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MANIFATTURIERO 8 Agosto Ago 2014 1522 08 agosto 2014

Crisi, dati Mediobanca: 67% produzione aziende italiane all'estero

Mediobanca: meno 8% fra gli operai.

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La sede di Mediobanca.

Quasi un terzo della produzione delle imprese medio-grandi italiane, il 67% per la precisione, ha varcato i confini nazionali nel 2013, con una perdita del 7,8% della forza lavoro operaia nei cinque anni precedenti. È quanto si deduce dai 'Dati cumulativi di 2050 società italiane' dell'Ufficio Studi di Mediobanca, che ha calcolato un 9% del fatturato realizzato in Italia ed il restante 91% all'estero.
INSOSTITUIBILE FATTURATO ESTERO. Tale 91% delle imprese italiane è suddiviso tra esportazioni (24%), ossia beni prodotti in Italia e venduti su altri mercati, e dal cosiddetto 'estero su estero' (67%), costituito dai beni prodotti all'estero e venduti sui vari mercati. In realtà la quota di produzione all'estero potrebbe anche essere superiore, in quanto il 9% di quota nazionale del fatturato, non esprime necessariamente beni prodotti in Italia.
IL PUBBLICO CRESCE PIÙ DEL PRIVATO. A fronte di un calo del 2,4% del fatturato aggregato delle società che operano in Italia tra il 2008 ed il 2013, i soggetti pubblici hanno registrato crescita del 6,1%, favorita soprattutto dal fatto che le multiutility operano in settori regolati da tariffe, mentre i privati hanno registrato un calo del 4,7%.
LE GRANDI AZIENDE VALGONO IL 50%. Le 2050 imprese italiane radiografate dal Centro Studi di Mediobanca rappresentano la totalità delle aziende industriali con oltre 500 addetti, che a loro volta esprimono circa il 50% del fatturato della manifattura ed il 57% delle esportazioni. Le loro vendite fanno capo per il 24% a società pubbliche e per il 46% a privati italiani e per il 30% a soggetti di nazionalità estera, a loro volta più concentrati sul terziario (43%) che nella manifattura (31%), mentre il 25% vale per il petrolio e il 23% per l'energia ed il gas.
SOFFRONO GLI OPERAI. In 5 anni l'occupazione è scesa del 5%, colpendo soprattutto le tute blu (-7,8%) rispetto ai colletti bianchi (-1,3%), risparmiati dalla tagliola delle delocalizzazioni, ma la base operaia resiste nelle medie imprese (63%), che hanno spostato la loro produzione meno, rispetto ai grandi gruppi manifatturieri (52%).
TAGLIO DI PERSONALE NELLE IMPRESE ESTERE IN ITALIA. Mano pesante sull'occupazione da parte delle società pubbliche (-9,2% dal 2008) e forte calo anche nel manifatturiero (-5,7%) dove hanno tagliato posti di lavoro soprattutto le imprese a controllo estero (-11,3%). Riduzioni di personale minori nelle medie imprese (-2,1%) e nel Made in Italy a controllo italiano (-2,2%), mentre ma è calato del 10,6% quello controllato da mani straniere. In caduta libera anche i margini industriali, crollati del 42,5% tra il 2007 ed il 2013.

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