Economia 4 Agosto Ago 2014 1017 04 agosto 2014

Elkann fa rotta sul Corriere della Sera

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Da sinistra Carlo Perrone e John Elkann John Elkann ha iniziato la sua corsa verso Rcs. La linea di partenza è stata tracciata a Torino e vede il traguardo in via Solferino a Milano, passando da Genova. Il primo passo è stato fatto ed è rappresentato dall'annuncio delle nozze tra l'Editrice La Stampa e la Sep, società che pubblica il quotidiano ligure Il Secolo XIX. La nuova società si chiama «Italiana Editrice» ed è partecipata da Fiat per il 77%, mentre la famiglia Perrone avrà il restante 23%, di conseguenza nel board Elkann ha la presidenza, mentre Carlo Perrone è vice. Una notizia che si fa notare non solo perché dà vita al nuovopolo dell'informazione cartacea e digitale nel Nord-Ovest, ma anche per il suo tempismo, infatti l'annuncio dell'intesa tra Torino e Genova arriva esattamente 48 ore dopo l'addio di Ferruccio de Bortoli dalla poltrona di comando del Corriere della Sera. L'addio, fissato per la primavera del 2015 (qui l'articolo), è il frutto di un accordo stretto tra il direttore del Corriere e l'amministratore delegato di Rcs, Pietro Scott Jovane, da sempre manager di casa Agnelli. SFUMA L'IPOTESI DI CALABRESI ALLA GUIDA DEL CORRIERE. Nelle prossime settimane Elkann e Perrone stabiliranno il piano industriale e tutti gli aspetti redazionali e di contenuti nell'ottica di mantenere distinte le identità delle due testate. A guidare il progetto sarà il direttore de La Stampa , Mario Calabresi, sul quale Elkann ha deciso di puntare, come espresso chiaramente nella conferenza stampa dopo l'assemblea Fiat. Viene così a cadere la candidatura di Calabresi, ritenuta tra quelle in pole, a dirigere il Corriere della Sera per il dopo de Bortoli. Viene anche a cadere la possibilità che La Stampa si fonda con il quotidiano milanese. A tirare il freno dovrebbe essere l'Antitrust. Infatti il presidente di Fiat, e primo socio di Rcs, ha aumentato ancora di più il suo peso nel campo editoriale. Il Lingotto è al 16% di Rcs, a cui si aggiunge il 77% di Italiana Editrice, senza dimenticare il 5% che la holding Exor possiede in Economist e la poltrona nel cda della NewsCorp del raider Rupert Murdoch in cui siede lo stesso Elkann a titolo personale.

Ferruccio de Bortoli CONTENIMENTO DEI COSTI E NUOVO PIANO. Per Elkann si chiudono diversi cerchi. L'imprenditore-editore di casa Agnelli, che all'indomani dell'assemblea che ha scritto il primo capitolo di Fiat Chrysler Automobiles (e dopo aver benedetto la fusione di Ifi-Ifil in Exor, lo spin-off di Fiat e realizzato il sogno americano del nonno Gianni), ora può dedicarsi al progetto editoriale ispirato ai principi che ha già applicato al settore dell'automotive. Come è successo per Fca anche nei giornali l'obiettivo è unire le forze per poter cogliere nuove opportunità e contrastare i momenti di crisi «con alle spalle - come ha spiegato Elkann, parlando delle nozze tra editori - un'unica società più efficiente e più solida dal punto di vista economico e finanziario». Il che, significa, condivisione dei costi fissi e sinergie di scala con l'obiettivo di raggiungere più facilmente i punti di break-even». L'EDITORIA PUNTA SUL DIGITALE. Elkann promette un innovativo progetto imprenditoriale: «Con l'editore Perrone abbiamo molti punti in comune, ci uniscono una storia, anche familiare, ricca di riferimenti e di esperienze vissute, dei valori condivisi e soprattutto la volontà di assicurare un futuro sostenibile ai nostri giornali. Infatti, i modelli economici su cui si è basata l'attività editoriale fino a oggi, incontrano crescenti difficoltà: il calo delle copie vendute, la contrazione dei ricavi pubblicitari e la necessità di accompagnare l'attuale fase evolutiva con adeguati investimenti industriali, stanno mettendo a rischio l'equilibrio finanziario delle società editrici, che devono dunque impegnarsi per trovare nuove soluzioni». Secondo Perrone, «l'integrazione che caratterizzerà il nuovo gruppo costituirà la base per affrontare al meglio le future sfide di un mercato sempre più caratterizzato dallo sviluppo digitale». IL TOTO NOMINE PER IL CORRIERE. Due i quesiti che si pongono ora: chi succederà a de Bortoli al Corriere ? (si parla di Carlo Verdelli, insieme all'esperienza una garanzia per il digitale; l'attuale condirettore Luciano Fontana, e Antonio Polito, alla guida del Corriere del Mezzogiorno). Il parere dell'azionista forte Diego della Valle (9%) sarà, in proposito, centrale. Per una decisione bisognerà comunque attendere qualche mese. E poi il cda di Italiana Editrice. Sarà curioso vedere se Luca Cordero di Montezemolo, amministratore de La Stampa ed escluso a sorpresa dal futuro board di Fca, troverà posto anche nel nuovo gruppo editoriale. I rapporti tra il presidente di Ferrari e la galassia Fiat non sono più quelli di una volta.

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