Economia 4 Agosto Ago 2014 1730 04 agosto 2014

Banco Espirito Santo salvo con 4,4 mld

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La catena di controllo della banca è legata a Espirito Santo International, controllante il 100% di Rioforte, che detiene il 49% di Espirito Santo Group, il quale ha in mano il 25% di Banco Espirito Santo. Più del default dell'Argetina ha fatto il Banco Espirito Santo. Questa battuta è circolata spesso nelle sale operative nell'ultima settimana di luglio. Perché le turbolenze del primo istituto portoghese hanno condizionato i mercati europei, e il settore bancario in particolare, anche se non hai mai fatto davvero paura. La ragione? La lentezza con cui le autorità del Paese hanno deciso il suo salvataggio. Tanto che nella seduta di venerdì 1 agosto il titolo era stato sospeso in Borsa dopo un ribasso del 75% nella settimana dal 28 luglio al primo agosto che ha condizionato tutto il mercato. Per evitare che il contagio diventasse troppo importante, lo Stato portoghese ha impresso un'accelerata e ha deciso di salvare la banca con 4,4 miliardi di euro di capitale fresco. Lo ha annunciato nella serata del 3 agosto Carlos Costa, il governatore del Banco de Portugal, la banca centrale portoghese. VIA LIBERA DALLA COMMISSIONE EUROPEA Via libera dalla Commissione europea agli aiuti di stato per la banca portoghese in difficoltà Espirito Santo (BES). Il salvataggio è stato valutato in linea con le regole Ue. Secondo Bruxelles la soluzione trovata «è sufficiente a ripristinare la fiducia nella stabilità finanziaria del Paese e per garantire la continuità dei servizi, evitando potenziali effetti sistemici negativi» hanno sentenziato da Bruxelles. UNA BAD BANK PER LE ATTIVITÀ TOSSICHE Le attività tossiche di Banco Espirito Santo (Bes) è previsto che siano all'interno di una struttura di dismissione (bad bank), incaricata della liquidazione. Le attività sane, invece, sono state raggruppate in una nuova banca chiamata Novo Banco, controllato dal Fondo per la risoluzione delle banche portoghesi, creato nel 2012 su richiesta della troika Ue-Fmi-Bce per affrontare le crisi bancarie. Gli azionisti ed i creditori non privilegiati di Banco Espirito Santo (Bes) saranno chiamati ad «assumere le perdite» derivanti «da un'attività bancaria che non hanno controllato sufficientemente». Gli attuali azionisti dovranno gestire le attività tossiche della banca, inclusi i titoli di debito ad alto rischio del gruppo familiare Espirito Santo, che saranno allocati in una struttura di dismissione (bad bank). UNA MANOVRA PER EVITARE IL CONTAGIO, LA NUOVA BANCA PARTE CON 4,9 MLD DI CAPITALE Salvando la banca, messa in difficoltà dai problemi finanziari della famiglia Espirito Santo, il governo ha cercato di evitare che la crisi contaminasse l'intero settore finanziario del Portogallo, nonché d'Europa. «Era urgente adottare una soluzione per garantire la protezione dei depostiti ed assicurare la stabilità del sistema bancario», ha detto Carlos Costa, parlando di un rischio di cessazione dei pagamenti da parte di Bes che avrebbe messo in pericolo il sistema finanziario nazionale. Il nuovo istituto sarà dotato di un capitale sociale di 4,9 miliardi di euro, dei quali 4,4 saranno presi dal fondo di 12 miliardi stanziati per la ricapitalizzazione delle banche nell'ambito del piano di salvataggio del Portogallo; 500 milioni di euro saranno apportati dal Fondo per la risoluzione delle banche. La bad bank resta nelle mani degli azionisti, che rischiano di essere fortemente penalizzati. CON LE NUOVE REGOLE GLI AZIONISTI E I CREDITORI NON PRIVILEGIATI PAGANO In virtù delle nuove regole europee, gli azionisti ed i creditori non privilegiati sono chiamati per primi a mettere mano al portafoglio prima che una banca possa chiedere un aiuto di Stato. Il caso del Portogallo è il primo test delle nuove regole transitorie in vigore in attesa della costituzione nel 2016 dell'unione bancaria europea, che mirano ad evitare ai contribuenti di pagare per le banche.

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