Economia 6 Agosto Ago 2014 1815 06 agosto 2014

Piazza Affari crolla e chiude a -2,7%

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Piazza Affari Piazza Affari ha chiuso in rosso del 2,7%, ai minimi da febbraio, bruciati 12,81 miliardi di euro. EGli altri listini continentali hanno segnato ribassi poco sopra lo 0,5%. Sul mercato dei titoli di Stato BoT e BTp sotto pressione con il differenziale di rendimento tra titoli italiani e tedeschi che, dopo una mattinata relativamente stabile, ha registrato un'impennata fino a 170 punti (qui il grafico dello spread Bund-BTp). Le Borse europee nel finale di seduta limano le perdite con Parigi che segna un -0,4%, Londra -0,6% e Francoforte -0,54%. L'indice d'area Stoxx 600 cede poco sotto il punto percentuale. Anche Madrid dimezza la flessione (-0,9%) mentre Milano resta maglia nera (Ftse Mib -2,31% a 19.583 punti). A Piazza Affari le vendite continuano ad impegnare, tra i bancari, Bpm (-7,97%) e Mps (-5,07%). Resta sotto pressione, tra gli altri titoli, Fiat (-5,41%). In evidenza, invece, Pirelli (+1,73%). PESA IL DATO SUL PIL. Il deludente del Pil pone grossi interrogativi sulla sostenibilità del debito pubblico "monstre" che, secondo Morgan Stanley, a queste condizioni è destinato a crescere oltre il 135% del Pil entro quest'anno. Il dato del Pil italiano arriva dopo una mattinata ad alta tensione segnata da altri dati negativi: quelli sugli ordinativi dell'industria tedesca che a giugno hanno registrato una flessione mese su mese del 3,2 per cento. MALE I TITOLI BANCARI. A Piazza Affari soffre soprattutto il comparto bancario (qui il grafico dell'indice Ftse Italia Banche) il cui andamento è strettamente correlato alle quotazioni dei titoli di Stato di cui sono i principali detentori (ne hanno in portafoglio per 415 miliardi, un quarto del totale). Oltre ai bancari soffre poi il titolo Fiat su timori di esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti dopo il via libera alla fusione con Chrysler. TELECOM ITALIA SOTTO I RIFLETTORI. Sotto i riflettori Telecom Italia all'indomani di una seduta pesante segnata dalla notizia della possibile uscita dall'azionariato degli spagnoli di Telefonica. Più che sugli sviluppi del riassetto però oggi il mercato si è focalizzato sui conti semestrali pubblicati prima dell'apertura degli scambi. Conti che hanno certificato il ritorno all'utile della compagnia per la prima volta dal 2010. Nello specifico la prima metà dell'anno si è chiusa con un utile netto consolidato pari a 543 milioni di euro su un fatturato complessivo di 10 miliardi e 551 milioni. Numeri positivi anche se inferiori alle attese degli analisti: il consensus di S&P Capital IQ aveva fissato l'asticella degli utili a 709 milioni. Fatto che spiega in parte la performance deludente del titolo.  In controtendenza Pirelli & C che ha chiuso il primo semestre del 2014 con un utile netto di 192,1 milioni di euro, in crescita del 28,5% sullo stesso periodo del 2013 e oltre le attese degli analisti che si aspettavano profitti per 182 milioni.

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