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INCHIESTA 4 Agosto Ago 2014 1550 04 agosto 2014

Anziani e sanità: fuga all'estero per le cure low cost

Boom di Over 65 dai medici stranieri.

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Durante la crisi economica, le prestazioni del servizio sanitario sono diminuite.

Altro che cervelli in fuga. A scappare dall'Italia ora sono gli anziani. Ma se i giovani emigrano con la speranza di trovare un lavoro, gli Over 65 vanno in cerca di cure mediche. Low cost, ovviamente.
Un anziano su cinque, infatti, per far quadrare i conti a fine mese si vede costretto a rinunciare ai farmaci che non sono rimborsati dal sistema sanitario nazionale, ma pure alle visite dentistiche e a quelle oculistiche.
9 MLN IN POVERTÀ SANITARIA. A lanciare l'allarme è stato il dossier Nonni in fuga redatto da Fipac-Confesercenti, federazione italiana pensionati attività commerciali: secondo il report sono circa 9 milioni gli italiani che hanno rinunciato a curarsi e di questi ben 2 milioni sono anziani.
A confermare l'allarme è stato anche l'Istat, secondo cui la povertà sanitaria, ossia l'incapacità economica di curarsi, negli ultimi sette anni è più che raddoppiata.
LA FUGA PER LE CURE. Ecco allora che sempre più Over 65 hanno scelto di rivolgersi ai medici oltreconfine.
Sempre stando alle cifre comunicate da Fipac-Confesercenti, sono stati circa 400 mila pensionati quelli che sono stati costretti ad andare lontano dall'Italia per curarsi, un aumento del 20% rispetto al 2009.
Il motivo della fuga è sempre lo stesso: «La scarsa capacità di acquisto delle pensioni» che non permettono agli anziani di «pagarsi le cur necessarie e mantenere un adeguato livello di vita», come ha scritto il report.

Il crollo del potere di acquisto delle pensioni

Per l'Istat negli ultimi sette anni è raddoppiata l'incapacità economica di curarsi.

Confesercenti ha, infatti, rilevato che dal 2008 i pensionati hanno perso 1.419 euro di potere d'acquisto. Che tradotto significa oltre 118 euro al mese.
Secondo Nonni in fuga, poi, s'è scoperto che chi va all'estero per curarsi percepisce meno di 1.500 euro al mese: addirittura in 270 mila arrivano a stento a mille euro.
ESENZIONI INSUFFICIENTI. In Italia, tuttavia, gli anziani hanno diritto a esenzioni sul ticket per usufruire delle cure del sistema sanitario nazionale. Per esempio, gli Over 65 appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro, i titolari di pensioni sociali e i loro familiari a carico e i maggiori di 60 anni con pensioni minime e figli a carico godono dell'esenzione per motivi di reddito. Ma anche questi vantaggi sembrano non bastare.
SI RESTA SENZA FARMACI. Gli anziani, secondo il rapporto Istat sul welfare del 2014, con scarse risorse economiche dichiarano di star male o molto male nel 32% dei casi contro il 14,8% di chi possiede ottime o adeguate risorse economiche.
Il Censis ha poi svelato che il 28% degli anziani ha ridotto l'acquisto di farmaci pagati di tasca propria. E i numeri sono stati confermati dalla Fondazione banco farmaceutico, secondo cui il bisogno di farmaci «riguarda un numero crescente di italiani»: «Ci sono persone che non hanno neppure i soldi per comprare uno sciroppo».
SPESI 463 EURO PRO CAPITE. Sempre l'Istituto nazionale di statistica ha calcolato che attualmente in Italia si spendono 463 euro pro capite per curarsi. Ma si tratta di una cifra in costante calo: nel 2012 è stato speso il 2,8% in meno rispetto al 2011. E alla riduzione, secondo Confesercenti, non è corrisposto l'aumento di quella privata.
Il rapporto Oasi 2013 del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas) ha certificato che i piani di rientro hanno ridotto notevolmente la spesa sanitaria. In Italia la spesa pro capite, a parità di acquisto, è di 2.419 dollari, meno dei 3.318 della Germania, dei 3.133 della Francia e dei 2.747 del Regno Unito.

Dai dentisti all'estero: in Italia sono troppo costosi

Tra le principali cause di fuga all'estero, c'è la ricerca di dentisti a prezzi vantaggiosi.

