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INCHIESTA 8 Agosto Ago 2014 1530 08 agosto 2014

Aeroporto Firenze, l'ampliamento irrita Pisa

Scontro sulle opere da 280 mln al Peretola.

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Un aereo in fase di atterraggio all'aeroporto di Firenze.

L'aeroporto Firenze-Peretola avrà la sua pista nuova. Se lo assicura il premier Matteo Renzi deve essere proprio così. Le linee guida del decreto Sblocca-Italia danno per già sicuri i 280 milioni necessari per realizzare l'opera.
 Con buona pace dello scalo di Pisa Galileo Galilei, che rischia in futuro di fare la parte dell'hub di serie B della zona, nonostante sia al momento il più grande della regione.
UNICA OPERA TOSCANA. Stralciata la Livorno-Civitavecchia per mancanza di coperture, il potenziamento dell'Amerigo Vespucci, infatti, l'ampiamento dell'aeroporto gigliato è l'unica opera riguardante la Toscana rimasta dentro il provvedimento illustrato dal leader del Partito democratico a inizio agosto.
AMPLIARE IL TURISMO. Da decenni, in fondo, una parte della città sostiene che la perla del Rinascimento non si meriti uno scalo così, con voli di piccole dimensioni e, per molte destinazioni, nemmeno quotidiani. Perfino per Londra ci si deve raccapezzare in un orario che cambia in continuazione.

Il capoluogo della Toscana reclama collegamenti con Istanbul, o Mosca, per dar più facile accesso al turismo dell'Est che a Firenze cresce a un ritmo del 50% annuo secondo i dati del 2012 di Confcommercio, senza contare quelli che scelgono il mare della Versilia o acquistano casali in collina.
LE POLEMICHE SU CARRAI. Ci voleva un fiorentino a Palazzo Chigi perché, forse, l'ampliamento si concretizzasse davvero.
Peraltro a presiedere la società Aeroporto di Firenze (Adf), la cui maggioranza è da inizio primavera nelle mani di Corporacion America Italia, c'è quel Marco Carrai, amico di gioventù del premier, finito nella bufera per aver dato ospitalità al premier nella casa che permise all'ex rottamatore, che all'epoca abitava a Pontassieve, di avere la residenza nel capoluogo e potersi così candidare come sindaco. Anche se a fronte del fascicolo aperto dalla procura di Firenze non sono stati né individuati indagati né avanzate ipotesi di reato.

Le proteste di Pisa: l'altro scalo teme di perdere traffico

I sindacati dell'aeroporto di Pisa temono che l'ampliamento di Firenze possa sottrarre loro passeggeri.

L'impatto dei lavori di ampliamento dello scalo gigliato, oltre che spaventare Prato sulla rotta della nuova pista, è particolarmente temuto dai sindacati dell'aeroporto di Pisa, per niente convinti che l'ingrandimento di Peretola possa aggiungere milioni di passeggeri allo scalo del capoluogo senza toglierne a quello della città della torre pendente.
SCONTRO SULLA PISTA. Il Galileo Galilei, in realtà, ospita già aerei di grandi dimensioni - uno fa volo diretto per New York - grazie alle sue due piste da 2.700 e 3 mila metri. Inoltre, a soli 70 chilometri c'è anche l'aeroporto di Bologna, con una pista di 2.800 metri e 6 milioni di passeggeri all'anno.
Da qui i dubbi pure sul prolungamento della seconda pista di Firenze che arriverebbe a 2,4 chilometri: il Piano di indirizzo territoriale (Pit), approvato il 16 luglio dalla giunta regionale aveva deliberato perché fosse di 2 mila metri, ma la società che gestisce lo scalo ne vuole aggiungere altri 400.
L'ALLARME DEI SINDACATI. Valerio Russo, coordinatore territoriale di Fit-Cisl, spiega a Lettera43.it tutta la preoccupazione per la sorte del Galileo Galilei.
«L'approccio di Corporacion America Italia è stato completamente diverso tra Firenze e Pisa. Nel primo caso è stato preparato un master plan per lo sviluppo futuro, nel secondo ci hanno detto 'intanto vi compriamo, poi ci penseremo'». E aggiunge: «Non vorrei che la società argentina sia stata 'invitata' a mettere nel pacchetto pure il nostro scalo soltanto per prendersi l'altro».
COMANDA CORPORACION AMERICA. Già, perché anche Sat, società di gestione dell'aeroporto pisano, ha ora come azionista di maggioranza lo stesso di Adf: il gruppo multinazionale argentino Corporacion America che gestisce 50 aeroporti in tutto il mondo e tra le proprietà ha pure l'aeroporto di Trapani, passato in poco tempo da 250 mila a 2 milioni di passeggeri.
Secondo Russo, poi, «chi ha valutato il prezzo delle azioni lo ha fatto al ribasso: gliele hanno regalate».
PREZZO VALUTATO AL RIBASSO. Per la prima società, il consiglio di amministrazione ha giudicato congrua un'offerta da 14,22 euro per azione, per la seconda il corrispettivo è stato di 13,42 euro (comprensivo di un dividendo da quattro centesimi). Va detto che, in Borsa, per trovare quotazioni superiori per tali titoli bisogna tornare almeno al 2010.

