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SPIN DOCTOR 6 Agosto Ago 2014 0000 06 agosto 2014

Usa, la grande finanza e i soldi alla politica

I big spender hanno sborsato quasi 4 mld di dollari ai partiti americani.

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Wall street.

Un fiume di denaro versato a deputati e senatori democratici e repubblicani per riabilitare, con norme e dichiarazioni, la grande finanza colpita dalla crisi e da un crollo della reputazione mai visto prima a Wall Street.
Dal 2008 a oggi banche, fondi, assicurazioni e imprese finanziarie hanno pagato quasi 4 miliardi di dollari per orientare le posizioni politiche, cercare di fermare o indebolire azioni critiche o ritenute eccessivamente orientate verso i risparmiatori e per riabilitare il settore accusato di essere stato la miccia della crisi globale.
Solo negli ultimi 18 mesi sono stati spesi circa 1,5 milioni di dollari al giorno.
LA FINANZA E I CONTRIBUTI ALLA POLITICA. «Il settore finanziario è la più grande fonte di contributi alle campagne dei candidati e ai partiti e una delle industrie che più spendono in lobbying», si commenta nel dettagliato rapporto Wall Street Money in Washington pubblicato qualche giorno fa dall’American for financial reform, coalizione apartitica e no-profit composta da oltre 200 gruppi che difendono i diritti civili e la finanza etica.
Il rapporto, che è stato possibile elaborare grazie alla trasparenza che le regole della Lobby Usa, impongono ai soggetti che finanziano campagne e candidati politici, non comprende però gli investimenti in comunicazione, pubblicità, ricerche, azioni legali, veri e propri strumenti dell’attività di lobbying.
SOLDI ANCHE AL SETTORE SALUTE. I. Nelle ultime elezioni i repubblicani hanno raccolto il 62% dei contributi del settore finanziario, mentre i democratici, meno aperti alle istanze di banche e fondi, si sono accontentati del 38%.
Nella lobby l’industria della finanza si colloca al terzo posto per finanziamenti dopo il settore salute e quello «business vari», che comprende le associazioni del commercio, tra cui le Camere di commercio, attive comunque nella difesa delle istanze delle imprese finanziarie.
Nel 2013 erano registrati all’Albo dei lobbisti 2.269 iscritti nel cosiddetto settore Fire (Finance, Insurance, Real estate).
Tra i big spender tanti marchi noti della finanza internazionale.
Molto sorprendente, a un occhio europeo, trovare al primo posto, e di gran lunga il maggiore investitore, l’associazione degli agenti immobiliari.

  • National Association of Realtors$51,402,538

  • American Bankers Association$12,385,850

  • Prudential Financial$9,913,277

  • American Council of Life Insurers$9,409,450

  • Wells Fargo$9,199,912

  • Credit Union National Association$8,938,250

  • Citigroup$8,278,264

  • MetLife$8,243,416

  • JPMorgan Chase$8,241,610

  • Investment Company Institute$7,783,318

  • Securities Industry & Financial Market Association$7,613,300

  • Goldman Sachs$7,504,026

  • Financial Services Roundtable$6,905,560

  • Independent Community Bankers of America$6,824,700

  • Morgan Stanley - $6,305,539

  • Bank of America - $5,609,312

  • Blackrock - $3,484,099

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