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PARTECIPATE 1 Agosto Ago 2014 1540 01 agosto 2014

Finmeccanica, Moretti illustra i piani

L'ad annuncia la vendita di Fata.

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Mauro Moretti.

Come sarà il nuovo corso di Finmeccanica sotto la guida di Mauro Moretti è ancora presto per dirlo. Il piano industriale verrà presentato entro dicembre.
Ma il primo agosto, illustrando i risultati della semestrale agli analisiti, l'amministratore delegato ha dato già alcune significative indicazioni su quale sia la direzione verso cui intende far muovere la holding per rilanciare le attività e incrementare ordini e profitti.
NON CORE IN VENDITA. La strategia è quella avviata da Giuseppe Orsi e proseguita sotto la gestione di Alessandro Pansa: separare le attività core da quelle considerate non core, valutare per queste ultime tutte le opzioni di vendita o di joint venture e deconsolidare il perimetro industriale del gruppo.
Perché la holding è diventata un conglomerato impossibile da gestire senza una razionalizzazione. Ha troppi settori di attività e non «ha abbastanza risorse per investire in tutti», ha spiegato l'ad in conference call, è necessario «decidere dove, come, quando investire».
AEROSPAZIO E DIFESA. Il nostro «core business è l'aerospazio e difesa», ha chiarito Moretti anticipando poi alcune notizie sul destino di tre controllate: Ansaldo Breda, Fata e Drs.
Per l'azienda di trasporti la cessione è nelle cose, ma le scelte verranno fatte «in concreto sulla base delle offerte reali che arriveranno» a fine agosto, ha detto l'ad, quando è prevista l'apertura della data room.
La due diligence (verifica contabile) su Breda infatti si è conclusa il 31 luglio, ma i «due gruppi» che sarebbero interessati all'affare «hanno chiesto ancora un mese di tempo» per presentare le offerte.
MIRE SU ANSALDO STS. Secondo indiscrezioni riportate dal Dealreporter e dal Sole 24 ore, la prima, che comprenderebbe anche Ansaldo Sts, un piccolo gioiellino dei sistemi di segnalamento, potrebbe arrivare dal consorzio cinese formato da China Cnr e Insigma.
Ma per la società ferroviaria, che pesa come un macigno sui conti del gruppo - il 2013 è stato chiuso con un rosso di 525 milioni di euro e un patrimonio netto negativo per 124 milioni - ci sarebbe l'interesse anche dei giappponesi di Hitachi e dei canadesi di Bombardier.

In vendita la Fata di Moncada

Ansaldo Breda ha chiuso il 2013 con un risultato netto positivo per 74 milioni di euro.

Intanto Moretti ha annunciato la dismissione di un'altra controllata del Gruppo, Fata, azienda che opera nel settore della progettazione e realizzazione di impianti industriali e alla cui presidenza siede il potente Ignazio Moncada. La società non è stata un buon affare per la holding negli ultimi anni: secondo i dati Cerved ha chiuso in perdita con un rosso che è passato dai 3.831.000 euro del 2010 ai 1.809.000 del 2011 e ai 1.671.000 del 2012.
«Abbiamo deciso di metterla in vendita», ha confermato l'ad agli analisti, sottolineando che la decisione è già stata ratificata dal consiglio di amministrazione.
SUL TAVOLO DOSSIER DRS. Il terzo dossier che sarà affrontato in tempi brevi dal nuovo management è quello relativo a Drs, la società americana che si occupa di sistemi elettronici per la Difesa, tra i principali fornitori del Pentagono, che Finmeccanica acquistò nel 2008 per 5,2 miliardi di dollari.
«Non è esclusa al momento ogni opportunità», ha detto Moretti, lasciando intendere che anche l'opzione vendita resta sul tavolo. «È sicuramente una buona opportunità avere una società del gruppo negli Stati Uniti» ma «solo se c'è redditività».
SEMESTRALE POSITIVA. Nonostante i segnali positivi che sono arrivati dalla prima semestrale soprattutto sul fronte degli ordini - +43%, con un portafoglio a 37,6 miliardi (+2,2% rispetto a fine 2013) - l'amministratore delegato non ha però nascosto che serviranno «cambiamenti radicali, dove e quando saranno necessari» per «raggiungere gli obiettivi» e che verranno fatti «senza esitazioni».
Alcuni di questi però si annunciano di non facile realizzazione. Su tutti, l'eventuale dismissione del settore civile-ferroviario per la quale già i precedenti capoazienda avevano dovuto scontare la contrarietà di politica (sopratutto a sinistra) e sindacati, che chiedono da tempo al governo un piano dei trasporti in grando di rilanciare l'intero settore e consentire dunque anche alla holding di piazza Montegrappa di non «svendere importanti asset industriali».
Forse anche per questo, durante la conference call, un analista ha chiesto a Moretti se avrà la libertà necessaria per fare le scelte giuste avendo alle spalle un azionista pubblico. Una domanda alla quale l'ex capo di Ferrovie ha risposto così: «Avrò la libertà che riuscirò a conquistare, ma sono abituato a lavorare in autonomia e sono sicuro che avrò tutta l'autonomia che serve».

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