Matteo Renzi 140624105031
SCENARIO 7 Agosto Ago 2014 2053 07 agosto 2014

Recessione, Renzi e i dossier economici di settembre

Non solo riforme. Bce e Ue spingono per la crescita.

  • ...

Matteo Renzi.

Dopo la sbornia di entusiasmo post Europee, nel Pd si torna a respirare aria di preoccupazione a causa degli ultimi dati macroeconomici. Preoccupazione che accende inevitabilmente i riflettori sulle azioni di politica economica che il governo dovrà necessariamente mettere in campo a settembre, alla ripresa dell’attività parlamentare.
TASK-FORCE IN ALTO MARE. E di certo non aiuta a migliorare il clima il fatto che, a oggi, la composizione della famosa task-force che dovrà affiancare Matteo Renzi, sia ancora in alto mare. Anche se, spiegano nell’inner circle, è un rallentamento «fisiologico», visto che «il presidente del Consiglio si è dedicato totalmente alle riforme».
Questo rinvio, sebbene il Giglio magico assicuri che «è temporaneo», comunque crea fibrillazioni nei palazzi della politica romana. Soprattutto all’indomani dei dati Istat, che fotografano una situazione ancora drammatica per il Paese, e del nuovo monito della Banca centrale europea, che ha espresso un giudizio sostanzialmente negativo su quanto è stato fatto finora dall’esecutivo italiano.
IL MONITO DI FRANCOFORTE. Ed è proprio il messaggio giunto da Francoforte - che a molti ha risvegliato lo spettro della lettera inviata da Trichet nel 2011 - che pare aver rovinato la festa a Renzi, alla vigilia del voto finale in Senato sulla riforma di Palazzo Madama. Anche se, stando a fonti vicine alla presidenza del Consiglio, il premier avrebbe comunque apprezzato l'invito a proseguire nelle riforme.

Padoan: «Troppo presto per valutare l'operato del governo»

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha provato a spegnere il fuoco durante l’informativa di giovedì 7 agosto alla Camera, ma con scarsi risultati.
Il titolare di via XX Settembre, infatti, ha chiesto al parlamento di pazientare, perché «l’operato del governo non si può valutare su pochi mesi. L’orizzonte è più sul medio periodo: 1000 giorni». Così come «è prematuro giudicare la situazione economica su pochi trimestri o leggere l’effetto del bonus di 80 euro su qualche mese».
SETTEMBRE CALDO PER L'ECONOMIA. In serata, però, dopo gli abbracci e i saluti, i parlamentari renziani e quelli dell’opposizione interna - rigorosamente off the record - si sono trovati paradossalmente d’accordo su un punto: «A settembre bisogna mettere mano all’economia, sennò siamo morti».
LA ROTTURA CON COTTARELLI. E qui viene il bello, perché la frattura tra Renzi e il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, è praticamente insanabile. E sebbene i fedelissimi del premier lo considerino ormai un «binario morto», lui resta saldo al suo posto. Questo mentre a Palazzo Chigi tutte le misure economiche passano per le mani di Yoram Gutgeld, che sperava di prendere proprio il posto di mr. Spending.
«LA GENTE CONTINUA A NON LAVORARE». «Troppo poco è stato fatto e non con la dovuta attenzione», ammette a Lettera43.it un leader di Area riformista. «Matteo doveva porre questi temi al centro della sua agenda, invece ci ritroviamo dopo cinque mesi con una legge elettorale e una riforma del senato approvati in prima lettura, quindi inefficaci, e un braccio di ferro con tutte le forze politiche che non porterà nulla di buono. E fuori dal palazzo, la gente continua a non lavorare…».
I DUBBI DELL'EUROPA E DELLA BCE. Stando ai rumors, insomma, al momento i dossier restano sul tavolo, senza essere stati affrontati di petto dal premier così come quelli delle riforme. Mentre il dl Poletti, il Jobs Act, la legge Madia sulla Pubblica amministrazione, diventata legge, e il ddl Competitività non convincono appieno né l’Europa, né la Bce.
«Un quadro spaventoso, per uscire dal quale spero che Renzi abbia una exit strategy», dice sottovoce un deputato legato ai Giovani turchi, ormai a tutti gli effetti costola della maggioranza Pd. «Comunque siamo ancora convinti che il presidente del Consiglio abbia le capacità per tirarci fuori dalle secche, ma non l’anello al naso. E lui, questo, lo sa bene».

Correlati

Potresti esserti perso