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CRISI 7 Agosto Ago 2014 1645 07 agosto 2014

Ucraina, Ue: dall'embargo Russia danni all'Italia per 163 milioni

Bloccato carico di pere modenesi. Ortofrutticolo e latticini a rischio.

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Vladimir Putin.

Secondo la Commissione europea l'Italia potrebbe perdere 163 milioni di euro per le sanzioni imposte da Mosca su alcune categorie di prodotti agroalimentari. A tanto ammonta il valore dell'export italiano nel 2013 per le tipologie sotto embargo, secondo i calcoli della Commissione, che tuttavia precisa: «l'impatto potrebbe essere ridotto, guardando ad altri mercati».
DURO COLPO PER FRUTTA E VERDURA. Il comparto ortofrutticolo è tra quelli in cui è forte il timore per il contraccolpo alle esportazioni che può venire da questa grave misura restrittiva. È il timore del presidente del Settore ortofrutticolo di Fedagri-Confcooperative Davide Vernocchi. Solo nel 2013, ha precisato Vernocchi, l'Italia ha esportato in Russia 30 mila tonnellate di mele, 15 mila di pesche e nettarine, 15 mila di kiwi, 16 mila di uva da tavola e 3500 di pere (fonte: Cso, Centro Servizi Ortofrutticoli).
FERMATO STOCK DI PERE DA MODENA. I primi effetti dell'embargo si sono avuti con la rescissione di un contratto della cooperativa Fruit Modena Group per l'esportazione di pere nell'ex impero sovietico, avvenuta poche ore dopo l'approvazione dell'elenco dei prodotti banditi in Russia dal presidente Vladimir Putin.
PREOCCUPAZIONE PER IL COMPARTO PASTA. Lo ha reso noto, con preoccupazione, la Coldiretti nell'evidenziare che a rischio ci sono spedizioni di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro mentre è ancora incerta la situazione della pasta esportata nel 2013 per un valore di 50 milioni di euro ma in aumento del 20 per cento nel primo quadrimestre, secondo le analisi Coldiretti su dati Istat.
IL MADE IN ITALY VALE 34 MILIARDI. Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo h analizzato che «la Russia colpisce l'agroalimentare perché sanno che è un elemento di crescita per l'Unione Europea in un momento di stagnazione. Lo dimostra il fatto che le esportazioni agroalimentari Made in Italy nonostante la crisi sono cresciute del 5 per cento nel 2013 raggiungendo il valore record di 34 miliardi di euro».
EMBARGO ANCHE AL PARMIGIANO. E tra i prodotti vietati c’è finito anche il Parmigiano Reggiano. Il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai ha infatti dichiarato: «Noi sappiamo di essere nella 'lista' da alcuni mesi. Da febbraio questa vicenda aveva già prodotto una sorta di reazione da parte della Russia, e c'era un'attenzione negativa verso i prodotti che arrivavano dai paesi che avevano determinato un richiamo al comportamento della Russia verso gli avvenimenti dell'Ucraina».
IL FORMAGGIO PIÙ FAMOSO AL MONDO PERDE 6 MILIONI. Alai ha ricordato che nel 2013 (ultimo dato disponibile) l'export di Parmigiano Reggiano in Russia ha toccato le 10.800 forme (con una crescita rispetto all'anno prima del 16%), per 5,8 milioni di euro di fatturato. E ora, quando arriverà l'embargo, «la contrazione avrà una ricaduta in termini quasi completi secondo noi».

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