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ZERO CRESCITA 6 Agosto Ago 2014 0739 06 agosto 2014

Padoan: «Riforme in fretta per uscire dalla recessione»

Il ministro: «Ce la faremo da soli. Deficit/Pil sotto il 3%».

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Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Inutile negare la realtà: i conti non tornano. Così, vista la certificata recessione tecnica (-0,2%) dei dati Istat sul Pil (perfino peggiori del previsto) Pier Carlo Padoan ha ammesso che «si stenta a uscire dalla crisi, ma ci sono segnali positivi che andranno apprezzandosi nei prossimi trimestri e anni».
Il ministro dell'Economia ha parlato in un'intervista in apertura di prima pagina al direttore del Sole 24 ore.
«L'ITALIA CE LA FA DA SOLA». Nessuna Troika, ha assicurato: «Il Paese deve riformarsi da solo e lo sta facendo, dobbiamo farlo ancora più in fretta».
«RIFORME STRUTTURALI CHIAVE». Le riforme strutturali insomma «sono la caratteristica fondamentale della strategia del governo».
Incluse quelle istituzionali, «anche perché hanno un impatto molto importante sul funzionamento dell'economia» per due ragioni: semplificazione del processo legislativo e certezza della durata dei governi.
Fattori importanti «per stabilizzare la fiducia e le aspettative di imprese, famiglie e investitori internazionali».
«DA EVITARE NUOVE TASSE». Di certo il 3% di deficit/Pil nel 2014, e anche nel 2015, «non sarà superato» e «non ci sarà bisogno di una manovra aggiuntiva», ha ribadito Padoan.
«Si possono fare tagli buoni e giusti e il governo farà di tutto per evitare l'applicazione di misure di salvaguardia come sono quelle dei tagli lineari o nuove tasse».
«LA TASI COL BONUS NON C'ENTRA». Sulla Tasi, «l'aumento è slegato da coperture del bonus Irpef, ha a che fare con politiche fiscali del governo precedente. Il governo non vuole utilizzare la Tasi per finanziare il bonus».
E la spending review? «È viva e vegeta, continua e viene introitata dal lavoro dei ministri», ha detto il titolare del Tesoro, esprimendo «massima stima e apprezzamento per il lavoro di Cottarelli».
«NON DELUDEREMO I MERCATI». Se «il processo di privatizzazioni va avanti», ha evidenziato Padoan, «la via maestra per ridurre il debito è una sola: la crescita».
Con una convinzione: «Io so, e i mercati sanno, che il Paese è fortemente orientato a sostenere la crescita, ci vorrà più tempo ma non li deluderemo».
In Europa «l'Italia, come presidente di turno, ha posto al centro dell'agenda crescita e occupazione. Tutti i Paesi hanno condiviso questa priorità».
«ALITALIA, SARÀ UNA SCELTA POSITIVA». Nell'intervista il ministro ha commentato il caso Alitalia: «Un accordo faticoso e laborioso, ma sono certo che sarà una scelta positiva per il Paese».
Quanto alla vicenda Telecom-Telefonica, «sono aziende private e quindi non entro nel merito. Bene l'interesse degli investitori cinesi».
La Cina, ha osservato, «vuole investire in Italia non con la logica del mordi e fuggi e ciò non mi pare poco. Questo mostra come sia possibile accrescere l'investimento nel nostro Paese».

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