Economia 5 Agosto Ago 2014 1005 05 agosto 2014

Alitalia, ultimi nodi su ruolo di Poste

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Francesco Caio Ore di lavoro febbrile per preparare il terreno per lo sbarco a Roma, atteso per martedì 5 agosto, del ceo di Etihad James Hogan. I dettagli dell'operazione tra Alitalia e la compagnia degli Emirati, che costa a soci e banche un sacrificio di quasi 900 milioni ma vale un investimento complessivo da Abu Dhabi di circa 1,2 miliardi, vengono passati in queste ore sotto la lente di ingrandimento di tecnici e legali per evitare sorprese dell'ultimo minuto. Il tempo infatti stringe per arrivare pronti all'appuntamento di venerdì, quando è attesa la firma del contratto, che potrebbe essere annunciata in pompa magna con una conferenza stampa. I soci di Alitalia e i vertici della compagnia sono stati ricevuti al Ministero dell'economia, e torneranno il 5 agosto, per fare il punto sulla trattativa e limare gli ultimi dettagli dell'intera operazione. Seguirà l'incontro con Hogan, che successivamente dovrebbe incontrare anche il Governo, oltre ad altri degli attori coinvolti nell'operazione. IL RUOLO DI POSTE ANCORA DA CHIARIRE. Tra i soci di Alitalia-Cai, fra i quali serpeggiava ancora nervosismo dopo l'incontro al Tesoro, resterebbero ancora da sciogliere i nodi legati soprattutto al ruolo di Poste, alla sua partecipazione alla mid-co e al cosiddetto 'bridge to equity', cioè la ristrutturazione di parte del debito con una conversione, appunto, in equity. Sul ruolo della società guidata da Francesco Caio avrebbe chiesto chiarimento la stessa Etihad. La soluzione individuata in extremis per accontentare le richieste di Poste e garantire l'efficacia dell'aumento di capitale, prevede che la società pubblica sborserà più della propria quota (19,48%), complessivamente 75 milioni, alzando la posta di 5 milioni, ma il proprio investimento (grazie appunto al veicolo intermedio della mid-company, una sorta di società cuscinetto tra la old Alitalia e la nuova Alitalia-Etihad) non verrà intaccato per coprire eventuali perdite superiori alle previsioni e contenziosi e andrà a costituire capitale nella newco, accanto ai 560 milioni che verserà Etihad (che avrà una quota del 49%). VENERDI 8 AGOSTO SI VOTA AUMENTO DI CAPITALE. Un altro importante tassello del puzzle verrà sistemato venerdì 8 agosto quando i soci in assemblea voteranno l'aumento di capitale da complessivi 300 milioni, per dare ad Alitalia l'ossigeno necessario ad arrivare fino al closing dell'operazione, in autunno. Un impegno finanziario che arriva ad appena otto mesi dall'ultimo aumento di capitale (a dicembre i soci tirarono fuori altri 300 milioni) e che va ad aggiungersi alla rinegoziazione di 565 milioni di debito accettata dalle banche creditrici. CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER ESUBERI. Si va verso una definizione anche della trattativa con i sindacati. L'azienda li ha convocati il 5 agosto per esaminare e chiudere la procedura di mobilità aperta il 31 luglio per 2.171 dipendenti dell'ex compagnia di bandiera e dell'AirOne: il confronto dovrebbe chiudersi con la firma di un verbale di mancato accordo, visto il no della Filt Cgil all'accordo quadro del 12 luglio. Intanto cresce la preoccupazione dei lavoratori per gli esuberi: oggi all'aeroporto di Fiumicino si è svolta la prima assemblea spontanea dei lavoratori Alitalia e altre assemblee di lavoratori o iniziative sindacali potrebbero esserci nei prossimi giorni.

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