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MERCATI 6 Agosto Ago 2014 1925 06 agosto 2014

Borsa, il Pil affonda Piazza Affari: -2,70%

Pil a -0,2% sul secondo trimestre. Giù banche e Fiat.

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Un trader in Piazza Affari a Milano.

Il Pil crolla e la Borsa non fa altro che affondare in un altro mercoledì nero per l'economia italiana. L'Italia torna in recessione.
Una giornata da dimenticare per Piazza Affari gelata dalla stime preliminari dell'Istat sul Pil (-0,2% nel secondo trimestre).
Il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,7% a 19.509 punti, mentre lo spread risale toccando i 271 punti.
Sotto vendita soprattutto le banche con Bpm (-8,29%) maglia nera seguita da Bper (-6,6%), Mps (-5,94%) e Ubi (-5,38%).
In sofferenza anche Fiat (-5,5%): pesano le ipotesi di esercizio dei diritti di recesso sulla fusione con Chrysler, esercizio possibile dal 5 agosto per i prossimi 14 giorni.
BRUCIATI 12 MILIARDI DI EURO. Piazza Affari ha bruciato il 6 agosto12,81 miliardi di euro. È questo il dato calcolato in base al calo del 2,62% segnato dall'indice Ftse All Share che esprime l'andamento dell'intero listino azionario.
Sono in rosso anche Exor (-2,29%) e Cnh (-2,12%). Tra i pochi rialzi ci sono Ferragamo (+0,92%), Wdf (+1,2%), e Pirelli (+1,36%): quest'ultima maglia rosa all'indomani dei conti che hanno segnato un utile in rialo del 28,5%.
Fuori dal paniere principale in evidenza Interpump che, dopo aver diffuso i risultati semestrali (fatturato +21,6% e utile netto +30,7%), chiude a +4,80 per cento.
LO SPREAD SCHIZZA SOPRA I 170 PUNTI. Cattive notizie anche sul fronte dei titoli di Stato, con lo spread Btp-Bund che è tornato sopra i 170 punti, a quota 170,8. Il rendimento del decennale è salito sopra il 2,80%, superando livelli toccati l'ultima volta a inizio luglio.
A preoccupare i mercati del vecchio continente è soprattutto il contesto geopolitico ed in particolare le tensioni tra Russia e Ucraina, sempre sull'orlo di una ulteriore escalation. A colpire è anche la brusca frenata per gli ordinativi alle fabbriche in Germania: il dato di giugno, mese su mese, segna un calo del 3,2% (il peggiore da oltre due anni e mezzo) mentre le stime degli analisti vedevano in media un rialzo dello 0,9 per cento.
«ANDAMENTO MOLTO DELUDENTE». Numeri che scuotono anche l'Italia con le stime sul Prodotto Interno lordo che certificano proprio la debolezza della domanda da fuori confine. Per Luca Mezzomo, responsabile macro and fixed income research del servizio studi di Intesa Sanpaolo, l'andamento del Pil italiano «è ancora molto deludente e smentisce ancora una volta le previsioni, che rimanevano marginalmente positive, nonché le indicazioni delle indagini congiunturali». Resta invece fiduciosa Unicredit. «Noi continuiamo a pensare che il Pil in Italia tornerà a una crescita positiva nella seconda parte dell'anno», ha affermato Chiara Corsa, Economist UniCredit Research, pur evidenziando che la stima dell'Istat e «più debole rispetto alle nostre aspettative».

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