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VACANZE 1 Agosto Ago 2014 1138 01 agosto 2014

Spiagge in crisi: forte calo delle presenze

Gli stabilimenti si svuotano: -70%.

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Crisi degli stabilimenti balneari: presenze calate del 70% rispetto al 2013.

I soldi mancano, il sole latita. E gli stabilimenti balneari registrano cali record delle presenze fino al 70% rispetto al 2013.
A lanciare l'allarme il Sindacato italiano balneari, che stima 400 milioni di euro persi e 50 mila lavoratori giornalieri a casa.
CAMPANIA E MARCHE LE PEGGIORI. Il profondo rosso delle spiagge non ha risparmiato nessuna regione. Le situazioni più critiche si sono registrate in Campania (-40% a giugno e -70% a luglio) e Marche (-35% e -60%), Liguria e Toscana. Unica nota positiva il ritorno dei turisti stranieri sui litorali del Friuli Venezia Giulia e Veneto, che hanno registrato comunque a luglio cali del 40% e del 15%.
Male anche Abruzzo con cali del 40% e Lazio del 30%. Il Sud è stato meno condizionato da piogge e temporali, ma il segno negativo, anche se più modesto, è rimasto ugualmente. Anche a giugno tutte le regioni hanno presentato il segno meno dal 10% al 40%
«CRISI COLPISCE TUTTA LA FILIERA». La débâcle», ha spiegato Riccardo Borgo, presidente del Sindacato italiano balneari, «colpisce tutta la filiera del turismo: meno clienti al mare si traduce in ristoranti con tavoli vuoti, alberghi che devono fare i conti con camere libere, negozi con merce invenduta, ma anche personale giornaliero a chiamata (come bagnini, camerieri, aiutanti in cucina, addetti alle pulizie, parcheggiatori, animatori) che è rimasto a casa in quanto le giornate di maggior richiesta, come i weekend, sono stati funestanti costantemente da pioggia, vento e basse temperature».
SCONTI NON BATTONO MALTEMPO. La crisi economica ha influito molto pesantemente sulle vacanze al mare, tanto che i turisti sono abituati a cercare offerte e promozioni per il lettino e l'ombrellone (3x2, ombrelli e cabine condivise, metà prezzo a chi arriva alle 14), ma condizioni meteo così sfavorevoli a giugno e, soprattutto, a luglio era da tempo che non si verificavano.
«Anche i meteorologi», ha spiegato Borgo, «non ci hanno dato una mano a causa di previsioni spesso approssimative o, addirittura, totalmente sbagliate».
BOOM AGOSTO POTREBBE NON BASTARE. In alcune località turistiche la diminuzione delle presenze è stata tale da compromettere seriamente l'economia delle imprese balneari e il sindacato ha chiesto che questo risultato, assolutamente non prevedibile, sia tenuto in seria considerazione ai fini della fiscalità sia locale che nazionale.
«Non ci resta che confidare in agosto, ha concluso Borgo, «se è vero che continua ad essere il mese preferito dagli italiani per le vacanze e se anche madre natura fosse dalla nostra parte, questo connubio potrebbe, almeno, limitare le perdite della stagione estiva 2014, che in ogni caso si chiuderà con un pesante passivo».

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