Il sindacalista s'è detto poco convinto dall'incontro con Roberto Naldi, presidente della divisione italiana del gruppo internazionale che ha rilevato Adf., ottenuto solo con i buoni uffici del presidente della Regione, Enrico Rossi: «Gli avevamo scritto e non ci aveva mai risposto, poi ci ha chiamati lui».

Mistero sul finanziamento dopo l'ok dello Sblocca-Italia

L'aeroporto di Firenze appartiene alla Corporacion America Italia.

Se l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze è ormai deciso, resta da sciogliere il nodo di chi lo debba pagare.
Dalla prima analisi delle slide dello Sblocca-Italia sembrava di capire che sarebbe stato il governo a finanziare i 280 milioni previsti per la realizzazione della nuova pista dello scalo gigliato. Ma il ministero dei Trasporti ha poi provveduto a coreggere il tiro, spiegando che Palazzo Chigi non ha intenzione di mettere neppure un euro.
I soldi, secondo precisato a Lettera43.it dall'entourage del ministro Maurizio Lupi, deve metterli Naldi.
OPERA DA 280 MILIONI. Peccato che lo stesso numero uno di Corporacion America Italia, fino a qualche giorno fa, era convinto che le istituzioni sarebbero intervenute con almeno 120 milioni per finanziare la realizzazione della nuova pista. Una cifra che avrebbe dovuto rappresentare la metà dell'importo previsto per l'ampliamento. Eppure dal documento scaricabile sul sito del governo si parla di 280 milioni di euro e non 240. I 40 milioni in più potrebbero riguardare il prolungamento della nuova pista, a conferma che, nonostante la delibera regionale, è stata premiato il pressing di Naldi.
PRIMO OK DELL'ENAC. L'ampliamento di Firenze immaginato dalla società che gestisce lo scalo, inoltre sembrerebbe avere l'appoggio dell'Ente nazionale aviazione civile.
Il presidente dell'Enac Vito Riggio aveva affermato che «nel giro di qualche mese, probabilmente prima della fine dell'estate, l'Ente deciderà sulla pista dell'aeroporto di Firenze. Che dovrà ragionevolmente essere di 2.400 metri per consentire un traffico di circa 4-5 milioni di passeggeri l'anno in tutta sicurezza e che si aggiungeranno ai 7 milioni di Pisa per giungere a un volume complessivo annuo di traffico di 11-12 milioni». Sempre secondo l'Enac, «solo così la Toscana potrà stare nell'élite del piano nazionale degli aeroporti».
DIETROFRONT DELL'ENTE. La portata della dichiarazione dell'Enac è però stata poi ridimensionata: in una nota stampa è stato spiegato che «l'Ente sta ancora valutando le caratteristiche relative alla lunghezza della pista». Inoltre è stato precisato che «la decisione finale terrà conto innanzitutto della sicurezza operativa della pista e dell’aeroporto, ma anche delle prerogative di tutela ambientale del territorio».
SILENZIO DI NALDI. Lettera43.it ha cercato, senza risultato Naldi. Nessun contatto è stato possibile con Adf, e quindi nemmeno con Carrai. Né con Corporacion America. La sede italiana è registrata presso un anonimo palazzo della periferia milanese, negli uffici della Apiesse srl, società di elaborazioni contabili.
Forse si farà prima a vedere finita la nuova pista di Peretola, che l'ingegnere fiorentino ha promesso per il 2017. Sempre che Pisa non si metta di mezzo.

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