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TRASPORTI 7 Agosto Ago 2014 1821 07 agosto 2014

Alitalia, certificati di malattia in massa: rischio paralisi

Disagi in vista nel giorno della firma con Etihad.

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Un aereo di Alitalia.

Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi aveva dato per imminente la firma dell'accordo tra Alitalia e Etihad, preannunciando la chiusura della trattativa per venerdì 8 agosto. Quella che doveva essere una giornata di festa, tuttavia, rischia di trasformarsi in un incubo per la compagnia italiana, alle prese con una pesante mobilitazione da parte dei dipendenti.
MALATTIA IN MASSA. Alitalia, infatti, «ha comunicato all'Autorità di garanzia per gli scioperi che, nel prossimo fine settimana, vi sarebbe l'altissimo rischio che gran parte del personale tecnico della compagnia, in servizio presso l'aeroporto di Fiumicino, possa astenersi in massa dal lavoro, presentando certificati medici». Un’altra mossa a sorpresa, dunque, che potrebbe paralizzare i servizi aeroportuali, in una protesta che va avanti dallo scorso 4 agosto, con il blocco del servizio di movimentazione bagagli presso l’aeroporto di Fiumicino.
«UN ATTENTATO AI CITTADINI». «Si tratterebbe di un vero e proprio 'attentato' ai diritti dei cittadini-utenti, in sfregio alla legge che disciplina l'esercizio del diritto di sciopero», ha spiegato il garante in una nota. «Non sarebbe, infatti, tollerabile», ha aggiunto, «che, al solo fine di aggirare norme perfettamente conosciute dai lavoratori (mi riferisco, in particolare, alle franchigie nel periodo estivo, le quali garantiscono a tutti la mobilità nel mese di agosto), si ricorresse a uno strumento potenzialmente fraudolento». «Al riguardo, si ricorda che esistono precedenti casi in cui l'Autorità di garanzia efficacemente intervenuta per sanzionare pesantemente queste anomale forme di protesta, non riconducibili alle fattispecie previste dalla legge 146 del 1990», ha proseguito l'Autorità, che ha ricordato infine che, «di fronte a un'eccezionale assenza per malattia, segnalerò ogni abuso alla procura della Repubblica per gli eventuali seguiti di competenza».

Lupi: «Una protesta non tollerabile»

Maurizio Lupi.

Durissimo anche l'intervento del ministro Lupi, per nulla intenzionato a tollerare una simile agitazione. «L'azione di domani potrebbe portare alla paralisi dello scalo di Fiumicino», ha dichiarato, «se tutto ciò fosse vero non sarebbe accettabile né tollerabile. Ho chiesto al ministro della Salute di attivarsi per provvedere a tutti i controlli del caso». Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, commentando l'allarme sui disagi Alitalia, ha scritto su Twitter: «Mutua di massa ad #Alitalia? Nel caso, verifica attenta su certificati e medici 'certificatori'? @bealorenzin».
BONANNI: «QUALCUNO SOFFIA SUL FUOCO». Da sottolineare, tra le tante reazioni, anche quella del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. «Molti stanno lavorando contro questa azienda nuova, c'è qualcuno che soffia sul fuoco, o che comunque gioca la carta dell'irresponsabilità: un sindacalismo fatto così non credo faccia gli interessi dei lavoratori né del Paese».
NUOVI DISAGI PER I VIAGGIATORI. Al di là di quanto potrebbe accadere nel week end, anche il quinto giorno dello «sciopero bianco» da parte degli addetti alle operazioni di handling di Alitalia è stato ancora segnato da ritardi nella partenza dei voli, e dal rallentamento nelle operazioni di carico e scarico e bagagli. E dire che da due giorni opera di rinforzo una task force di 200 unità messa a disposizione dalla società di gestione, Aeroporti di Roma, nonostante le operazioni di handling, come ribadito al presidente della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici, non rientrino nelle aree di propria competenza.
L'ENAC: «NON ROVINATE LE VACANZA AGLI ITALIANI». Proprio per questo, ancora prima dell'allarme annunciato dall'Autorità di garanzia era stato il presidente dell'Enac Vito Riggio ad auspicare in una nota ufficiale «duri provvedimenti a tutela dei passeggeri sia da parte di Alitalia sia, per quanto di competenza, da parte dello stesso Enac». «Rovinare le vacanze agli Italiani», ha aggiunto la nota di Riggio, «non ha niente a che fare con i principi del sindacalismo».

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