l'importo indicato sulla ricevuta di acquisto sia quello corretto e che corrisponda al totale realmente addebitato. A prima vista, può sembrare una raccomandazione banale ma, secondo i gestori dei circuiti di pagamento, non sono rari i casi contestazioni per incassi gonfiati dagli esercenti. Nei ristoranti di alcuni paesi stranieri, per esempio, sullo scontrino è riportato soltanto il subtotale della spesa e viene lasciato un apposito spazio bianco, da compilare a penna, in cui il cliente può aggiungere l'importo  la mancia da dare al cameriere. In questo caso, prima di firmare la ricevuta, è bene scrivere sempre anche l'ammontare finale della transazione (con o senza mancia) per evitare “taroccamenti” o errori nei conti da parte del ristoratore. Negli sportelli automatici che permettono i pagamenti self service con la carta di credito (per esempio nei distributori di benzina o nei parcheggi) bisogna non dimenticarsi mai di ritirare la ricevuta. Se quest'ultima finisce in possesso di qualche truffatore professionista, infatti, c'è il rischio che gli estremi della carta vengono poi utilizzati per effettuare delle clonazioni o per fare acquisti su internet. In ogni caso, la ricevuta va conservata fino all'arrivo del successivo estratto conto mensile. Da quel momento in poi, il titolare della carta ha 60 giorni di tempo per sporgere un eventuale reclamo alla società che ha emesso la carta. 4. PROTETTI DALLA LEGGE: CONOSCERE I PROPRI DIRITTI Se usare tutte le precauzioni consigliate non è stato sufficiente a evitare disguidi nell'uso della carta di credito, va ricordato anche che esistono alcune leggi a difesa del consumatore, per proteggerlo dalle conseguenze delle frodi. Prima di tutto, in caso di addebiti illeciti sulla carta avvenuti prima che sia bloccata, la spesa massima a carico del  titolare è di 150 euro, a meno che la banca non dimostri che vi è stato un comportamento doloso o una colpa grave da parte del cliente, nella custodia e nel buon uso della carta stessa. A prevederlo è una raccomandazione europea di 17 anni fa (la numero 489 del 1997) che tuttavia (essendo appunto una semplice raccomandazione) non è vincolante dal punto di vista giuridico. Anche se molti istituti la seguono, in teoria non sono obbligati a farlo. In Italia, però, esiste anche un'altra norma a difesa di chi utilizza il “denaro di plastica”. Si tratta dell'articolo 56 del codice del consumo, che stabilisce il diritto per ogni titolare delle credit card a vedersi restituiti eventuali addebiti fraudolenti, avvenuti in seguito a furti, clonazioni e a raggiri di altro genere. In questo caso, l'onere della prova spetta però al cliente, che deve dimostrare la natura illecita dell'addebito e di aver usato la carta sempre correttamente. Purtroppo, spesso non è facile riuscirci.

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