Economia 7 Agosto Ago 2014 1215 07 agosto 2014

Epolis, chiesto rinvio a giudizio per Grauso

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Niki Grauso La Procura di Cagliari ha chiesto 19 rinvii a giudizio in merito alle inchieste per bancarotta legate al fallimento dei giornali del gruppo Epolis e al crac della concessionaria pubblicitaria Publiepolis. Un fallimento complessivo di circa 130 milioni di euro che aveva fatto perdere il lavoro a un centinaio di giornalisti in tutta Italia. Fra gli indagati dal pm, Giangiacomo Pilia, compaiono anche l'ex editore Nicola Grauso e il successivo Alberto Rigotti.  Sono bastate poche settimane al pubblico ministero della Procura di Cagliari, Giangiacomo Pilia, per formulare al Gip la richiesta di rinvio a giudizio. SONO 19 I NOMI RINVIATI A GIUDIZIO. Dopo la chiusura dell'inchiesta preliminare, arrivata un mese dopo gli arresti da parte della Guardia di Finanza su ordine del Gip dei dirigenti societari Alberto Rigotti (64 anni di Milano), Sara Cipollini (42 di Milano) e Vincenzo Maria Greco (69 di Roma), ora la Procura del capoluogo sardo ha deciso di chiedere il giudizio anche per gli altri indagati per bancarotta. Spiccano, tra gli altri, il primo editore e fondatore del gruppo free-press Nicola Grauso (65, cagliaritano ma residente a Roma). Chiesto dunque il rinvio a giudizio anche per Francesco Ruscigno (55 di Aversa), Alessandro Valentino (42 di Barletta), Carlo Momigliano (61 di Milano), Franco Manconi (68 di Cagliari), Giuseppe Virga (66 di Roma), Mauro Marciano (57 di Roma), Stefano Gobbi (romano di 47), Francesco Raia (66 di Iglesias), Michela Veronica Crescenti (45 di Ospedaletto), John Gaethe Visendi (milanese di 50), Anna Abbatecola (48 di Calvenzano), le sorelle Rosalba e Rosanna Chielli (53 e 43 di Prato), Claudio Noziglia (61 di Milano) e Luisella Garau (71 di Villanovafranca, amministratore unico di Epolis dal 2005 al 2007).

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