Ma quali sono le cure più ricercate dagli Over 65 lontane dall'Italia? Le più gettonate sono quelle odontoiatriche. E non è un caso, visto che Fipac ha sentenziato che i dentisti italiani sono i secondi più costosi, dopo quelli dell'Inghilterra. L'Associazione nazionale dentisti (Andi) ha specificato che sono mezzo milione le famiglie che tra il 2007 e il 2012 hanno rinunciato a una seduta dallo specialista, anche in presenza di patologie serie, proprio per i costi delle cure.
VIAGGI VERSO L'EST. Così ci si affida soprattutto alle cure di medici di Croazia, Romania e Slovenia, come evidenziato dal dossier Nonni in fuga.
In Italia, infatti, in media gli interventi odontoiatrici vanno dai 6 agli 8 mila euro. Nei Paesi dell'Est, per le stesse cure si risparmia intorno al 50%, viaggio e alloggio compreso (dati Confesercenti).
TUTTI SODDISFATTI. La scelta di Paesi vicini al nostro non è casuale.
«Tanti anziani vanno in Croazia perché è vicina», spiega a Lettera43.it Carlo Garofalini, presidente dell'Associazione difesa consumatori (Adico), «ci sono anche autobus che partono da Padova, Venezia e Milano». E tutti sembrano soddisfatti: «Per ora non ci sono state lamentele per lavori fatti male».
Secondo Lino Busà, direttore generale di Fipac, non esistono associazioni che fanno da tramite tra Italia e Paesi dell'Est: gli Over 65 scoprono l'esistenza degli studi dentistici soprattutto grazie al passaparola.
DIMEZZATE LE SPESE. La lingua, poi, non è un problema. Diversi medici hanno sul web siti in italiano, francese e tedesco. E per conquistare clienti organizzano addirittura il viaggio, proponendo alloggi ai pazienti.
«Mia cugina di Padova mi ha suggerito di andare in Croazia», racconta la 62enne Gabriella che s'è affidata a uno studio medico vicino a Zagabria. «In Italia volevano 16 mila euro, là ne ho spesi 9 mila e mi sono pure pagata l'albergo». Nel complesso l'esperienza è stata positiva: «Parlavano italiano e sono stati molto cortesi».
Gli affari per i croati devono andare bene, visto che lo studio in cui è stata Gabriella vuole aprire una sede anche a Milano.

Chi resta in Italia può rivolgersi agli ambulatori sociali

In Italia esistono strutture destinate a chi non può permettersi le cure mediche.

Nonostante i costi contenuti, c'è sempre chi non riesce ad accedere neppure alle cure all'estero.
Secondo il rapporto di Fipac, c'è stato un aumento di italiani che si rivolgono ai poliambulatori sociali. Si tratta di strutture gestite da associazioni, ideate inizialmente per gli stranieri senza documenti che non possono accedere al servizio sanitario nazionale, ma poi diventate un aiuto anche per gli italiani.
In Italia i poliambulatori sociali sono sette: centro san Martino a Milano, comunità sant'Egidio a Roma, camper del Medu (medici per diritti umani) a Roma e Firenze, ambulatorio comboniani Roma, ambulatorio anteas Centocelle (Roma) e ambulatorio san Giorgio in Bosco a Padova.
PAZIENTI IN AUMENTO. Per esempio il centro Fratelli di San Francesco d'Assisi di Milano, nato nel 1999, ha una struttura sanitaria che offre servizi di medicina generale e cure odontoiatriche. Ma ha anche una farmacia. E dal 2012 al 2013 ha registrato un aumento del 30% di italiani che richiedono i servizi del poliambulatorio.
In un anno sono state fatte circa 43 mila visite. Inoltre il centro si occupa degli anziani anche dal punto di vista della prevenzione, attraverso tre servizi: telefonata amica, servizio di custodia sociale e consegna dei pasti. In tutto sono stati assistiti circa 2 mila anziani a Milano.
«Il problema», spiega Sara Sacchetta responsabile area anziani, «è che gli anziani che hanno bisogno d'aiuto li segnala il Comune di Milano, però molti restano esclusi, c'è una vasta zona grigia che non conosciamo e ha bisogno d'aiuto».
SOSTEGNO AGLI ANZIANI. «Per esempio nel nostro centro di accoglienza», racconta Roberta Resmini del centro san Francesco, «c'era un anziano di 80 anni che ha la pensione minima, magari non riesce a pagare l'affitto e quindi è stato sfrattato e si è trovato in mezzo a una strada. In questi casi il poliambulatorio è gratuito, altrimenti pagano solo i materiali, che è meno che il privato o del pubblico che ha code lunghe per la cura dei denti».
Chi può scappa. Per gli altri il disagio sanitario resta un problema senza soluzione.

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